“Pietr il Lettone” di Georges Simenon: primo romanzo della fortunata saga di Maigret

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«Era piuttosto una sua personale teoria che d’altronde non aveva mai sviluppato e che rimaneva impressa nella sua mente, la chiamava tra sé la teoria della fessura: in ogni malvivente, in ogni bandito, c’è l’uomo.»

Pietr il Lettone di Georges Simenon
Pietr il Lettone di Georges Simenon

Questa è la teoria di fondo che il commissario Maigret adotta fin da “Pietr il Lettone”, primo romanzo della fortunata serie di polizieschi sfornata da Georges Simenon.

Maigret sa spiare, aspettare con pazienza il momento giusto in cui compare la fessura. Il momento, in altre parole, in cui dietro l’attore appare l’uomo. Questa sarà la filosofia che contraddistinguerà sempre l’agire del commissario.

“Pietr il Lettone” (Pietr-le-Letton), fu scritto a bordo dell'”Ostrogoth” nell’inverno del 1929 e pubblicato per la prima volta nel maggio del 1931 in Francia, presso l’editore Fayard.

L’“Ostrogoth” era un cutter di dieci metri che Simenon utilizzò come casa e studio viaggiante tra il 1928 e il 1931. A bordo di questa imbarcazione, lo scrittore navigò i canali di Francia, Belgio e Paesi Bassi, stendendo i suoi primi romanzi senza pseudonimo. Questo periodo fu letterariamente importante per Simenon, perché passò dalla letteratura puramente commerciale a quella più impegnata.

Ma veniamo al romanzo “Pietr il Lettone”: alla “Sûreté Général” di Parigi giunge una serie di telegrammi che informano degli spostamenti attraverso l’Europa di Pietr il lettone, un malvivente internazionale specializzato in imbrogli, la cui destinazione è la capitale francese. A quel punto il commissario Maigret decide di recarsi ad aspettare il ricercato, di cui conosce solo il “ritratto parlato”, presso la celebre Gare du Nord.

Ma l’imprevisto fa saltare il congegno accuratamente studiato per bloccare il bandito. Da qui prende il via un’indagine che si rivelerà piuttosto ostica, tanto che Maigret verrà aggredito e colpito sino a causare ferite. L’ispettore Torrence, suo collaboratore, rimarrà addirittura ucciso.

In questo primo romanzo con Maigret ho potuto notare alcuni dettagli che costituiscono delle peculiarità rispetto alla produzione successiva di Simenon. Anzitutto un Maigret senza baffi, che è per me stata una sorpresa, abituato com’ero, ad immaginare Maigret con i baffi.

Un altro dettaglio che colpisce riguarda l’utilizzo, già parzialmente diffuso all’epoca, perlomeno in certi ambienti, dell’eroina.

Georges Simenon citazioni Pietr il Lettone
Georges Simenon citazioni Pietr il Lettone

Scrive infatti l’autore: «Sopra il lavabo un pezzo di sapone, della brillantina, dell’aspirina e un tubetto di Veronal. Per terra, un pezzo di carta appallottolato, che Maigret raccolse e spiegò con cura. Gli bastò solo avvicinarlo alle narici per capire che aveva contenuto dell’eroina». Oltretutto con un Maigret già in grado di riconoscere il passaggio di quest’oppiaceo attraverso il semplice uso dell’olfatto.

Un aspetto che riflette abbastanza bene il clima dell’epoca, soprattutto negli ambienti che Simenon frequentava e raccontava. Evidentemente negli anni Venti e primi Trenta l’eroina non aveva ancora lo stigma totale che assumerà dopo. Per questo “Pietr il Lettone”, che sembra semplicemente un poliziesco, è anche un documento umano e sociale del suo tempo. Ciò lo rende più interessante.

Lo stile adottato da Simenon in questo romanzo è chiaro, efficace e già personale, anche se la figura di Maigret si denota come ancora in fase di costruzione. La scrittura di Simenon, rispetto ai romanzi successivi, risulta forse solo un po’ più verbosa.

 

Written by Algo Ferrari

 

Bibliografia

Georges Simenon, Pietr il Lettone, Adelphi, 1993

 

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