“Ricordi di Sardegna: Orune nel cuore e nella storia”, libro di Mariuccia Gattu Soddu: le antiche tradizioni sarde

“Ricordi di Sardegna: Orune nel cuore e nella storia”, libro di Mariuccia Gattu Soddu: le antiche tradizioni sarde

Apr 30, 2014

Ogni donna, fin dall’infanzia, sognava il matrimonio come vitale obiettivo da raggiungere. Quando, il Sabato Santo, le campane annunciavano la Risurrezione di Cristo, tutte le fanciulle in frotta accorrevano nella più vicina campagna per smuovere le pietre e cercare lì sotto un presagio, un segno del loro destino di spose: chi trovava formiche avrebbe sposato un vaccaro, chi trovava ovetti bianchi o larve avrebbe sposato un pastore, chi trovava “un orchiddadile” (una forbicina) avrebbe sposato un sarto e così via perché ogni insetto o altro animaletto offriva spunto per dare una particolare interpretazione al proprio futuro.”

Antiche leggende sommerse dalla parola superstizione per la quale nessuno ha più tempo. La Sardegna di Mariuccia Gattu Soddu (Orune, 1936) è un’isola vergine abitata da una popolazione amichevole e fantasiosa, una popolazione che garantiva il benessere di tutta la società e provvedeva al mantenimento di tradizioni millenarie.

Ricordi di Sardegna: Orune nel cuore e nella storia” introduce una serie di flashback di un’autrice che guarda al passato per rievocare episodi della sua amata infanzia. Memorie che, da collettive e condivise dai più, sono, oggi, divenute quasi un vicolo cieco nel quale ci si addentra solo per sete di conoscenza.

La forza del libro è la passione mostrata dall’autrice, infatti, sono riportate con esattezza alcune caratteristiche di una terra che, purtroppo, ha dimenticato le sue origini. Mariuccia sente il bisogno estremo di lasciare ai posteri ciò che nella sua vita ha potuto annotare sull’amata Sardegna, ed in particolare sul paesino Orune, situato a soli 20 km dalla città di Nuoro.

Un libro particolare che mostra, oltre alle conversazioni con la madre e gli abitanti di Orune, un impianto poetico di notevole livello. L’autrice sente l’importanza della poesia sarda, una poesia prevalentemente estemporanea che, un tempo, era condivisa da tutti, signorotti e pastori. Ancor’oggi, Orune, presenta un’alta concentrazione di tenores (canto corale di grande importanza sia perché espressione artistica di matrice originale ed autoctona, sia perché espressione sociale del mondo agro-pastorale).

Orune, ahi! mal’ostinu,/ de sor bentos sa bidda,/ pro possad’ irghiada/ si l’an sar Thiliocas./ In ib’istan a thunzu/ in sar brunzar de littu,/ che animas in pena/ chi son chene chietu.// In domos chene zente,/ a sa crej’ amparadas,/ ne sichin su lamentu/ solas, cuntritar mamas/ chi memulan attittos/ de tej’ irfioridu.// […]” – “Orune, de sor bentos sa bidda

Orune, ahi! triste sorte,/ di tutti i venti è paese,/ per posata l’han scelta/ “sar Thiliocas” le Streghe./ Lì abitan e gemono,/ dei boschi fra le fronde,/ come le anime in pena/ che riposo non hanno.// In case ormai deserte,/ alla chiese aggrappate,/ ne seguono i lamenti/ sole, dolenti madri/ che mormorano nenie/ di compianti sopiti.// […]” – “Orune, paese dei venti

Un linguaggio, quello sardo, che ancora oggi mantiene un massimo di purezza di discendenza dal lontano latino, un linguaggio che ancora oggi presenta lessemi più antichi del latino stesso.

Mariuccia interrompe questa dimenticanza immortalando nel suo “Ricordi di Sardegna” non solo reminiscenze personali ma anche curiosità semantiche e sociali di notevole importanza. Un intero capitolo, infatti, è dedicato all’esplicazione del significato di svariati soprannomi utilizzati ad Orune, troveremo dunque il senso di parole come “Sos Internados”, “Ziu culu ‘e craedda caca suzzu”, “Zi’ispiridada bie mortos”, “Babor’ ‘e casserma”, “Boema maccu”, “Chin su bacculeddu”, “Sor boeddor de Santu Sidore”.

“Al mio paese, dunque, a quei tempi, come si può notare, dietro ogni soprannome, definizione o motto riferito a una persona, c’era quasi sempre un fatto, una storia o un equivoco che l’aveva generato e che in qualche maniera coinvolgeva un po’ tutti perché la vita allora si svolgeva in comune e le case, di giorno, avevano sempre le porte aperte per permettere a tutti, parenti, amici e conoscenti, di entrarvi in qualunque ora per dare e ricevere, per raccontare e sapere, per cui tutti diventavano presto partecipi di fatti e misfatti in quanto, sia nel bene che nel male, la vita di ognuno era parte integrante della vita dell’intera comunità.”

Da citare l’impeccabile prefazione di “Ricordi di Sardegna: Orune nel cuore e nella storia” curata da Luciano Piras, giornalista della Nuova Sardegna e scrittore.

 

 

Written by Alessia Mocci

Addetta Stampa

(alessia.mocci@hotmail.it)

 

Info

Acquista il libro

Intervista Mariuccia Gattu Soddu

 

Nessun commento

Commenta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Trackbacks/Pingbacks

  1. “Ricordi di Sardegna: Orune nel cuore e nella storia”, libro di Mariuccia Gattu Soddu: le antiche tradizioni sarde - oubliettemagazine - Webpedia - [...] “ Ogni donna, fin dall’infanzia, sognava il matrimonio come vitale obiettivo da raggiungere. Quando, il Sabato Santo, le campane…
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: