“Risposte nella polvere” dell’inglese Rosamond Lehmann: il suo romanzo d’esordio è oggi rivalutato

“Risposte nella polvere” dell’inglese Rosamond Lehmann: il suo romanzo d’esordio è oggi rivalutato

Ott 20, 2014

“Era dunque la fine. Li aveva persi un’altra volta. Non sarebbero tornati, non avrebbero scritto, lei non sarebbe mai andata a Londra a trovarli. Anche Julian l’avrebbe dimenticata. Non pensavano a lei: la pioggia aveva trionfato, e non c’era nulla nel vasto mondo a offrirle consolazione. Volse le spalle a quello scenario fradicio, dove le loro immagini irreali e beffarde si confondevano col sogno remoto di uno ieri felice.”

Risposte nella polvere” (Einaudi, 2014), pubblicato per la prima volta nel 1927, è uno di quei libri che in un primo momento venne contestato per la tematica trattata, che ebbe comunque successo negli anni ’30 e che solo negli ultimi anni è stato rivalutato. Un romanzo che funge da punto d’incontro tra le tumultuose vite della protagonista, Judith, e quella dell’autrice, l’inglese Rosamond Lehmann (1901-1990).

Soggetto centrale è l’educazione sentimentale della giovane Judith cresciuta tra le campagne inglesi, lontana dalla città e con accanto una dimora che per anni ospitò i cugini Fyfe, che tra loro avevano un rapporto così stretto e confidenziale da rendere complicato a chiunque altro avvicinarsi.

Judith, figlia unica, costretta ad un’educazione tra le quattro mura della sua casa, e senza amici, si avvicina quasi inconsapevolmente ai 5, tra essi una ragazza e due di loro fratelli, e finisce per restarne indicibilmente travolta. La sua vita verrà così profondamente influenzata da questo incontro, dal tempo passato insieme e dalla conoscenza di una ragazza a Cambridge che la travolgerà a sua volta.

Judith è una giovane ingenua che coltiva i suoi sogni d’amore per anni, tra insicurezze, morbosità, indecisioni, parole non dette e altre desiderate ma solamente immaginate. A far da sfondo a tutto ciò sono l’Inghilterra ancora molto chiusa nelle sue idee, il Tamigi col suo scorrere incessante ma tranquillo là nelle valli più distanti, la prima guerra mondiale che si porta via corpi e anime di giovani uomini e la Parigi dei salotti scintillanti colmi di uomini in cerca di moglie e donne in cerca di mariti.

Risposte nella polvere”, che si sviluppa in una prima parte tramite un lungo flashback, è un rievocare momenti passati ma mai dimenticati, è il desiderio che determinate situazioni si realizzino ed escano finalmente dalla mente di Judith, così sognante, insicura di sé, sempre inadeguata dinanzi le occasioni più importanti che la vita le pone. È la consapevolezza di come gli altri possano non ricambiare le nostre memorie, i nostri sentimenti, di come qualcosa di importante per noi possa non esserlo per gli altri.

Judith è una ragazza che nutre speranze d’amore, che vive e si nutre talvolta di immaginazione ed in alcuni momenti ci chiediamo se ciò che lei menziona si tratti di realtà o semplice finzione. In un modo più o meno velato il sessualità e la passionalità sono sempre presenti, così come la componete omosessuale che si libra leggera sulle vite dei protagonisti senza però essere compresa in pieno da tutti.

Il romanzo d’esordio della Lehmann è il racconto di un’ossessione che trascina il lettore tra le spire contorte di una società che desiderava che i suoi abitanti crescessero tutti allo stesso modo ma che proprio per questo motivo cercavano di ribellarsi e di trasgredire a qualsiasi regola venisse loro imposta.

Il personaggio di Judith, pur vivendo nei primi decenni del ‘900 ricorda le donne protagoniste di romanzi inglesi di scrittrici femminili dell’Ottocento, quasi a voler rimarcare la differenza tra la società di parte dell’Europa di quegli anni e quella di altre parti del mondo come gli Stati Uniti d’America.

Una lettura scorrevole, probabilmente più adatta ad un pubblico femminile, che viene però rallentata dalla necessità di proseguire la vita insieme a Judith, di osservare gli stessi paesaggi visti dai suoi occhi, di viaggiare con lei, di amare con e come lei alla ricerca di quella passione che cancelli il tedio degli obblighi e di tornare indietro con lei indietro nel tempo per rivivere sogni e illusioni della fanciullezza ormai lontana.

 

Written by Rebecca Mais

 

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