“L’ultima tentazione” di Nikos Kazantzakis: l’anima è in esilio sulla terra?

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S’indovini il protagonista de L’ultima tentazione di Nikos Kazantzakis… È lo stesso de La gloria di Giuseppe Berto e de Il vangelo secondo Cristo di José Saramago. Nonché di 4 opuscoletti, 3 analoghi, e uno, diciamo così, particolare, intitolati Euangélion, Buona Novella, che io lessi quasi in conclusione d’un tomone che m’aveva sfiancato per 51 giorni, in un anno, il ‘75, ch’era stato definito Santo.

L’ultima tentazione di Nikos Kazantzakis
L’ultima tentazione di Nikos Kazantzakis

Subito dopo quella Biblía, lunga 1.318 smilze paginette, lessi La verità che conduce alla vita eterna (era per me un momento strano, che dura tuttora) che mi aveva mollato in capo un Testimone di Genova, chiedo scusa, di Geova. Solo 41 annetti dopo lessi i Vangeli Apocrifi e, subito dopo, gli Gnostici. Detto ciò, so (im)perfettamente che ‘sto librone di mezzo migliaio di paginette non lo capirò mai abbastanza. Anche se ho un’arma segreta che, mentre lo divoro, pare spiare ogni mia mossa: Gesù e Cristo di Vito Mancuso, donatomi a Natale da Anna, mia figlia. Come forse si intuisce, ho sempre vissuto una vita meritevole d’essere azzannata.

Di Nikos Kazantzakis lessi anni fa Zorba il greco: tutt’un’altra storia, tutt’un altro spirito. O no? Lo ignoro. Secondo me, ‘sto individuo, che suole fabbricare croci (figlio di un falegname ora gravemente invalido), che non si capisce bene da dove sia saltato fuori, reca, come diceva il teologo Aldo Bergamaschi, una Novità Esistenziale: così grande da parere ridicola, aggiungo io. Aldo diceva che quel messaggio era ormai scaduto al rango di religione, quasi fosse un’amministrazione (para)statale, cessando d’essere un’esperienza di vita. Io so di un dentista famoso che lasciò perdere il suo lavoro per un po’ per andare a scavare un pozzo d’acqua nel Togo. Questo è il Cristianesimo. Altro che amene storielle. Non credo in Dio, Aldo. E tu così mi rispondi? Che, per Platone, Dio è la Massima Essenza che È: un concetto che non si può esprimere in soldoni. È gratis. Costa solo un’esistenza intera. Quando me lo dicesti, Aldo, eri quasi al termine della tua. Chissà dove trasvolasti. Chissà se mi stai leggendo? È la speranza di ogni autore vivente, idiota o geniale che sia: essere letto dai predecessori che non ci sono più, almeno qua sotto. O qua sopra. Ma Chissà chi lo sa? Febo Conti?

Bello è ragionare su Dio e sull’uomo. Se A è figlio unigenito di B, e se A è figlio unigenito di C, allora B è C? Aspetta, come… come funziona? Se Dio esiste, è servo della logica? No? Sì? Forse? Posso, devo fare tabula rasa quando ipotizzo le mie stupidaggini su di Lui? Quella tabula esiste? Per aver pubblicato questo romanzone, l’autore fu scomunicato dalla chiesa ortodossa. Logico è?

“Dentro di me coesistono le forme tenebrose e antichissime del Maligno…” – amen e così sia!

“Cristo non è soltanto il mistero di una…” – di una o di più…? direi di lasciare perdere il Prologo. Non ci starei nelle tre paginette se tentassi di farlo. Non ci capisco più niente. Ti va bene? Sì e no? Fischietto con ignava indifferenza fino a pagina 36 de L’ultima tentazione, dove leggo di quella “inquieta e mielata amarezza dell’autunno…” – miele acre­ di api disturbate mentalmente. Capita nei migliori alveari.

“Gesù, con chi litigavi di nuovo stamani all’alba?” – capita di frequente, fra primogeniti. Andò per crocifiggere e fu un giorno crocifisso. Era iscritto all’Albo Artigiani, “Il Crocifissore!”. Il padre era, come dissi, a letto, inabile al 100% con accompagnamento. E quella Madonnina usufruiva forse della 104: finché c’è INPS c’è speranza. Fede e Carità sono stadi successivi.

