“Buio Americano” di Mario Del Pero: il sintomo di un disagio più ampio
«Buona Pasqua a tutti, compresi i pazzi della sinistra radicale che stanno lottando e tramando così duramente per riportare nel nostro Paese assassini, signori della droga, prigionieri pericolosi, pazzi mentali e i ben noti membri della banda MS-13[1] e picchiatori di mogli. Buona Pasqua anche ai giudici e alle forze dell’ordine deboli e inefficienti che permettono che questo sinistro attacco alla nostra nazione continui, un attacco così violento che non sarà mai dimenticato!»

È stato questo, nell’aprile del 2025, il messaggio di auguri pasquali del “nuovo” presidente degli Stati Uniti: Donald Trump, come riporta Mario Del Pero in Buio americano (Il Mulino, 2025), il suo ultimo libro. Un messaggio, ritengo, che non necessita di grandi commenti.
Mario Del Pero è professore ordinario di Storia Internazionale e Storia degli Stati Uniti all’Institut d’études politiques – SciencePo di Parigi, ed è uno degli americanisti tra i più quotati a livello italiano e europeo.
Com’è possibile che nel novembre del 2024 più di 77 milioni di cittadini americani abbiano deciso di rivotare chi, di fatto, aveva promosso e avvallato l’assalto a Capitol Hill del 6 gennaio del 2021?
Com’è possibile che Trump non sia stato sanzionato con l’impeachment?
Come è possibile che il presidente rieletto abbia potuto concedere l’amnistia a tutti coloro che si erano resi protagonisti di un atto così violento ed eversivo nei confronti della nazione americana!
E ancora: com’è possibile che la democrazia così elogiata e presa a riferimento nella prima metà dell’Ottocento da Alexis De Tocqueville, sia oggi storpiata a tal punto!
Sono queste le domande basilari a cui noi tutti cerchiamo di dare una risposta e alle quali cerca di dare una risposta con questo libro Mario Del Pero. Il libro si colloca pienamente nel percorso di ricerca dell’autore, che da anni studia le trasformazioni dell’“Impero americano”, rappresentando una sorta di bilancio critico della decadenza che oggi attraversa gli Stati Uniti, descritto come un Paese lacerato, polarizzato e incapace di ritrovare un equilibrio tra ambizioni globali e coesione interna.
Tuttavia, occorre dire che un errore di natura analitica in cui non cade Del Pero, è la personalizzazione. Nonostante il libro dedichi ampio spazio alla figura di Donald Trump, questa non viene considerata come un “anomalia” ma piuttosto come il sintomo di un disagio più ampio.
Trump non viene rappresentato come un corpo estraneo, bensì come il catalizzatore di tensioni presenti nella storia americana, dalla questione razziale al nativismo[2], dalla diffidenza verso lo Stato centrale alla retorica dell’eccezionalismo.
Con Buio Americano, l’autore propone una riflessione ampia e sfaccettata sugli Stati Uniti del XXI secolo, intrecciando piani storici, politici e sociologici.
Uno dei fili conduttori del volume è l’idea che la crisi attuale non sia un evento improvviso, ma il risultato di dinamiche di lungo periodo. Del Pero ricostruisce l’evoluzione del consenso liberal-progressista che ha caratterizzato parte del Novecento americano e mostra come tale consenso abbia iniziato a incrinarsi già dagli anni Settanta, eroso da diseguaglianze crescenti, da tratti regressivi della globalizzazione e dall’incapacità del sistema politico di rispondere a bisogni sociali profondi.
Del Pero parla di uno “status anxiety” che colpirebbe la generalità degli americani, ovvero la preoccupazione generata tanto da tensioni interne che da dinamiche esterne e globali di perdere la propria posizione sociale.
L’autore richiama inoltre la polarizzazione politica, analizzando l’evoluzione del Partito Repubblicano e di quello Democratico, la trasformazione del sistema mediatico e il ruolo dei social network, mostrando come il discorso pubblico sia divenuto sempre più radicalizzato. Particolare attenzione è dedicata alla “nuova destra” americana, alle sue radici ideologiche e al modo in cui ha saputo intercettare il malessere di ampi strati della popolazione dovuto tanto a motivi economici quanto alla paura di perdere, come già accennato, status sociale.
Del Piero affronta poi con rigore la questione razziale, tema ricorrente nella sua storiografia, sottolineando come il colore della pelle continui a rappresentare una delle fratture più persistenti e irrisolte della società americana. Le tensioni esplose negli ultimi anni, dai movimenti per i diritti civili del passato a Black Lives Matter, vengono interpretate come manifestazioni di un conflitto mai sopito, che intreccia dimensioni economiche, culturali e politiche.
Sul piano della politica estera, Del Pero osserva come gli Stati Uniti si trovino oggi in una fase di revisione forzata del proprio ruolo internazionale. La crisi dell’ordine liberale, costruito dopo il 1945 e messo oggi in tensione dagli stessi Stati Uniti con interventi unilaterali, contraddizioni e oscillazioni strategiche, è letta anche alla luce della sfida cinese per l’egemonia mondiale.
D’altro canto, l’Unione Europea viene vista da Trump e dai suoi seguaci attraverso vecchi stereotipi e pregiudizi, che rappresentano l’Europa come una realtà sclerotica, poco dinamica, che cerca di supplire alle sue debolezze con un surplus di regolamentazione, tale da minacciare pure gli interessi americani. Non a caso Donald Trump ha affermato, davanti ad alcuni giornalisti poco dopo la sua seconda elezione: «Siamo onesti… l’Unione Europea è stata creata per fottere gli Stati Uniti. Questo è il suo scopo e finora hanno fatto un buon lavoro».
Una delle qualità più rilevanti del saggio di Del Pero è la riuscita combinazione tra analisi storica e interpretazione del presente. Del Pero non propone un racconto né moralistico, né ideologico. A mio parere l’autore riesce a mettere in evidenza tanto le potenzialità, ancora attuali, quanto i rischi della democrazia statunitense.
Pur mantenendo il solito rigore analitico, la sua scrittura risulta scorrevole e accessibile, ritengo adeguata anche per i non specialisti.
In conclusione, Buio Americano è un saggio che si distingue per chiarezza, profondità e capacità di rendere intelligibile uno scenario assai complesso. Non è né un libro pessimista né rassicurante, è una lettura critica e documentata di un Paese che si trova in un momento davvero difficile e particolare.
Del Pero invita più volte il lettore a non cadere in interpretazioni semplicistiche o banali, ma a cogliere la natura complessa e stratificata delle crisi americane. Per Mario Del Pero l’America continua a essere un laboratorio, e talvolta un monito per l’Occidente, sempre che di Occidente in quanto paradigma unitario, aggiungo io, si possa continuare a parlare in futuro.
Written by Algo Ferrari
Note
[1] Mara Salvatrucha (comunemente abbreviato in MS, Mara o MS13) è un’organizzazione criminale transnazionale di bande associate che ha avuto origine a Los Angeles e si è successivamente diffusa in altre regioni degli Stati Uniti, in Canada, in Messico e anche in Europa. La maggior parte delle bande è etnicamente composta da guatemaltechi, salvadoregni e honduregni).
[2] Posto che per Trump e il movimento MAGA, i nativi americani sono i primi immigrati bianchi americani.
