Cavalieri Templari: la resa non violenta al Re di Francia

Perché i Cavalieri Templari francesi quando nel 1307 vennero arrestati dalle guardie di Filippo il Bello, non opposero resistenza, visto che tutto sommato erano armati con spade e scudi?

Cavalieri Templari storia
Cavalieri Templari storia

Per rispondere a questa domanda bisogna fare un passo indietro agli albori del credo templare, quando un monaco cistercense

Bernardo di Chiaravalle dell’Abbazia di Clairvaux scrisse la prima regola dei “Poveri cavalieri di Cristo” ed una preghiera in pochi anni infiammò il cuore di uomini e donne: “Non nobis Domine, Non nobis sed nomine tuo da gloriam” (“Non a noi signore, non a noi ma dona gloria al tuo nome!”).

Oggi lo chiameremmo “slogan” ma la valenza religiosa ed il pathos simbolico di questo motto fu veramente dirompente, perché metteva al centro dell’esistenza umana il nome di Dio, e fu Bernardo che coniò il termine di “Malicidio” come l’uccisione del male, unica forma di omicidio che poteva essere consentita dalla Chiesa.

Ovviamente il ‘male” a quell’epoca era rappresentato dalle continue scorrerie dei Saraceni, e dal dominio arabo in Spagna, che metteva in serio e costante pericolo l’occidente ed il credo cristiano.

Quindi l’unico omicidio o violenza consentita all’ordine dei “Poveri cavalieri di Cristo” era quella contro i musulmani che minacciavano la Chiesa.

Fu così che i monaci più convinti, ma anche laici e militari, aderirono all’ordine dei Templari giurando di difendere con la vita il nome di Dio da chiunque mettesse in pericolo la cristianità.

Intendiamoci, non tutti i templari furono degli stinchi di santo. Alcuni aderirono alla causa per godere dell’indulgenza non solo dai peccati, ma anche dai reati che avevano commesso da laici.

E già nel 1160 il Papa emanava una bolla per diffidare il popolo dal disarcionare i templari da cavallo e maltrattarli od insultarli, segno che qualcuno di loro evidentemente non era così irreprensibile.

Ma la stragrande maggioranza di loro, furono uomini dotati di una fortissima fede religiosa e di un grandissimo coraggio. Forse seguivano un’utopia ma senz’altro ci credevano, e lo dimostrarono in Terra Santa.

Ed ora torniamo a quel maledetto 1307.

Dapprincipio l’arresto dei monaci avvenne in maniera subdola perché vennero convocati dal Re con la scusa di chiarire alcuni aspetti amministrativi del loro ordine.

Una specie di accertamento fiscale che l’agenzia delle entrate probabilmente ha preso esempio da qui. Vabbè, questa magari la tagliamo.

Ma poi, quando cominciò a correre la voce delle loro imputazioni, l’ordine di arresto fu impartito alle guardie ed ai balivi di tutto il regno contemporaneamente, come un blitz, ed avvenne nelle magioni, nei conventi o per strada.

Un rastrellamento che arrivava dopo le confessioni che Filippo il Bello aveva estorto con la tortura, o con quelle “spontanee” che gli giunsero da chi ‒ preso dal terrore di essere imprigionato e condotto nelle segrete delle carceri francesi ‒ raccontò di tutto, anche cose inventate di sana pianta. Più o meno quello che avverrà seicento anni dopo nell’Unione Sovietica di Stalin dove nel 1938 la macchina repressiva si manifesterà contro i dissidenti con le stesse modalità: capi d’accusa inventati, induzione al terrore nel mostrare cosa può accadere in caso di rifiuto, confessione e condanna.

Da questo punto di vista Filippo il Bello insegnerà molto ai tiranni che arriveranno dopo di lui.

Comunque, gli ordini del Re giungevano (anche) sulla base del provvedimento di arresto emanato da Clemente V, con la bolla pontificia Pastoralis Preminenzie.

Quindi ribellarsi in armi alle disposizioni ‒ pur aberranti ‒ del Pontefice, che era il vicario di Cristo in terra, avrebbe significato ribellarsi a Dio.

Ecco perché in occasione dell’arresto non ci fu neppure un Templare che sguainò la spada per difendersi contro le guardie.

Semplicemente perché erano monaci, e non potevano commettere violenza su altri cristiani, visto che la loro regola prevedeva la forza solo se ad essere minacciata fosse la fede Cristiana, come nelle Crociate in Terra Santa.

L’unica difesa, ma questa fu di natura giudica, arrivò da Jacques de Molay e dagli altri fratelli templari che successivamente ritrattarono le confessioni estorte con la tortura, ma a cui per convenienza non credette nessuno.

Bene, spero che da lassù i “Poveri cavalieri di Cristo” vogliano autorizzare questa brevissima ricostruzione dei fatti e grazie a te di avere letto questo mio articolo che spero ti sia piaciuto.

E se ami la storia medievale raccontata nei romanzi con una trama di misteri antichi misti alla fantasia fatti un giro sul web per vedere cosa scrivo.

Per aspera ad Astra.

 

Written by Ugo Nasi

 

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