Senti questa: “Pietro, ti sono cresciuti i capelli bianchi ma non il cervello.” – roba da crocefiggerlo a testa in giù, poveretto – “… qualche Dio spietato li aveva separati…” – la pietà è un evento umano – “… la voce di Dio: Salve Maria…” – un Nume davvero cortese – “Quale anima, pazzo che non sei altro?” – o è universale o non vale una cicca! – “… Signore, devi misurare il tempo con la misura dell’uomo…” – in primis con quella della di lui donna – “Tu sei feroce e ami le persone feroci, diventeremo feroci…” – con la goccina di saliva che cola dal muso – “… i contadini sono le radici: se si seccano queste ci secchiamo anche noi…” – per cui urge bere quel che ci offre il convento – “Lui salva chi vuole e uccide chi vuole…” – è Un Colui Che Vuole Davvero! Il Figlio è diverso, ma fino a un certo punto! – “… Ah, se ci fosse un uomo capace di avvicinarlo…” – cesserebbero tutti i “perché…” – e i per come… – “hai aiutato l’anima a scendere nell’esilio della terra…” – sei praticamente un ascensore – “Io non ho più un figlio, non ho più un figlio…” – hai un lift-man, che dice: “Non temo nessuno, soltanto Dio.” – che c’entri Ulisse? – “Chiuse gli occhi per reprimere le lacrime.” – i dotti lacrimali sono dotti per quello – “Sei soddisfatto di me, Signore?” – mai chiamai papà Signore, eppure sì che lo amavo! – “Fino a quando? Fino a quando?” –  finché quei dotti condurranno le lacrime – “Fino a quando gli occhi degli uomini resteranno ciechi e non…” – fino a che non s’asciugheranno per la Dorata Eternità – “… Non si era mai chiesto se la pietà di Dio fosse…” – distribuita a tratti, come la nebbia in Val Padana? – “Piangeva come se fosse morta la sua sposa…” – deceduta una Speranza se ne fa un’altra.

“Non ho mai visto occhi così dolci in vita mia.” – aspetta…: “Io non ho mai visto occhi così feroci.” – una tigre, direbbe George S. Eliot… della Malesia, aggiungerebbe Emilio Salgari – “Matteo doveva sapere ogni minimo dettaglio.” – i giornalisti sono dei veri ficcanaso – “Matteo ascoltava insaziabile…” – e già pensava ai futuri ricamini – “Non è vero, non voglio, non lo scrivo!” – e se fai il bravo poi ti daranno il Pulitzer! – “… gli scribacchini sono una stirpe infame…” – l’umanità lo è: chi mai la salverà? – “È la morte che tiene le chiavi e apre la porta…” – ma siamo ben messi…! – “il vostro caro non è morto, è diventato immortale.” – l’atto testamentario è pronto (in varie versioni) – “Matteo aveva già impugnato di buon mattino il calamo…” – il mattino ha l’aureo Vangelo in bocca – “Io dico una cosa, voi ne scrivete un’altra…” – capita a tutti gli eroi. Ora però cessiamo di scherzare…

A me ‘sta storia non è mai piaciuta. Anche perché ne ho letto troppe versioni, una più evangelica dell’altra. Nikos ha avuto un’intuizione. Non so se abbia mai conosciuto la teoria di Hugh Everett III. Poco importa. Se io avessi accettato di fare il fattorino alle poste non sarei diventato forse nient’altro. Poco importa. Se quel povero Cristo, o Gesù, o Joshua, o Giosuè a dir si voglia, si fosse sposato e avesse convissuto insieme a tanti pupetti, quanti sono i conigli di quella Collina di Richard Adams, se… se… se… La Storia non si fa coi se. Ma la letteratura forse sì. Se non ci fossero i Se bisognerebbe inventarli. E anche i Però. E i Tuttavia… Anzi… Ma!

