“Gustosissimo” di Carolina D’Angelo e Claudia Brattini: favole ed emozioni da impastare
I bambini devono “fare” per imparare: e, tra le attività pratiche, quella del cucinare è sicuramente una tra le più complete sul piano educativo.

Cucinando, infatti, i piccoli imparano a: relazionarsi con gli adulti, assumere dei ruoli da assolvere e dei compiti da rispettare, dare forma a se stessi mentre formano la materia, conoscere i prodotti da cui nascono i piatti che preparano, apprendere stili di vita sani, avere contatto con la realtà, ascoltare storie.
Proprio l’attività culinaria, combinata con quella dell’ascoltare storie, è elemento peculiare di Gustosissimo scritto da Carolina D’Angelo e Claudia Brattini, illustrato da Valeria Colonnella ed edito da Giaconi: insomma si gioca in casa dal momento che le prime due sono marchigiane trapiantate a Bologna, l’illustratrice vive nel Piceno e Simone Giaconi opera nel Maceratese.
Gustosissimo è concepito come un’alternanza di voci.
Da un lato Bianca, una bambina vivace e curiosa, il cui nome rimanda alla mescolanza di tutti i colori: “Bianca […] Nel mio nome sono mischiati tutti i colori […] il bianco è la combinazione di tutti i colori”.
Dall’altro la cuoca che dispensa ricette, ma collegandole ai colori e alle sensazioni che essi emanano. Ogni capitolo un colore. Ogni colore una sensazione. Ogni sensazione una ricetta. Ogni ricetta un disegno.
Esempio: il verde scintillante è il colore della calma, la stessa che Bianca prova quando nuota…E nel cibo? Quale verde avvolge e calma? Quello di una vellutata di piselli, il cui verde sarà davvero scintillante se non la si cuoce troppo, oppure quello dei burger di spinaci; ricette scritte con il cuore da Claudia, per attrarre i bambini, in genere restii a mangiare le verdure.
Gli accostamenti sono anche per sinestesia e in senso lato: e così anche la torta al latte caldo è rassicurante… e la si può rendere “verdissima” grazie a un “rassicurantissimo” consiglio di Claudia: unire lo sciroppo alla menta all’impasto.
Se la paura può essere associata al blu (e ce lo spiega Bianca raccontando un sogno), è possibile per parossismo o omeopatia, usare le verdure blu, ovvero gli antociani (dal greco anthos = blu e kyaneos = blu) per eliminarla, dato che sono cibi molto salutari: il cavolo cappuccio viola o l’uva sultanina possono diventare ingredienti di un’insalata fortissima per il nostro sistema immunitario, l’insalata “Lingua blu”: ecco che la paura diventa forza.
I colori possono simboleggiare universalmente la felicità: come il giallo, che si tratti del velo giallo di una compagna di classe di Bianca o del giallo di una zucca.
E così, grazie all’amicizia con una nuova collega di studio dal nome difficile e dal velo giallo, Bianca impara un nuovo pronome: “noi”.
E afferma: “Noi siamo il mondo, ha scritto alla lavagna la maestra il primo giorno”.
La zucca stessa, splendidamente disegnata da Valeria Colonnella, è una metafora del mondo e di tutto ciò che è sfericamente giallo. E così con i ceci si può realizzare un piatto mediorientale, come il falafel o meglio i felafel, palline ricavate da una pasta di ceci e poi cotte nell’olio; con la zucca si possono ricavare tante polpettine rigorosamente alla mantovana. Piatti simili, ma diversi come tutti gli abitanti della Terra.
I colori possono essere cangianti nella loro valenza, e così il colore rosso simboleggiare la rabbia e non l’amore, o meglio la rabbia che spesso si prova tra persone innamorate, e che possiamo nascondere in una scatola rossa, perché sicuramente per chi ci è indifferenti non proviamo nulla. Il rosso però può trionfare sui piatti, ad esempio sugli gnocchi impastati e colorati del rosso di una barbabietola, o su tutte le cucine che prevedono l’impastare, come la preparazione della pizza e i tortini.
I colori possono assumere varie sfumature e varie valenze di significato.
E così il blu della paura può sfumare nel celestino della tristezza, il rosso della rabbia in un color salmone tendente al rosa e all’Amore, il verde broccolo può disgustarci ma donarci salute: con lo stesso verde si può ottenere un pesto di zucchine allettante e gustoso.
Ho solo provato a raccontare alcuni colori e alcune ricette; per i dettagli lascio al lettore de Gustosissimo la libertà di trovare le proprie ricette e anche di riscriverle nello spazio appositamente dedicato alle note del lettore: appunti, disegni, storie, poesie, lacrime e sorrisi.
Buon ‘impastamento’ e ad maiora, semper!
Written by Filomena Gagliardi
Bibliografia
Claudia Brattini, Carolina D’Angelo, Gustosissimo, con illustrazioni di Valeria Colonnella, Giaconi editore, Recanati 2024
