Intervista di Maggie S. Lorelli a Cinzia Mammoliti: amori online e predatori del web

Il dating nell’era dei social network: opportunità elettrizzante o insidia strisciante?

Cinzia Mammoliti
Cinzia Mammoliti

In tempi pandemici è ancora più difficile incontrare e avere la possibilità di conoscere persone nuove nella vita di tutti i giorni, nei luoghi che ognuno comunemente frequenta: il posto di lavoro, la palestra, il ristorante, il teatro, il bar, buona parte dei quali in questo periodo sono chiusi.

Quindi la ricerca del partner si svolge prevalentemente online.

Un posto come un altro, si potrebbe obiettare: siamo abituati a comunicare attraverso i dispositivi elettronici! Se non fosse che, dietro uno schermo, diventa molto più facile celare la propria personalità, deresponsabilizzarsi nell’interazione con l’altro e defilarsi, sottraendosi al confronto diretto con l’interlocutore, dando luogo così, spesso, a comportamenti disfunzionali che rasentano l’abuso psicologico.

Ne parliamo con la criminologa Cinzia Mammoliti, specializzata in violenza psicologica, domestica e manipolazione relazionale.

 

M.S.L.: In epoca pandemica gli incontri galanti avvengono prevalentemente nel web. L’approccio virtuale è foriero di buone relazioni o si rivela più spesso ingannevole e fallimentare?

Cinzia Mammoliti: L’approccio virtuale rappresenta da sempre, anche prima della pandemia, una modalità più insidiosa di altre, a causa delle maggiori possibilità di vendere, dietro a uno schermo, qualcosa di falso e indossare maschere destinate a reggere più a lungo di altre. Questo a maggior ragione se non ha luogo, nel breve periodo, l’incontro fisico e si rimane solo su un piano all’interno del quale si possono costruire e inventare situazioni fittizie destinate a crollare una volta usciti dalla dimensione virtuale.

 

M.S.L.: Perché il web è considerato un terreno particolarmente propizio al proliferare delle tattiche manipolatorie dei predatori seriali?

Cinzia Mammoliti: Perché sicuramente si presta a una migliore pesca “a strascico” di prede che avvertono un gran senso di solitudine e si affidano alla ricerca, spesso nevrotica, di compagnia online, e perché viene occultato quello che rappresenta oltre il 90% della comunicazione tra esseri umani, ossia il linguaggio non verbale, quello dato da sguardo, microespressioni facciali, gestualità, postura e paraverbale che, venendo a mancare, consentono la costruzione di reciproche aspettative destinate inevitabilmente a crollare quando si passa su un piano fisico. Questo vale quando ci si limita alla chat senza video, ovviamente. Diverso è se si ha la possibilità di guardarsi in faccia e interagire potendosi osservare reciprocamente.

 

M.S.L.: Spesso i cortocircuiti delle relazioni che si consumano online nascono da aspettative inconciliabili fra uomini e donne, e dal fatto che molti uomini hanno la tendenza a celare le loro vere intenzioni, è così?

Cinzia Mammoliti: C’è ancora molta difficoltà da parte delle donne ad accettare che gli uomini cerchino online prevalentemente sesso, soldi o entrambe le cose. Quella virtuale è la dimensione che più di ogni altra manifesta i livelli di ingenuità femminile, rivelando un consistente numero di donne di ogni ceto sociale, culturale e di età sinceramente convinte che si possa trovare il Principe Azzurro in questo modo.

 

M.S.L.: Le tecniche di seduzione maschile sul web oscillano tra il sex bombing e l’adulazione romantica. In entrambi i casi la donna è considerata più un oggetto da possedere che una persona da conoscere al fine di stabilire una relazione paritaria. Perché?

Cinzia Mammoliti: L’uomo sa benissimo che il più delle volte, ostentando un atteggiamento adulatorio e romantico, può abbassare le difese della donna e ottenere ciò che desidera. Stabilire una relazione paritaria, fatti salvi rarissimi casi, gli interessa poco o nulla e ricorre, infatti, spesso al sex bombing per imporre da subito la sua supremazia e chiarire in modo netto le regole del gioco. Sarà poi la donna a decidere se tali regole possano andarle più o meno bene.

 

M.S.L.: Nelle interazioni online si tende a premere il freno inibitorio delle emozioni, e quando la comunicazione si fa più intensa e dall’altra parte si reclamano certezze o responsabilità, alcune persone se la danno a gambe. Perché l’intimità e l’autenticità spaventano così tanto?

Cinzia Mammoliti: Perché è molto difficile che si vengano a creare all’interno di relazioni prettamente virtuali. Questo gli uomini lo sanno bene, ma per ottenere dalle donne ciò che vogliono fanno spesso credere loro di essere coinvolti, e se poi spariscono non è tanto perché temano intimità e autenticità, ma perché questa non gli interessa proprio, trattandosi perlopiù, otto volte su dieci, di uomini già impegnati altrove. Oppure si rendono conto di aver tirato troppo la corda e di essere divenuti bersagli di richieste e aspettative troppo elevate e sono costretti a darsi alla macchia perché l’impalcatura di menzogne non regge più.

 

M.S.L.: Esistono una serie di tattiche interpersonali di tipo passivo-aggressivo entrate nel linguaggio comune con simpatiche etichette anglofone (ghosting, orbiting, mosting e altre analoghe). Si tratta di forme di manipolazione emotiva o rappresentano semplicemente nuovi schemi sociali legati alla comunicazione virtuale?

Cinzia Mammoliti: Ultimamente c’è la curiosa tendenza a etichettare tutto quello che gravita nella sfera d’azione di narcisisti patologici e affini. Si tratta, in realtà, di modalità e tattiche relazionali che esistono da sempre ma che non sono state in passato attribuite all’operato tipico di soggetti affetti da disturbi di personalità. Comunque la vogliamo vedere, sia, cioè, che si tratti di schemi manipolatori pre-strutturati, sia che vengano messi in atto spontaneamente da profani, hanno quale matrice comune quella di poter essere azionati proprio perché manca alla base un rapporto vero, reale, solido, fondato sulla reciproca conoscenza e sul rispetto. E così la sensazione dominante è quella di non avere a che fare con persone ma con qualcosa di evanescente e assolutamente intercambiabile.

 

M.S.L.: Intende dire che una preda può valere l’altra per chi è abituato ad agire attraverso queste modalità?

Cinzia Mammoliti
Cinzia Mammoliti

Cinzia Mammoliti: Assolutamente sì. Chi chatta per mesi con qualcuno con il quale instaura un rapporto che percepisce di intimità, parte dall’errato presupposto di avere l’esclusiva del rapporto. Ho conosciuto soggetti seriali che mi hanno mostrato materialmente come sia facile tenere aperte tre o quattro chat insieme, con quattro donne diverse e fare copia-incolla simultaneamente con ognuna di esse.

 

M.S.L.: Quando una persona, dopo aver esercitato un corteggiamento pressante, sparisce dai radar senza dare spiegazioni, la presunta “vittima” può avere delle responsabilità?

Cinzia Mammoliti: Certamente. Dovremmo uscire una volta per tutte dallo stereotipo della povera donna vittima innocente dell’adescatore sul web perché le relazioni, anche quelle virtuali, si intrecciano in due. Una grave pecca della nostra generazione è quella di credere ancora nelle favole e di non riuscire a vedere superficialità, secondi fini e, in casi estremi, malvagità nell’operato di un corteggiatore. A volte è l’ingenuità, altre la solitudine, altre ancora il narcisismo tutto femminile che non porta le donne a domandarsi “Perché proprio io tra milioni di donne?” E così ci cascano in toto con conseguenze che a volte si trascinano anche per molto tempo.

 

M.S.L.: Che tipo di conseguenze?

Cinzia Mammoliti: Psicofisiche in primis. Internet rappresenta per una grande fetta della popolazione mondiale una dipendenza vera e propria, alla stregua di quella che può essere una dipendenza da sostanze stupefacenti. E così possono sopraggiungere nervosismo, ansia, letargia, insonnia, disturbi dell’alimentazione, abuso di sostanze o alcol. Si assiste a un proliferare di situazioni di dipendenza vera e propria a partire dalla chattata con l’interlocutore di turno, che possono arrivare a paralizzare tutte le attività quotidiane in mancanza di una risposta attesa o in caso di appuntamenti disattesi.

 

M.S.L.: Alcune donne, inesorabilmente attratte da uomini seducenti e inaffidabili, cieche di fronte ai segnali d’allarme insiti nel comportamento di taluni individui disfunzionali, vengono avvinte in una perversa spirale che le porta a ripetere sempre gli stessi errori. Come si può spezzare questa catena?

Cinzia Mammoliti: Necessiterebbe innanzitutto una maggiore consapevolezza. Di sé, innanzitutto, ma anche di come funzioni il mondo maschile. L’uomo affidabile ordinariamente non sta sulle chat né frequenta siti di incontri. Cosa conduca molte donne a reiterare sempre gli stessi errori e ricalcare gli stessi schemi è un problema di natura sicuramente terapeutica, probabilmente correlato al concetto di coazione a ripetere che si ha ogniqualvolta si tenti di aggiustare uno schema disfunzionale appreso in passato rimbastendone uno nuovo che dovrebbe avere lo scopo di riparare il primo.

 

M.S.L.: Perché queste dinamiche infliggono ferite profonde, visto che sono innescate da perfetti sconosciuti?

Cinzia Mammoliti: Forse proprio per questa ragione. Si tende a riparare qualcosa del passato, insistendo ma senza riuscirci. E poi ricordiamo di essere tutti pieni di ferite narcisistiche maturate fin da quando eravamo bambini. C’è la ferita da abbandono, quella da non riconoscimento, quella del rifiuto. La sparizione improvvisa dello sconosciuto, così come la sua presenza e assenza a intermittenza, così come la triangolazione che può essere effettuata al fine di farci sentire, per lui, una delle tante, possono riaprire vecchie ferite del passato rimarginate a fatica. E lo sconosciuto ci evoca, così, un genitore, un ex partner, un insegnante, qualcuno che per noi è stato un tempo significativo (o che lo è tuttora) e che ci ha prodotto tanta sofferenza.

 

M.S.L.: Perché questi comportamenti sono in aumento proprio in quest’epoca?

Cinzia Mammoliti: I nuovi media, in una società già gravemente edonista, narcisista, liquida e superficiale, agevolano la banalizzazione delle relazioni. Stare nascosti dietro a un monitor, non investire tempo ed energie in incontri veri ma limitarsi a coltivare tutto sul web, trattare le persone come pedine e renderle intercambiabili togliendo ad ognuna valore e specificità, dà la misura dell’indolenzimento emotivo e dell’annichilimento delle passioni che caratterizzano la nostra società. Le nuove generazioni sono meno predisposte a organizzare occasioni di incontro di persona quando le chat sono divenute un mezzo di comunicazione ordinaria, come lo fu per noi il telefono a gettoni. Ci vorrebbe una nuova educazione che portasse i dipendenti dal web a riscoprire i vecchi valori e i veri metodi di corteggiamento che nulla o poco hanno a che vedere con le finzioni mediatiche che, come i giochi di ruolo, consentono a ognuno di noi di interpretare dei meri personaggi, portandoci a dimenticare sempre di più quelle che sono le persone.

 

Written by Maggie S. Lorelli

 

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