“Sguardi fugaci” di Greta Fachin terza posizione della sezione D del Secondo Concorso Oubliette

“Sguardi fugaci” di Greta Fachin terza posizione della sezione D del Secondo Concorso Oubliette

Apr 18, 2012

Sguardi fugaci” di Greta Fachin si aggiudica la terza posizione nella sezione D (poesia edita) del Secondo Concorso Letterario Nazionale “Oubliette 02” promosso dalla web-magazine OublietteMagazine e dalla Faster Keaton Produzioni.

“Sguardi fugaci” è risultata vincente per delle caratteristiche poetiche che ora saranno rese note.

 

“Sguardi fugaci”

Sguardi fugaci assaporano attimi di vita circostanti,

emozioni, sensazioni,

espressioni di persone

che vivono all’unisono lo stesso attimo

nel medesimo luogo.

Un infinito intreccio di vite,

nell’inconsapevolezza generale,

si sfiorano, si uniscono e si allontanano,

lasciando sfuggire il senso stesso

di quell’attimo, di quell’istante.

Interi universi da scoprire scorrono

trascinati da un unico flusso

senza mai fondersi

senza regalarsi la possibilità

di condividere e donare.

Un grido interno soffoca agli occhi

di questa indifferenza

e trova in un sorriso una risposta

a questa solitudine.

 

“Sguardi fugaci” è una poesia edita nell’antologia “I colori della pace” pubblicata da Ibiskos Editrice. Un versificate deciso per un preciso pensiero da portare avanti, l’autrice non usa una metrica prestabilita e si affida al suo flusso di coscienza che descrive gli sguardi dei passati in un’epoca che presenta numerose contraddizioni.

 

Sguardi fugaci assaporano attimi di vita circostanti,/ emozioni, sensazioni,/ espressioni di persone/ che vivono all’unisono lo stesso attimo/ nel medesimo luogo.

L’Io si trova immerso in un luogo affollato, si guarda intorno, cerca il contatto con altri sguardi ma il ritmo delle altre persone è diverso dal suo, il loro è uno sguardo veloce ed inconsapevole dello spazio che circonda gli stessi corpi e che si ciba dello stesso tempo.

 

Un infinito intreccio di vite,/ nell’inconsapevolezza generale,/ si sfiorano, si uniscono e si allontanano,/ lasciando sfuggire il senso stesso/ di quell’attimo, di quell’istante.”

I passanti sono ciechi d’innanzi alla grandezza della vita, ognuno pensa alla sua giornata ed alle sue mansioni, le ore trascorrono frenetiche: nessuno si ferma a conversare con il vicino di marciapiede, ci si sfiora camminando eppur è come se questa energia di corpi non fosse avvertita da alcuno. L’Io ragiona su questa incoscienza, su questo rincorrere arduamente una via senza guardarsi attorno, senza meravigliarsi dell’istante trascorso.

 

Interi universi da scoprire scorrono/ trascinati da un unico flusso/ senza mai fondersi/ senza regalarsi la possibilità/ di condividere e donare.

E la comparazione di quella via piena di corpi che si muovono con l’universo arriva da se. È una tipica comparazione che avviene quando il pensiero scorre fluido nella domanda: perché questa indifferenza? Gli universi come persone, lo sconfinato spazio di galassie e pianeti come ragionamenti che possono espandersi all’infinito. Il flusso che trascina il pensiero è unico in quanto è unica l’esperienza di vita di ciascun essere umano, si hanno punti in comune ma ciò che ha portato al comune è totalmente soggettivo. Da qui la capacità di percepire una totale assenza di comunicazione tra i passanti che percorrono la stessa via da anni e mai hanno donato uno sguardo complice al vicino.

 

Un grido interno soffoca agli occhi/ di questa indifferenza/ e trova in un sorriso una risposta/ a questa solitudine.”

L’io poetico è sconsolato, continua a guardare quanto gli altri sprechino la possibilità di vivere insieme, quanto l’indifferenza verso il prossimo sia in continuo aumento. L’Io non può che trovare pace in se stesso, nella sua stasi, nella sua solitudine.

 

Congratulazioni a Greta Fachin per l’ottimo risultato.

 

Link diretto finalisti del Secondo Concorso Letterario Nazionale “Oubliette 02”:

http://oubliettemagazine.com/2012/03/16/i-finalisti-della-seconda-edizione-del-concorso-letterario-nazionale-oubliette-02/

 

Written by Alessia Mocci

 

 

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