Intervista di Pietro De Bonis a Lorella Fanotti ed al suo “Racconti dietro l’angolo”

Intervista di Pietro De Bonis a Lorella Fanotti ed al suo “Racconti dietro l’angolo”

Mag 8, 2012

Aveva preteso di continuare a dividere lo stesso letto e la notte mi prendeva con cattiveria, ero una cosa sua da usare e ci teneva a farmelo capire. Ma io ero diventata brava, avevo imparato a scappare. Mentre le sue mani affondavano nella mia carne, io me ne andavo. Correvo incontro alle onde in una spiaggia oppure dietro a enormi farfalle iridescenti in un prato profumato.

Guardavo il suo culo e mi veniva in mente la farina disposta a fontana, pronta per fare un bel dolce. Alta, soffice ma consistente. Pensavo al mio e mi veniva in mente la spianatoia.

Sono nata a Foiano della Chiana (ar) il 15/01/1963 ed ho fatto studi tecnici commerciali. Nonostante il diploma commerciale ho da sempre letto con avidità  e costanza e mi piace definirmi “una ragioniera che preferisce le lettere ai numeri”. Come la maggior parte delle adolescenti della mia generazione, ho tenuto un diario  che mi ha accompagnato nella crescita e di sicuro abituato a guardare dentro e intorno a me. Nel 2001 ho frequentato un corso di scrittura creativa tenuto da Elena Gianini Belotti, forse più per la curiosità di conoscerla (“Dalla parte delle bambine” letto appena dodicenne  è stata una pietra miliare del mio diventare donna) che per un vero interesse creativo. Insieme ai primi racconti è invece  nata una vera  passione per il narrare piccole storie.

Per continuare il lavoro iniziato con la Belotti, con altre donne del corso ci siamo inventate un laboratorio di scrittura autogestito  dove si sono volutamente sperimentati  molteplici generi letterari.  Terminata anche questa esperienza ho continuato da sola, magari cercando l’occasione  e lo stimolo  in gruppi di scrittura trovati nel web.

Fin da ragazzina suono in una banda musicale e questa passione a volte si incontra nei miei racconti.


P.D.B.: Ciao Lorella! Con “Racconti dietro l’angolo”, Editrice DonChisciotte, cosa vuoi raccontare alle persone? Qual è il tuo intento principe?

Lorella Fanotti: Il mio intento è stato quello di raccontare storie quotidiane con gli occhi di chi non si vuole fermare all’apparenza. Osservare, riflettere e raccontare cosa ho visto dietro quella storia. I miei racconti sono storie quotidiane magari prese dalla cronaca oppure dai miei ricordi o da quelli di qualche amico e le ho raccontate cercando di vedere cosa c’era dietro l’angolo, oltre il comune vedere. Questo mi è servito per mandare alcuni messaggi ma anche per non dimenticare vicende o persone a me care.

 

P.D.B.: Messaggi d’amore, di speranza, ricchi di morale?

Lorella Fanotti: Dipende da cosa intendi per morale! La mia morale è molto laica, preferirei usare la parola “etica”. Ci sono dei racconti che parlano di “fine vita”, di omosessualità, di emigrazione, di sopraffazione e di pregiudizi, quindi piccole occasioni per riflettere su temi a cui tengo. Non voglio assolutamente salire in cattedra, quindi il lettore troverà anche momenti ironici e storie lievi. Quello che non troverà è il fantasy, quindi niente vampiri, niente soprannaturale, solo storie verosimili se non vere. Storie che qualsiasi di noi potrebbe aver vissuto o trovarsi a vivere.

 

P.D.B.: Scriverne è stato semplice? Quanto tempo hai impiegato a metterli tutti assieme i tuoi racconti? Era la tua idea di partenza questa? O pensavi a un romanzo?

Lorella Fanotti: Ho iniziato a scrivere per caso, quindi figuriamoci se avevo progetti o idee di partenza. Mi sono iscritta nel 2001 ad un corso di scrittura creativo organizzato dalla biblioteca del mio comune perché volevo conoscere la docente Elena Gianini Belotti, dalla quale ero rimasta folgorata da ragazzina leggendo “Dalla parte delle bambine”. E così, per caso, mi sono avvicinata alla scrittura. Finito il corso ho cercato altre occasioni per scrivere, ormai contagiata da questa passione, restando fedele alla forma del racconto breve. Non ho mai pensato al romanzo che, credo, non si concilierebbe con i miei tempi di vita. Un lavoro, tre figli, un’associazione musicale di cui mi occupo, credimi il tempo per scrivere è veramente poco. Il racconto breve ha il mio ritmo, è immediato, istantaneo e si adatta anche al mio modo di comunicare, asciutto, essenziale, direi senza fronzoli. I racconti contenuti nella raccolta sono stati scritti in un arco di tempo piuttosto lungo, circa 10 anni, non tanto per la difficoltà a scriverli, quanto per la mia cronica mancanza di tempo e a una mancanza di fiducia nelle mie possibilità. La mia formazione è tecnica, sono una ragioniera, ho sempre letto con passione e avidità, ma la mia formazione non è umanistica. Per fortuna ho vinto la mia insicurezza e ho cominciato a far leggere i racconti ad amici, a pubblicarli nel web e l’incoraggiamento avuto è stato di stimolo prima a continuare ed infine a materializzarli nel libro.

