Intervista di Maila Daniela Tritto a Roberta De Tomi per il progetto “25 Parole di Donna”

Intervista di Maila Daniela Tritto a Roberta De Tomi per il progetto “25 Parole di Donna”

Nov 24, 2014

Il 25 novembre è una data importante sia per le donne sia per tutti i cittadini, poiché come ogni anno si celebra la Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne con cui si vogliono ricordare le vittime dei femminicidi e, in generale, le donne che spesso sono oggetto di angherie, e di violenza appunto, da parte degli uomini.

Ogni anno in Italia vengono organizzate alcune iniziative interessanti che permettono di fare luce sul fenomeno e, soprattutto, diffondono i principi che fanno capo al rispetto della propria identità e degli altri. Perché spesso ciò che manca è questo, ovvero il rispetto e una mancata educazione.

Per questo si dovrebbe diffondere la cultura della non violenza, poiché è grazie alla cultura stessa se si possono abbattere alcune barriere ben radicate nella società, e che non hanno motivo di esserci in un periodo storico già molto provato dalla situazione politica ed economica; un periodo in cui, oltretutto, si parla sempre più spesso d’innovazione tecnologica.

E allora le concezioni legate alla società maschilista e patriarcale non servono più, serve ben altro per andare avanti e, come già detto, serve il rispetto.

Si parlava delle iniziative create per promuovere la cultura della non violenza come 25 Parole di Donna, un progetto nato dalla giornalista e scrittrice Roberta De Tomi che abbiamo intervistato per l’occasione.

 

M.D.T.: Benvenuta in Oubliette Magazine, speriamo che potrai trovarti bene qui con noi. Vengo subito al dunque: come e perché è nato il progetto 25 Parole di Donna?

Roberta De Tomi: Innanzitutto grazie per l’ospitalità e un saluto ai lettori e alle lettrici di Oubliette Magazine. Il progetto 25 Parole di Donna è nato da uno scambio con la giornalista Angiolina Gozzi. L’idea di base, rielaborata successivamente, era di realizzare un evento legato al 25 Novembre, “Giornata Internazionale contro la Violenza sulle Donne”, in uno dei comuni colpiti dal sisma del maggio del 2012, ovvero San Possidonio, nella Bassa modenese. Un momento di riflessione su un tema cruciale, calato in un contesto particolare, declinato secondo una modalità creativa originale. Piuttosto che organizzare il classico evento a carattere divulgativo, perché non creare un coinvolgimento attivo di autori e artisti e (perché no?) pubblico, abbattendo la concezione di una letteratura elitaria? A volte sembra che i libri “facciano paura”, e invece la lettura e la scrittura possono fornire a tutti occasioni di confronto e di riflessione, nonché di arricchimento. Da questi presupposti nasce 25 Parole di Donna: un concetto di performance allargata e aperta alle diverse possibilità e modalità espressive, in cui l’elemento creativo e quello aggregativo sono fortemente correlati. Il progetto ha preso forma in pochi giorni ed è stato appoggiato dal Collettivo GioI ER (Giornaliste e Operatrici dell’Informazione dell’Emilia Romagna) e dalla Commissione Pari Opportunità del CUP di Modena. Inoltre ha ottenuto il patrocinio dell’Unione Comuni Modenesi Area Nord e del Comune di San Possidonio. In seguito abbiamo coinvolto nell’organizzazione e nella gestione della logistica, lo scrittore e blogger Roberto Baldini, e il regista Guido Casoni, che curerà le riprese dell’evento, nonché il montaggio del video: Scrittori contro la violenza sulle donne.

 

M.D.T.: Qual è l’obiettivo che vi prefiggete?

Roberta De Tomi: Il nostro obiettivo e di creare un momento di sensibilizzazione sul tema della violenza alle donne, attraverso forme di sperimentazione artistica, che diventino occasioni di coinvolgimento emotivo e intellettuale. Crediamo che coinvolgere in maniera forte il pubblico, sia più efficace e permetta di osservare il fenomeno da diverse sfaccettature. Dalla testa al cuore e viceversa. E mettiamoci pure la mano: partecipanti e pubblico potranno prendere parte alla realizzazione di un romanzo collettivo e avrà a disposizione una tela per sbizzarrirsi, con elaborazioni che siano sempre correlate al tema in essere.  Il tutto rispondendo alla vision dell’evento, in cui creatività e aggregazione vanno di pari passo e diventano laboratori sperimentali, mi auguro, stimolanti e interessanti.

 

M.D.T.: E del ruolo che avranno gli autori e i creativi, nell’ambito del progetto, che cosa puoi dirci?

Roberta De Tomi: Artisti e creativi sono il cuore pulsante di questo evento. La loro creatività, la loro sensibilità deve essere un esempio e l’elemento da valorizzare. Sottolineo la sensibilità: in tanti tengono a partecipare, sentendo la tematica molto vicina. Ed è straordinario vedere la mobilitazione di persone che, da tutta Italia, hanno risposto. Alcuni saranno fisicamente presenti, altri, no, ma saranno con noi, con il loro prezioso contributo creativo.

 

M.D.T.: Il 25 novembre ricorre la Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne. Qual è il tuo atteggiamento nei confronti di questa data?

Roberta De Tomi: Quando penso a questa data evoco la quotidianità di donne che, ogni giorno, subiscono forme di violenza di diversa tipologia. Trovo deprecabile la strumentalizzazione che talvolta, o sarebbe meglio dire, spesso, viene fatta della violenza, in ambiti diversi. In questa strumentalizzazione l’atto violento diventa fulcro di discussione ed espressione d’idee, spesso stereotipate; la vittima viene “messa da parte” a favore di dibattiti che non risolvono il problema. Spesso ci si scorda che la violenza nasce anche da piccole cose, esplicandosi in segnali che, se trascurati, possono dare adito a situazioni sempre più difficili e travagliate, talvolta tragiche. Credo che i campanelli d’allarme debbano scattare prima che accada l’irreparabile, ma in molto contesti questo concetto deve ancora passare.

 

M.D.T.: La televisione e i giornali, ma soprattutto le notizie Web che oggigiorno arrivano con più facilità agli utenti, ci propongono continuamente notizie di cronaca nera in cui, il più delle volte, la vittima è una donna. Che cosa ne pensi di questo fenomeno?

Roberta De Tomi: Credo che il proliferare delle notizie relative alla violenza sulle donne faccia pensare a un aumento del fenomeno. Ma la violenza sulle donne c’è sempre stata (pensiamo alla violenza nel mito) ma è sempre stata avvolta dal velo dell’omertà; l’abbattimento di certi taboo ha permesso a molte donne di prendere coraggio per dire no alla violenza e per denunciare il proprio aguzzino.

 

M.D.T.: E del ruolo che, in questa sede, investe la letteratura?

Roberta De Tomi: Pensiamo al mito e alle scorribande del divino Zeus. Pensiamo agli amori tragici, alla Francesca cantata da Dante, costretta a sposare un uomo non amato; o alla Lucia di Manzoni, insidiata da Don Rodrigo o alla Pamela di Samuel Richardson; e ancora, in Con gli occhi chiusi, Federigo Tozzi narra uno stupro subito da Ghisòla. La letteratura di tutti i tempi, nazionale e internazionale, ha raccontato la violenza sulle donne, espressa secondo modalità e strumenti espressivi diversi. Che si tratti di una violenza legittimata dalle convenzioni sociali (il matrimonio con un uomo non amato), che sia una violenza tout-court, il ventaglio è ampissimo e la letteratura rappresenta un caleidoscopio di situazioni legate al tema.

 

M.D.T.: A questo punto ti chiedo: pensi che ci possano essere altre iniziative utili, com’è appunto 25 Parole di Donna, per sensibilizzare le persone?

Roberta De Tomi: Di iniziative per sensibilizzare le persone sulla violenza alle donne se ne sono sempre fatte. Iniziative editoriali incontri, convegni, spettacoli, film… le idee, soprattutto negli ultimi anni, sono sempre proliferate. Con 25 Parole di Donna, intendiamo portare qualcosa di nuovo, nonché un’occasione di coinvolgimento stimolante. Con semplicità, ma sempre lavorando sodo. Per il resto, credo che finché ci saranno idee e voglia di fare, tutto sarà possibile!

 

M.D.T.: Noi ci auguriamo vivamente che questo fenomeno si ridimensioni nella sua portata, e che finalmente le coscienze si risveglino e prendano atto della violenza inaudita cui molto spesso sono soggette le donne. Tu?

Roberta De Tomi: Credo che ogni persona abbia una propria responsabilità, diretta o indiretta, nel proliferare di fenomeni come questo. A volte può essere un atteggiamento omertoso; altre volte, una parola sbagliata che può ferire. E come ho già detto, da una piccola cosa può nascere qualcosa di grosso e lesivo. Non ci aiuta di certo, almeno per quanto riguarda l’Italia, il mito del machismo, ancora molto forte e latore di molte forme di discriminazione tra i generi. Abbiamo ancora tanta strada da fare per conseguire la parità di genere, a dispetto di proclami che restano pura teoria. Il termine donna-oggetto è abusato, ma temo che la violenza sulle donne derivi da una visione oggettivata della donna, ancora molto presente nella nostra società. Forse una consistente riduzione del fenomeno della violenza può passare proprio dall’attuazione di una parità del genere reale e concreta. Forse sono troppo idealista? Mi auguro di no.

 

Written by Maila Daniela Tritto

 

Nessun commento

Commenta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Trackbacks/Pingbacks

  1. Intervista di Maila Daniela Tritto a Roberta De Tomi per il progetto “25 Parole di Donna” - oubliettemagazine - Webpedia - [...] Il 25 novembre è una data importante sia per le donne sia per tutti i cittadini, poiché come ogni…
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: