“Poeti e Scrittori d’Italia ‒ Seconda Edizione”: la prefazione dell’antologia

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“Tutto il problema della vita è questo: come rompere la propria solitudine, come comunicare con gli altri.” ‒ Cesare Pavese

Poeti e Scrittori d'Italia Seconda Edizione Prefazione
Poeti e Scrittori d’Italia Seconda Edizione Prefazione

La seconda edizione della fortunata antologia “Poeti e Scrittori d’Italia”, edita da Tomarchio Editore nel novembre 2025, è un viaggio alla scoperta di poesie e brevi prose percorso da dodici autori.

La seconda edizione conta al suo interno tredici raccolte così intitolate: Il vento e la foglia di Fabio Soricone; Appunti sui nostri versi di Franco Carta; Il Guardiano della Realtà di Franco Carta; Frammenti di un rebus poetico di Jonny Souto; La misura di Marco Leonardi; Lux et Umbra di Rosario Tomarchio; Cinerea di Samuel Fernando Pezzolato; Ego di Aldo Turnu; Nel sangue dell’Universo di Marcello Comitini; La fantaccina ‒ Una piccola storia d’amore di Marco Salvario; Obulaguzi ‒ La via di Baal di Mattia Airoldi; Il pensier divien fuoco di Mario Alberto Castoldi ed Un mare mosso di sguardi di Stefano Gervasoni.

La copertina dell’antologia presenta la foto d’autore intitolata “Lineamenti del Mistero”, opera del poeta e scrittore Fabio Soricone.

Anche quest’anno l’antologia è uscita in confronto con l’edizione gemella “Poetesse e Scrittrici d’Italia ‒ Seconda edizione” pubblicata ad ottobre 2025.

Per gentile concessione della casa editrice Tomarchio Editore vi presentiamo in anteprima la Prefazione dell’antologia “Poeti e Scrittori d’Italia ‒ Seconda Edizione”.

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PREFAZIONE “Poeti e Scrittori d’Italia ‒ Seconda Edizione”

La seconda edizione dell’antologia “Poeti e Scrittori d’Italia” presenta dodici autori di varie regioni italiane che, differenziandosi per stile e contenuto, invitano ad entrare in mondi altri nei quali la parola si tinge di èthos e pàthos.

Una selezione d’autori già presenti nella prima edizione (Fabio Soricone, Franco Carta, Jonny Souto, Marco Leonardi, Rosario Tomarchio, Samuel Fernando Pezzolato) ed una selezione di nuove voci (Aldo Turnu, Marcello Comitini, Marco Salvario, Mario Alberto Castoldi, Stefano Gervasoni) offrono un viaggio alla scoperta di poesie e brevi prose che, in armonico confronto, condividono la passione per la scrittura e l’interesse verso il ragionamento sul comportamento umano.

“Il vento e la foglia” di Fabio Soricone presenta nell’iniziale poemetto uno squarcio di vita di Agnese che non si era mai soffermata sul senso della parola anima; segue con Carole che conosceva a memoria la storia di Cappuccetto Rosso; Sophie addormentata sulla zattera; Ilenia persa nei sogni; Albrun che ascoltava il vento ed, infine, Elisabetta.

Franco Carta con la silloge poetica “Appunti sui nostri versi” forma un’intricata trama da custodire e da sciogliere e che risale le ossa dei rami. Sui campi e sopra i tetti i versi fanno croci; il sole si leva lieve; il vento sussurra insistente: deliziosa ed intricata la seta tesse poesie lasciando che il sogno sia reale quanto un tempo remoto.

Il racconto “Il Guardiano della Realtà” di Franco Carta ci trasporta in un mondo distopico ‒ One World ‒ nel quale la maggior parte degli esseri umani vive seguendo gli algoritmi e l’automatismo tecnologico estremo e solo una minima parte sopravvive nei vuoti di sistema: mendicanti, folli e gente senza codice.