 

P.D.B.: Quindi intuisco hai in cantiere una nuova raccolta di racconti?

Lorella Fanotti: Diciamo che ho nel pc un po’ di racconti. Quando ce ne saranno a sufficienza, se passeranno l’esame di qualche amico fidato, potrà ricominciare una nuova avventura. Il romanzo lo lascio alla pensione, se avrò qualcosa di interessante da raccontare. A volte mi trovo a leggere dei romanzi che potrebbero essere scritti in 10 pagine, dove si gira intorno a descrizioni inutili, a personaggi che non c’entrano niente con la storia, solo per produrre pagine. Allora mi chiedo se non è meglio un bel racconto.

 

P.D.B.: Credi si legga male in Italia? Sempre se si legga qualcosa.

Lorella Fanotti: Penso che si legga poco e spesso influenzati da quella che è la grande distribuzione, cioè nomi noti in campi che niente hanno a che vedere con la cultura. Basta guardare i libri esposti in una qualsiasi libreria per notare il proliferare di libri di calciatori, cantanti, soubrette e politici. Può essere che tra loro ci sia anche chi sappia scrivere e abbia qualcosa di interessante da dire, ma è un dato di fatto che hanno un canale privilegiato. Un esordiente deve affrontare non solo il problema di pubblicazione ma anche quello della distribuzione. Le grandi librerie distribuiscono esclusivamente i loro libri e si rifiutano anche di ordinare i libri pubblicati dalle piccole case editrici.
Personalmente leggo molto e lo credo un esercizio indispensabile per migliorare la propria scrittura. Mi piace avventurarmi anche in nomi sconosciuti, scoperti per caso. Lo scorso anno con un’ associazione culturale ho organizzato degli incontri con donne straniere alla scoperta della letteratura contemporanea dei paesi dell’est e devo dire che ho fatto delle piacevoli scoperte. Quindi il consiglio è di non fermarsi mai ai nomi noti, alle fascette colorate nelle copertine. Quelle non saranno mai sorprese, tuttalpiù conforme.

 

P.D.B.: Ok Lorella, ci vuoi dire dove allora possiamo reperire il tuo libro? Hai in vista presentazioni?

Lorella Fanotti: Quella che è la  distribuzione dei libri di molti esordienti, l’ho detto sopra, quindi il mio libro si trova solo nelle librerie locali oppure è acquistabile on line, nel sito della casa editrice www.donchi.com e www.toscanalibri.it. Si trova anche nei portali di vendita on line come deastore e libreria universitaria. Il libro è uscito un anno fa, quindi sono già state
fatte alcune presentazioni. Ne ho in programma una il prossimo 12 maggio proprio nel paese in cui vivo, a Bettolle, in occasione di una festa organizzata da un’associazione giovanile. E a questo proposito devo dire che il libro ha suscitato  curiosità anche nei giovani,  infatti mi hanno chiesto di fare una presentazione insieme, dove i ragazzi parteciperanno accompagnando le letture con la musica, coinvolgendo in questo modo giovani attori e musicisti. Devo dire che questa interazione con  i più giovani mi piace proprio, aver aperto questo canale di comunicazione è molto stimolante. Infatti è poi nata con un cantautore l’idea di raccontare le sue canzoni, cioè scrivere dei racconti partendo dalle parole, dall’emozione  delle sua musica. Per ora è un’idea, ma ci stiamo lavorando. 

 

“Quando un’intervista vista l’ora è appena finita, una nuova intervista è appena iniziata. Un’intervista per amare, per sognare, per vivere…”

Written by Pietro De Bonis, in Marzullo

http://pietrodebonis.blogspot.it/

 

I fogli strappati dal calendario si erano stesi su di loro, seppellendoli prematuramente.
Erano morti tenuti in vita dai progressi della medicina e, se non erano malati, dal rancore e dall’acidità.
Marisa si fermò di colpo, prese le mani di Alberto tra le sue e disse “Promettimelo che non diventeremo così, che sapremo fermarci prima”.

 

Info:

http://raccontidietrolangolo.blogspot.com

 

 

One comment

  1. Rebecca /

    Bellissima intervista anche stavolta!

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