A pagina 155 de Il nocciolo della questione di Graham Greene, lessi: “Si sentì come uno spettatore, una di quelle tante persone intorno alla Croce su cui doveva essere passato lo sguardo di Cristo, mentre cercava la faccia di un amico o di un nemico.” – e chi non si sentì mai un povero cretino scagli la prima piolata.

Disse quel tale: “… l’anima è pronta, ma la carne è debole, perdonaci.” – fu lo stesso San Pietro che, come narra mia madre, chiese a Dio se fosse il caso di inviare sulla Terra degli stolti. E il Sublime gli rispose che ne sarebbero venuti da sé. Pur essendo pavido e ignorante, fece una certa carriera. Dico di San Pietro, non di Dio. Il quale (ma chi dei due?… entrambi?) morì, si dice, prima di giungere alla meritata quiescenza.

Disse quell’Unigenito: “… soltanto Dio ha potere su di me” – più captivus di così si muore. Infatti!

Essere prigionieri di un Quid che non si sa dove si sia rintanato, rende problematica la liberazione.

Nikos Kazantzakis citazioni
Nikos Kazantzakis citazioni

Perché il buon Nikos fu scomunicato? E che ne so. Ma perché non si doveva permettere di scherzare su un mito. Il mythos è un discorso fatto di mere parole, che, a forza di ripeterle, diventano un’autorevole realtà. E chi le rompe, poi, le deve pagare, quelle parolette sacre, una a una. La Natura è lì, non qui. No, è manco qui, ma noi crediamo che questa qui sia qualcos’altro. Qualcuno fissa una telecamera nascosta fra i rami, che riprende i daini del nostro appennino. E chiunque altro passi di lì, fosse pure un bracconiere. L’animale è l’attore. Il regista verrà poi a ri-elaborare la sua performance. L’arte deforma la realtà, esaltandola. E questo è un grande peccato, almeno dal punto di vista della Fede Assoluta. Perciò Nikos fu condannato. La sua invenzione non è suffragata da prove. Nulla, di quella storia, di qualunque Storia, lo è. È l’Autorità che decide la sorte del singolo. E lo può condannare oppure assolvere. Sic transit gloria artis. Et gloria humanitatis.

Dal libro sortì, non dal nulla, ma da chi intese realizzarlo, un film, nel 1988, diretto da Martin Scorsese. Non piacque né spiacque a tutti. Come il libro. Questa è la Libertà, che rima con Mamà!

Il mio amico Gino sognava di andare nel Kashmir, una delle zone del mondo più oppresse dal mito della guerra. Un po’ più della media, diciamo. Si narra che quel Nazzareno fosse stato liberato, curato dalle ferite e poi accompagnato in una migrazione a oriente. Gino diceva che c’era una città del Kashmir in cui si parlava una lingua simile all’ebraico. Gino si uccise prima di poterci andare. Io non ho alcuna voglia di imitarlo. Che quel Tale sia esistito, sia stato messo in croce, o che se ne sia scappato e magari si sia sposato, abbia avuto dei bimbetti, fatto carriera… che cambia per me?

Padre Aldo diceva che Gesù non moltiplicò i pani e i pesci, ma li distribuì equamente a tutti gli affamati. E che l’unico vero miracolo lo compì resuscitando. E che quella Resurrezione, a suo dire, non fu la rianimazione di un cadavere, bensì un Miracolo Ontologico, che aveva donato una pur chimerica Conoscenza a tutta l’Umanità.

È come andare ad assistere a uno spettacolo di prestidigitazione. Tale è la Filosofia, la Teologia, la Letteratura: tante Finzioni degne di un Jorge L. Borges. Anche la tua, Nikos, lo è, una finzione. E pure l’altrettanto finto svelamento che trattavasi di una Finzione della Finzione.

Siamo dei meri cervelli immersi in una vasca? Ma basta! Smettiamola con ‘ste pur amene tarantelle! Quel che ci serve, ragazzi miei, è saper convivere con i nostri più disperati dubbi! Ah!

 

Written by Stefano Pioli

 

Bibliografia

Nikos Kazantzakis, L’ultima tentazione, Crocetti Editore, 2025

 

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