“Volevo essere Lady Oscar” di Marie-Renée Lavoie: la rivoluzione del diventare donna

Volevo essere Lady Oscar” è un romanzo di Marie-Renée Lavoie, edito da Sperling & Kupfer nel 2015.

 

Volevo essere Lady Oscar

A nove anni la rivoluzione è solo quella di Francia.

La gonna sontuosa di Maria Antonietta e la sua testa che rotola dopo l’opera della ghigliottina.

I balli aggraziati alla Corte di Versailles e le corse affannate della Presa della Bastiglia.

Il dolce delle brioches e l’amaro ferroso del sangue.

Data: 1789, con gli ultimi tre numeri in sequenza, come sottolineano le maestre per rendere immediata la memorizzazione.

Ma le immagini che la dipingono sui libri di testo si fondono, soprattutto per chi è stato bambino negli anni ’80, con quelle a colori vividi del cartone animato Lady Oscar, l’eroina con i biondi capelli al vento, la spadaccina che si comporta da uomo ma che si innamora da donna.

La storia che ci racconta Marie-Renée Lavoie ha come protagonista la piccola Hélène che si fa chiamare Joe, come un maschio. Non ha un cavallo bianco, ma una bicicletta che le serve per distribuire i giornali e poter avere qualche spicciolo; non vive in una reggia, ma in un quartiere popolato da creature insolite, che hanno trascorso anni in manicomio; non regala pane, ma serve caffè in una sala bingo; non combatte in un corpo armato, ma si espone per difendere i più deboli, i più poveri, i più incompresi ed emarginati. Nella sua mente di bambina Lady Oscar è, dunque, il sommo modello.

Il lettore immediatamente coglie l’analogia fra Joe e la mitica Jo di Piccole Donne: i valori promossi nel romanzo sono, infatti, quelli canonici della letteratura per l’infanzia: l’amore per la famiglia, l’amicizia, il senso di giustizia, la purezza del cuore.

E anche questa piccola donna del Quebec, come le sorelle March, affronterà attraverso riti simbolici di retaggio iniziatico, come il taglio dei capelli, il passaggio dall’infanzia alla pubertà, giungendo a conoscere la morte reale e metaforica.

Marie-Renée Lavoie

Non a caso il libro è puntellato di riferimenti a “Il vecchio e il mare”: c’è lotta e speranza. C’è fine e rinascita. C’è vecchiaia e giovinezza. C’è il mare della Vita.

Piccole Donne crescono.

Piccole Lady Oscar affrontano la rivoluzione, quella interiore e fisica, in cui sgorgano lacrime e spuntano seni, accettando la propria femminilità e riappacificandosi con il modello materno.

Un libro scorrevole, ironico e malinconico, che ben si inserisce nella categoria dei romanzi di formazione in cui molti potranno riconoscersi. Io volevo essere Candy Candy: e voi?

«Anche André è morto. […] Oscar e Andrè non sarebbero scappati, non si sarebbero sposati, non si sarebbero più amati. […]

Mentre la morte si accaparrava tutta la mia attenzione, il seno sinistro ne ha approfittato per spuntare, solo soletto, fiero dolcetto di pasta dura che si innalzava sulla distesa desertica del mio corpo. […]

Sulla bella divisa da colonnello di Oscar non c’era ombra di forme».

 

Written by Emma Fenu

 

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