Ashley Madison: un’app di incontri fuori dalla norma
“L’amore è una forma di pregiudizio. Si ama quello di cui si ha bisogno, quello che ci fa star bene, quello che ci fa comodo. Come fai a dire che ami una persona, quando al mondo ci sono migliaia di persone che potresti amare di più, se solo le incontrassi? Il fatto è che non le incontri.” – Charles Bukowski

Immaginiamo per gioco il poeta e scrittore statunitense Charles Bukowski (1920-1994) nell’era dei social e delle app di incontri. Che cosa muterebbe della frase sopracitata?
Beh di sicuro il finale: perché oggi si può accedere facilmente e comodamente da casa, o durante un viaggio in treno, o nelle pause lavorative a milioni di profili di persone che potrebbero essere proprio ciò di cui abbiamo bisogno, proprio ciò che potrebbe farci stare bene, proprio ciò che potrebbe farci comodo.
Ed ancora il poeta si interroga: come si può dire che si ama una persona di più delle altre se non si conoscono le altre?
Oggi si possono trovare nel mercato una miriade di app di incontri, alcune sono molto simili altre si differenziano perché mirano ad un pubblico selezionato: è il caso di Ashley Madison che ha come motto: “La vita è breve. Concediti un’avventura!” Sarebbe di sicuro stata l’app perfetta per uno come Bukowski!
“Ma tu chi sei che avanzando nel buio della notte inciampi nei miei più segreti pensieri?” – William Shakespeare
Dall’America ci trasferiamo in Inghilterra e troviamo il poeta William Shakespeare che è riuscito ad imbastire nelle sue tragedie e commedie tutte le possibilità amorose. Che cosa avrebbe pensato delle app di incontri? Di questo avanzare tra profili di perfetti sconosciuti, scartandone alcuni per prediligerne altri, un’entrata nel mondo altrui inciampando nei “segreti pensieri”, forse delle passioni inconfessate al proprio partner (fidanzato/a, marito, moglie). Perché talvolta è difficile mantenere stabile (od in crescita) le voluttà amorose nelle relazioni che durano da molto tempo perché si crea una sorta di abitudine dalla quale è difficile uscire, ed è facile che ci si trattenga dall’esporre delle nuove fantasie per paura che l’altro/a non comprenda e possa incupirsi.
Ed è in questi casi che il web ci viene incontro per sviluppare queste curiosità, queste voluttà che sgorgano spontanee nella nostra mente, che invadono i nostri pensieri rendendoci la vita di ogni giorno noiosa e statica.
“Chissà se un giorno, guardando negli occhi di chi ti avrà dopo di me cercherai qualcosa che mi appartiene.” – Pablo Neruda
Ed ancora un cambio di prospettiva arriva dal Cile con il poeta Pablo Neruda che, famoso per le sue liriche d’amore, si chiede: dopo di me cercherai in un altro qualcosa di me?
Una domanda che un po’ tutti abbiamo sperimentato, una curiosità morbosa di ricerca di ciò che si amava nell’ex, o se vogliamo essere piccanti in linea con l’app Ashley Madison: di ciò che si ama nel proprio partner. E se questa ricerca dell’altro porta ad una conferma di ciò che già si ha?

Quando la mente vaga e cerca il diverso perché non dare a questi pensieri una forma così da comprendere meglio se stessi? Le varie risposte potrebbero sorprendere non solo riuscendo a portare una felicità solo auspicata ma non realizzata prima, ma anche perché potrebbero invece far capire quanto si è stati/e fortunati/e in passato perché si è già in relazione con il/la partner perfetto/a.
L’unico problema è il non affidarsi alle proprie fantasie, non saziarle perché questo crea possibili depressioni dalle quali è difficile uscire.
“C’è sempre un grano di pazzia nell’amore, così come c’è sempre un grano di logica nella pazzia.” – Friedrich Nietzsche

