"Generazioni di perplessi" di Roberto Saporito, recensione di Roberto Sturm

"Generazioni di perplessi" di Roberto Saporito, recensione di Roberto Sturm

Gen 16, 2012

Roberto Saporito, Generazione di perplessi, Edizioni della sera, Roma 2011, pp. 126, €11,00

Penso che scrivere un buon racconto sia più difficile che scrivere un buon romanzo, e scrivere racconti brevi lo è ancor di più: far calare il lettore immediatamente nell’atmosfera, calibrare le parole (fondamentali nella brevità espositiva), far decollare immediatamente la vicenda e tratteggiare i personaggi con rapide ma decise pennellate, tutte qualità che si acquisiscono con anni di esperienza e di ricerca.

Roberto Saporito ci riesce con 19 racconti molto brevi ed efficaci. Senza scomodare Raymond Carver o altri grandi scrittori per paragoni poco pertinenti, l’autore dimostra di possedere una propria personalità, spaziando dal minimalismo al postmoderno, con scelte stilistiche e tematiche che si rivelano la maggior parte delle volte azzeccate.

L’uso dei dialoghi è pressoché inesistente e la scelta di usare uno stile descrittivo in uno spazio così ridotto riesce a rendere più dinamici e scorrevoli i testi.

I protagonisti dei racconti, più che perplessi, sono degli estremisti, dei dissidenti, dei non omologati: persone giovani e meno giovani che non riescono a – meglio dire non vogliono – entrare nei meccanismi della società.

Le regole imposte dalla collettività diventano insopportabili, il vivere quotidiano uno scorrere del tempo senza senso e la violenza sembra essere l’unico strumento con cui ribellarsi.

Storie di persone solitarie che potrebbero sembrare quasi sociopatiche o al limite della psicopatologia ma che non lo sono affatto perché sono gli altri, quelli reputati normali, che vivono senza farsi domande, senza rendersi conto della crudeltà dell’esistenza e dello scorrere del tempo che ci porta inevitabilmente incontro alla morte.

Tema, senza dubbio, fondamentale di questi racconti: una morte che funge da liberazione tenacemente perseguita per redimersi dall’ingombro di una vita costellata da troppe ingiustizie e cattiverie.

E se il lavoro viene visto come un nemico, una sorta di meccanismo perverso che riesce spesso a uniformarci tutti, ce n’è anche per l’industria editoriale: un terreno pieno di snobismo, di autoreferenzialità, che vive soprattutto di autocitazioni e clientelismo. Anche i rapporti interpersonali, familiari o sentimentali che siano, tendono ad appiattire le nostre personalità, a smussare i nostri angoli, così come i torti subiti non vengono dimenticati dai protagonisti delle storie di Saporito, che le covano dentro di loro per mesi e anni rendendo ancor più feroce la vendetta, la ricerca ossessiva dell’equilibrio tra colpa e pena.

Un racconto esemplare dell’antologia è Scomparsa, forse il più estremo, in cui il protagonista racconta – appunto – la scomparsa della sorella e il suo ritrovamento, arrivando ad un finale più paradossale che inaspettato.
È un libro interessante Generazione di perplessi, sia per le storie che per le scelte stilistiche, eversivo perché mette in dubbio i fondamenti su cui si basa la società attuale. Il coraggio dell’autore, in un panorama editoriale italiano dove questa virtù langue, è una delle qualità più evidenti dell’opera. Notevoli, tra l’altro, le citazioni di DeLillo, Ballard, Raymond, Yates e altri, che introducono ai racconti: alcune, vere e proprie chicche.

Roberto Saporito ha al suo attivo parecchie pubblicazioni. Ha esordito con due raccolte di racconti,Harley-Davidson e Harley Davidson, deserti e moderni vampiri editi da Stampa Alternativa nel 1996 e 1998. I suoi lavori più recenti, tra il 2009 e 2010, sono i romanzi Carenze di futuro, Zona, Il rumore della terra che gira, Perdisa Pop e la riedizione di Anche i lupi mannari fanno surf (Remix) edito da Senzapatria.

Recensione di Roberto Sturm pubblicata su Carmillaonline.com

http://www.carmillaonline.com/archives/2011/11/004101.html#004101

Booktrailer:

 http://oubliettemagazine.com/2011/05/11/booktrailer-generazione-di-perplessi-di-roberto-saporito/

 

 

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