“Il cadavere” di Varg Gyllander: sei mai stato sulla scena di un crimine?
Cecchini, graffitari e bionde che vagano in mezzo alla notte… che diavolo di storia è mai questa?

Il punto di forza di “Il cadavere” di Varg Gyllander è che, lo scrittore, lavora come ufficio stampa nella polizia svedese; pertanto le indagini e le scene del crimine sono descritte in modo perfetto e senza errori. Con le competenze dei vari protagonisti della sezione d’indagini forensi.
Il cadavere è il primo libro di una serie che ha come protagonisti il fotografo della scientifica Ulf Holtz e Pia Levin.
Su Pia e Holtz: “Si ricordava bene del suo primo incontro con il leggendario Ulf Holtz. Era nervosissima e non c’era da stupirsene, visto che era il suo primo giorno di servizio alla sezione forense”.
Il cadavere, perlomeno il primo, è quello di Jenny: “Aveva completato gli studi, era felice e soddisfatta di sé e, proprio al culmine del suo senso di libertà e di fiducia nel futuro, morì”.
Alla povera ragazza hanno sparato mentre, di notte, era fuori con un ragazzo vicino a una fontana.
Ulf ha un modo di fare asciutto, in realtà è una caratteristica di tutti coloro che appartengono alla squadra. Non c’è quasi nulla che distragga il lettore dalle indagini e, una cosa che per me è stata piuttosto fastidiosa, è il fatto che spessissimo il personaggio di cui si parla, viene chiamato per nome e cognome. Come se, dopo che si è imparato a conoscerlo, non basti solo il nome, o solo il cognome per capire di chi lo scrittore stia parlando.
L’unica cosa che si sa di Ulf è che ha due figlie e sia appassionato di bonsai. La trama è concentrata nella narrazione senza fronzoli.
Di Ulf mi piace che sia un osservatore: “Un foglio bianco, così era solito esprimere lo stato d’animo con cui si recava sulla scena del crimine”.
Durante le indagini si comincia a capire che forse gli omicidi hanno a che fare col mondo dei writhers, i graffitari che di notte escono per disegnare le loro opere sui muri della città di Stoccolma.
Il cadavere non è più uno solo, ben presto diventano due quando viene ucciso, con la stessa modalità, un graffitaro detto il Greco.
Jenny, si scopre, è una fotografa e aveva fatto loro delle riprese. Eccolo il legame!
Ed ecco anche un terzo cadavere, un altro uomo trovato in un box.

Le indagini procedono a ritmo serrato, con la polizia che cerca di avvisare tutte le persone che potrebbero essere le prossime vittime, di cambiare zona o tenersi defilati.
“L’indagine si era arenata, nonostante ogni risorsa possibile fosse stata destinata alla risoluzione del triplice omicidio.”
Ma uno di loro s’infila in un tunnel per cercare di lasciare la sua opera, non sapendo che è seguito dal cecchino che già ha ucciso gli altri tre.
Mi piace molto che metta, qua e là, alcune opinioni, inserendole nel contesto, sulla stampa e alcune trasmissioni che esagerano di fronte ai delitti, facendole diventare pane quotidiano e ossessione. A volte troppo sciacalli e pieni di pseudo esperti del settore.
Insomma, non male come thriller, nonostante lo avrei preferito un po’ più vivace. Coi suoi pro e i suoi contro può piacere.
© 2012 Newton Compton Editori
ISBN 978-88-541-3532-1
€ 9,90
Pag. 321
Written by Miriam Ballerini