I “Frammenti di un rebus poetico”, raccolta di Jonny Souto, percorrono il sentiero correndo sui salmastri oceani di fiele, sui sassi come un masso tra l’eco ed il vento. Il pensatore fulgente nell’oscuro, sull’incavo palpitante, svenò le radici in matrici di marmo ceramicato e tesse le lodi di gloria in un marasma d’anime stanche.

Marco Leonardi partecipa con il racconto intitolato “La misura” in cui in un mondo in cui i libri sono oggetti di misurazione e di iniziazione e la scrittura una qualche forma artistica degli antichi, Andrea, un bambino di una decina di anni compie, con Eleonora, sua coetanea, il rito dello Scambio delle Vesti nella Sala del Fuoco.

Rosario Tomarchio con “Lux et Umbra” cede il silenzio a infiniti gesti dove la ruggine e il tarlo non arrivano mentre il fuoco consuma. Non basta la notte al viandante che non conosce confini: il tempo della purezza trova radici come un albero e, se le parole fan fatica, i gigli al mattino potranno ammirare il cielo.

“Cinerea”, silloge di Samuel Fernando Pezzolato, invoca la madre di tutte le mura per riassumere l’intera esistenza. La delusione di un profumo svanito silenziosa illumina il mare tra l’informe calca di genti in un gelo che non gela: la saggezza della natura culla la notte e la Luna tra le nubi ama tutto quello che il tempo racchiude.

Il compositore Aldo Turnu racconta con “Ego” la fusione degli atomi come un mare in tempesta che sbatte sulle rocce, come un albero tagliato che cerca di germogliare nella lunga notte in cui il faro è acceso di vibrazioni impercettibili: il bisogno di colmare vuoti immensi si manifesta con l’amore e la connessione con la propria essenza.

Poeti e Scrittori d'Italia seconda edizione copertina
Poeti e Scrittori d’Italia seconda edizione copertina

“Nel sangue dell’Universo” di Marcello Comitini invita ad entrare e riconoscere nel buio la vera luce, verso l’arido abisso in una valle profonda e desolata. Il vento perpetuo del passato ‒ sotto l’arco di un portone ‒ ad occhi bassi rivede il suo andare e, come un folle smarritosi nel labirinto di una foresta, cammina tra le ombre.

Marco Salvario con il racconto “La fantaccina ‒ Una piccola storia d’amore” presenta l’amicizia ed i dialoghi di due colleghi, Francesco e Marco, che dal lavoro si recano a pranzo per poi rientrare in ufficio sino all’incontro con una soldatessa, di guardia dinnanzi ad una sinagoga, che sposterà l’attenzione sulle parole che talvolta tornano.

“Obulaguzi ‒ La via di Baal” di Mattia Airoldi propone ai lettori la vita di Baal Shaazar che, dal suo villaggio ormai devastato ed incendiato dai vicini, decise di dirigersi verso la città. Lì, una serie di eventi portò il giovane omulogo con le obulagazi (persona speciale con visioni) a passare da una condizione di libertà a schiavitù.

La silloge di Mario Alberto Castoldi, intitolata “Il pensier divien fuoco”, si presenta come un inno alla vita ed invita a rispettare tutto il creato. Nell’ordine geometrico del mondo tutti i sensi si sentono aperti e vivi, la pelle sente l’aria, il sole, l’acqua; nel silenzio si impara, si osserva, si ascolta, si brama ed è gran saggezza tacere nel momento opportuno perché la mente vuole viaggiare indietro nel tempo ed evocare luoghi lontani invitando il cuore a partecipare alla sua danza in cui i sogni vengono catturati. Lo sguardo assente parla all’Angelo, capace d’amore e di commozione, e l’Angelo risponde che nessuno è indegno di innalzare lo spirito al cielo.

Stefano Gervasoni con “Un mare mosso di sguardi” mostra sagome assenti e disperazione cieca: la voce del ruscello diventato diga per un solo frangente, il ghiacciaio che inganna con la maestosità, un frac di un paio di taglie più grande, una coltre di lana grezza, una torre di guardia che voleva essere mare e cielo…

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Written by Alessia Mocci

 

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