“Il grande me” di Anna Giurickovic Dato: amore e dolore in una storia intensa e universale

“Si guarda le unghie, lo fa quando è nervoso, credo, perché io non lo conosco. Ci conosciamo davvero, papà?, domando al padre immaginario che ho inventato per me stessa. Avremo mai modo di conoscerci come vorrei? Eppure ti amo, ti amo così tanto.”

Il grande me di Anna Giurickovic Dato
Il grande me di Anna Giurickovic Dato

Sono trascorsi tre anni dalla pubblicazione del primo romanzo, La figlia femmina, dal quale rimasi molto colpita. Ritrovare la giovane Anna Giurickovic Dato è stato piacevole e lo è stato scoprire un un romanzo ancora più maturo del primo.

Il grande me” (Fazi Editore, settembre 2020) è una storia dolorosa, quella di Simone, un padre poco più che sessantenne al quale è stato diagnosticato un tumore in stadio avanzato.

I tre figli lo raggiungono così a Milano e Carla in particolare coglie l’occasione per recuperare un po’ di tempo con quel padre che non sempre è stato presente.

Da una parte Simone teme di non aver concluso nulla nella sua vita, dall’altra Carla venera il padre e si attacca ad ogni ricordo e presente possibili.

Con l’avanzare della malattia la lucidità di Simone viene meno e comprendere cosa dei suoi racconti corrisponda a realtà diventa complicato. Di pari passo le incertezze dei figli aumentano fino a creare un vero e proprio giallo legato ad un quarto figlio nato da una relazione extraconiugale.

“Rimane là per settimane, a controllare che obbedisca, rimane e non mi lascia mai. Da quel giorno, per averlo sempre, divento più cattiva.”

Vita e morte, lucidità e follia, l’essere padri e l’essere figli che cominciano a conoscersi in un’occasione così particolare e pregna di negatività e tristezza.

Da entrambe le parti vi è la consapevolezza che il futuro non potrà essere modificato, le loro esistenze mutano e si adeguano alla situazione ma niente più sarà come prima.

“Pensavo fosse notte, invece erano le sette e il cielo, fuori, era carico di luce bianca.”

Il passato riemerge come non mai e le vite di padre e figlia, quella di Carla in particolare, si sovrappongono quasi e l’uno si chiede cosa sia rimasto all’altra, se abbia fallito sempre o se in qualche modo sia riuscito a lasciare qualcosa in questa figlia così devota.

“Quanto sei solo papà… la televisione, il letto, la musica e qualche libro di storia antica, questa è stata la tua vita senza di noi? Se lo avessi saputo che eri così solo… O lo sapevamo tutti?”

Anna Giurickovic Dato
Anna Giurickovic Dato

Ognuno di loro dovrà essere forte e aggrapparsi a questa forza in attesa del momento più doloroso.

Il tempo trascorso insieme resterà la cosa più importante tra tutte e anche al termine di ogni caso il ricordo è ciò che li accompagnerà, insieme ad una bellissima colonna sonora creata da quel padre musicista la cui musica ha segnato ogni momento della sua esistenza.

Un romanzo intenso, ricco di spunti di riflessione, per nulla banale, da leggere centellinando ogni pagina e per nulla semplice, considerando l’argomento trattato.

Ma nonostante la drammaticità e il finale preannunciato fin dalla prima pagina Il grande me” va letto perché è una grande storia d’amore e dolore universale, perché è scritto bene, con uno stile personale, intimo e sempre riconoscibile.

 

Written by Rebecca Mais

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: