È morto l’attore americano Robin Williams: la depressione che porta al suicidio

È morto l’attore americano Robin Williams: la depressione che porta al suicidio

Ago 12, 2014

“Non leggiamo e scriviamo poesie perché è carino. Noi leggiamo e scriviamo poesie perché siamo membri della razza umana. E la razza umana è piena di passione. Medicina, legge, economia ingegneria sono nobili professioni, necessarie al nostro sostentamento. Ma la poesia, la bellezza, il romanticismo, l’amore, sono queste le cose che ci tengono in vita.” Robin Williams – John Keating, “L’attimo fuggente”, 1989

“L’attimo fuggente” è senza dubbio uno dei film di maggior successo per Robin Williams ma non l’unico.

Questo attore dalla sensibilità e dalla comicità così spiccate ha fatto sognare tutti a partire dalla serie tv “Mork e Mindy” (1978-1981). Piccoli e grandi negli anni ’80 attendevano le puntate del celebre e divertente serie e la sigla che tutti conoscevano a memoria: “Mi chiamo Mork, su un uovo vengo da Ork. Impara un po’, ora il saluto ti dò…”.

Con il tempo poi Robin Williams è passato al grande schermo con una serie di film che hanno fatto la storia del cinema e che hanno scandito lo scorrere dei nostri anni. Nel 1980 il divertentissimo “Popey – Braccio di ferro”, nel 1987 “Good Morning, Vietnam”, nel 1989 “L’attimo fuggente”, nel 1990 “Risvegli”, nel 1991 “La leggenda del re pescatore” e “Hook – Capitan Uncino”, nel 1993 “Mrs. Doubtfire – Mammo per sempre”, nel 1995 “Jumanji”, nel 1996 “Piume di struzzo” e “Jack”, nel 1997 Will Hunting – Genio ribelle” che gli valse l’Oscar, nel 1998 “Patch Adams”, nel 1999 “L’uomo bicentenario”, nel 2002 “Insomnia”, nel 2006 “Vita da camper” e “L’uomo dell’anno”, nel 2007 “Licenzia di matrimonio”, solo per citarne alcuni.

La filmografia di Robin Williams è infatti ben più lunga ed ogni titolo è sufficiente per ricordare le sue memorabili interpretazioni forse troppo spesso non godute appieno da chi, come noi italiani, abbiamo sempre visto i suoi film doppiati.

Egli infatti era anche un ottimo imitatore, un doppiatore, un comico, un attore di quelli che prestavano grande attenzione ad ogni personaggio che interpretava e che in ognuno di essi metteva sempre sé stesso.

E forse è proprio pensando alla sensibilità che dimostrava in ogni film che sconcerta pensare che si possa essere suicidato, che abbia voluto metter fine ad una vita che per lui era diventata insopportabile, nonostante il successo, nonostante tutti i riconoscimenti ricevuti e l’amore dimostratogli dai suoi fans.

Recentemente era stato colpito da una forte depressione e cercava di curare la dipendenza dall’alcool e forse ad aggiungere sconforto fu anche il parziale insuccesso della recente serie tv “The crazy ones”, proprio per questo motivo interrotto.

Nella notte dell’11 agosto 2014 il corpo dell’attore statunitense, nato a Chicago il 21 luglio 1951, è stato ritrovato senza vita nella sua casa a Tiburon, in California. Si parla di asfissia e si suppone che la causa sia il suicidio. Lascia moglie e figli e milioni di fans che l’amavano come per pochi altri attori accade.

Lascia un ricordo commosso anche nel cuore di tutti coloro che hanno potuto curarsi grazie alle sue cospicue donazioni. Oltre che nei film si occupava delle persone meno abbienti anche nella vita di tutti i giorni mostrando ancora una volta la sua emotività e la sua generosità.

La notizia ha sconvolto il mondo intero e forse l’unico pensiero che può essere di consolazione per chi lo amava è quello di poterlo rivedere, rivedere il suo volto che sembrava quasi di plastica e modellabile in base al ruolo interpretato, ogni volta che lo si vorrà, tramite i suoi film.

Grazie Robin per averci fatto commuovere e piangere come in pochi sono riusciti a fare.

 

Written by Rebecca Mais

 

http://youtu.be/j1uWvvMsL5w

 

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