“Non volare via” di Sara Rattaro: una storia di coraggio e senso di responsabilità

Non volare via. Questo il titolo dell’ultimo romanzo della giovane scrittrice Sara Rattaro, giunto alla seconda edizione nel giugno del 2014. La scrittrice che nasce a Genova e si laurea con lode in Biologia e Scienze della Comunicazione, scrive nel 2010 il suo primo romanzo Sulla sedia sbagliata.

L’anno successivo è la volta di Un uso qualunque di te, che scala le classifiche grazie al passaparola. Non volare via  è stato pubblicato da Garzanti.

Bellissimo romanzo che si legge tutto d’un fiato, racconta la storia di una famiglia, Alberto,Sandra, i genitori, Alice e Matteo, i figli. Potrebbe essere una famiglia come tante, solo che Matteo non può sentire fin dalla nascita. È questo il suo problema che all’inizio sconvolgerà gli equilibri del nucleo familiare, soprattutto quello del padre Alberto. Che è poi colui che ci racconta la storia dal suo punto di vista, scelto dalla scrittrice per raccontare senza esprimere un giudizio sulle vicende della famiglia.

Intanto spieghiamo però il titolo. Un giorno a Matteo, che è seguito dalla logopedista, oltre che dalla madre e dalla sorella, viene dato un compito: rifare un disegno con tre uccellini di cui uno vola via. Matteo è preoccupato per questo uccellino,  che scappa, perché gli sembrano una metafora della sua famiglia. Prima il padre Alberto, poi la madre Sandra, infine e più giustamente la sorella Alice, che ha aiutato il fratello a imparare il linguaggio dei segni e gli ha insegnato a giocare a scacchi. Da cosa volano via i genitori? Dalle responsabilità che man mano si accrescono nel crescere i figli, scoprendo due passioni per altri due personaggi.

Camilla, un amore giovanile di Alberto, che torna in città dopo 20 anni ed aver ballato nei più famosi teatri del mondo, gettando scompiglio nel cuore e nella vita dell’uomo, che si sentirà ancora attratto da lei. I due avevano avuto una storia d’amore da ragazzi, poi lei aveva anteposto la carriera dello spettacolo all’amore che provava per il ragazzo, lasciandolo solo ed andandosene a Parigi e in giro per il mondo.

Alberto impiegherà un po’ per accantonare questo amore, ma poi quando dopo 20 anni la rincontrerà la passione esploderà mettendo a repentaglio la vita tranquilla della sua  famiglia e la serenità di Matteo. Ovviamente il finale è non molto scontato. Anche Sandra, la moglie si innamorerà di un altro, che è Davide, il dj che Alberto ascolta tutte le mattine alla radio, che ha in comune con Sandra la sordità di un suo figlio. Ovviamente ci saranno periodi in cui i due rifuggiranno dal loro ruolo in famiglia, sempre però ritrovandosi per il bene dei figli.

Sandra e Alberto riescono però a mettere da parte le loro relazioni extraconiugali e a capire che i figli sono la cosa più importante.

Personaggi speciali i figli. Alice, la maggiore e la sorella, è molto determinata a rendere sempre più autonomo il fratello e addirittura lo iscrive ad un campionato di scacchi, dove Matteo parteciperà. Anche se alla fine, crescendo avrà una propria vita e un proprio fidanzato.

Matteo, il figlio sordo, che si impegna a dare retta alla sorella con la quale ha un rapporto speciale. Intorno alla famiglia i personaggi di disturbo: Camilla e Davide. Creeranno caos e non sarà facile mettere in ordine la loro vita. Camilla è il primo amore di Alberto, ritrovato dopo tanti anni, che cercherà di recuperare con lui il tempo perduto. Davide, un dj molto particolare, che anteporrà la carriera al resto.

A volte c’è una regola degli scacchi per cui a volte è meglio sacrificare un pezzo per non compromettere l’intera partita. Questo il messaggio che la scrittrice manda al lettore insieme alla frase: mettere in ordine vuol dire fare delle scelte e fare delle scelte significa perdere qualcosa o qualcuno. Come fanno Sandra e di Alberto, che metteranno in ordine le loro passioni exconiugali pur di salvare la propria famiglia.

Alla fine parleranno in fondo al romanzo: Matteo con il suo gioco di scacchi  e il silenzio e Sandra che racconta i propri sentimenti di madre e il proprio dolore per avere un figlio quasi perfetto. Dichiara però di essere fiera dei progressi che Matteo ha fatto: si esprime sia a gesti che a parole. E afferma ancora di volergli bene e di non volere un altro figlio che non fosse sordo perché non sarebbe il suo Matteo.

Un libro sulla diversità che ci fa comprendere che l’unità familiare e il coraggio dei suoi componenti sono in grado di affrontarla e di viverla serenamente, pur tra mille difficoltà e tentazioni. Coraggio e senso di responsabilità sono i sentimenti esaltati in questa storia, che la scrittrice presenta come raccontatale da una famiglia.

 

Written by Maria Romagnoli Polidori

 

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