“Anima Mundi” di Marsilio Ficino #10: Misteri d’amore

“Della famiglia di Ficino abbiamo poche notizie sicure. La madre, Alessandra di Nannoccio dal Montevarchi, era appena quindicenne quando nacque Marsilio. Di lei è nota una certa dimestichezza con il mondo dei fantasmi e dei sogni, qualità che le conferiva doti divinatorie.” ‒ Raphael Ebgi

Misteri d'amore - Anima Mundi di Marsilio Ficino
Misteri d’amore – Anima Mundi di Marsilio Ficino

La decima puntata della rubrica “Anima Mundi dedicata al sommo Marsilio Ficino presenta al lettore accorto il primo capitolo della Parte Terza Eros filosofico suddivisa in quattro capitoli: Misteri d’Amore; Del bello, o della grazia; Immortalità e resurrezione; Il regno dei nomi.

Misteri d’amore è a sua volta suddiviso in otto sezioni: El libro dell’amore; El libro dell’amore II; Il rapimento di Paolo; Lettera ad Amerigo Corsini; Lettera a Filippo Carducci; Lettera a Giovanni Cavalcanti; Lettera a Naldo Naldi; Lettera ai confilosofi ed a Ermolao Barbaro;

Marsilio Ficino (1433-1499) è ricordato come il primo traduttore delle opere complete di Platoneseguace del neoplatonismo commentò le Enneadi di Plotino in modo esemplare (si ringrazia Pico della Mirandola), equiparò Ermete Trismegisto a Zoroastro, PitagoraOrfeo, Filolao, Zalmoxis: ogni sapiente del passato fu sul tavolo di lavoro di Marsilio Ficino, vero promotore del pensiero umanista ed influente esponente del Rinascimento. Giamblico, Porfirio, Avicenna, Averroè, Niccolò Cusano, Macrobio, Agostino, Apuleio, Dionigi Aeropagita, LucrezioDante Alighieri (et cetera) sono solo alcuni dei nomi degli autori che Marsilio Ficino interpretò e promosse come menti illustri da osservare da vicino per riuscire a “cogliere le cose superiori senza trascurare le inferiori”.

“Anima Mundi” (Einaudi, 2021) curato dal professore di Storia della Filosofia all’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano Raphael Ebgi, autore dell’approfondita – ed appassionata –introduzione intitolata “Marsilio Ficino: l’amore del pensiero”; si presenta come una selezione di lettere, traduzioni, riflessioni e commenti del famoso filosofo connesso alla famiglia de’ Medici.

È suddiviso in cinque parti denominate: “Gli anni del piacere” (capitoli: Un circolo lucreziano; Furor et voluptas; Dio, anima, natura; Virtù e fortuna), “Firenze Atene” (capitoli: Platonismo e repubblicanesimo; Pietas et sapientia; Poeti platonici; De miseria hominis), “Eros filosofico” (capitoli: Misteri d’amore; Del bello, o della grazia; Immortalità e resurrezione; Il regno dei nomi), “Il tempo della magia” (capitoli: Anima mundi; Il mondo delle immagini; Sui demoni; Fatalia; Medicina del corpo, medicina dell’anima); “Cristianità e presagi della fine” (capitoli: Sul male; Profezia; Preghiera e sacrificio; De Trinitate; Lode al sole). Nell’intervallo tra la prima e seconda parte è presente una serie di tavole illustrate rappresentanti alcuni dei pittori del tempo di Ficino (Piero del Pollaiolo, Antonio del Pollaiolo, Piero di Cosimo, Iacopo del Sellaio, Luca Signorelli, Sandro Botticelli, Bertoldo di Giovanni, Leonardo da Vinci, Maestro di Griselda, Domenico Ghirlandaio, Cosmè Tura, et cetera).

La rubrica Anima Mundi dona al lettore piccoli frammenti per intraprendere la conoscenza di Marsilio Ficino, il “nuovo” Orfeo che, a differenza del suo “predecessore”, ebbe successo perché dal suo viaggio portò seco “numerosi tesori”.

Nella prima puntata si è scelto di pubblicare un brano estratto dall’introduzione di Raphael Ebgi, nella seconda si è presentata una delle due lettere presenti nel primo capitolo intitolato Un circolo lucreziano all’amico, poeta e suonatore di lira Antonio Serafico; nella terza si è optato per la pubblicazione di un estratto dalla Epistola sul divino furore all’amico e studioso di eloquenza Pellegrino Agli; nella quarta ci si è soffermati su un estratto tratto da Trattato di Dio et anima ed uno tratto da Le quattro sette dei filosofi; nella quinta puntata si è preso in oggetto un estratto della lettera all’amico Antonio Canigiani presente nel capitolo Virtù e fortuna; nella sesta puntata si è presentato il primo capitolo Platonismo e repubblicanesimo della Parte seconda del volume intitolata “Firenze Atene”; nella settima lo spazio è stato riservato ad un estratto dal secondo capitolo Pietas et sapientia della Parte seconda intitolata “Firenze Atene”, capitolo suddiviso in sei sottocapitoli; nell’ottava puntata si è scelto di sottoporre una selezione tratta dal terzo capitolo della Parte seconda intitolato Poeti platonici: Argomento allo «Ione» di Platone; nella nona si sono presentati due estratti dal capitolo De miseria hominis.

In questa decima puntata Misteri d’Amore si presentano due estratti da El libro dell’amore redatto in volgare fiorentino e dalla Lettera ai confilosofi ed a Ermolao Barbaro.

Estratto da El libro dell’amore – Misteri d’amore

“Della origine dell’amore. Orfeo nell’Argonautica, imitando la teologia di Mercurio Trismegisto, quando cantò de’ principii delle cose alla presentia di Chrione e degli Heroi, cioè huomini angelici, pose el chaos innanzi al mondo e dinanzi a Saturno, Giove e gli altri idii. Nel seno d’esso chaos collocò l’Amore, dicendo Amore essere «antiquissimo, per sé medesimo perfecto, di gran consiglio». Hesiodo nella sua Theologia, e Parmenide pictagoreo nel libro Della natura, e Acusileo poeta, con Horfeo e Mercurio s’accordano.

Platone nel Thimeo similmente descrive el chaos e in quello pone l’Amore, e questo medesimo nel Convivio racconta Phedro. E platonici chiamano el caos el mondo sanza forme, e dicono el mondo essere caos di forme dipinto. Tre mondi pongono, tre ancora saranno e caossi.

Prima che tutte le cose è Iddio auctore di tutte, el quale noi esso Bene chiamiamo. Iddio imprima crea la mente angelica, dipoi l’anima del mondo come vuole Platone, ultimamente el corpo dello universo. Esso sommo Iddio non si chiama mondo, perché el mondo significa ornamento di molte cose composto, e lui al tutto semplice intendere si debbe. Ma esso Iddio affermiamo essere di tutti e mondi principio e fine. La mente angelica è il primo mondo facto da Dio, ed secondo è l’anima dell’universo, el terzo è tutto questo edificio el quale noi veggiamo.

Certamente in questi tre mondi ancora tre caos si considerano. In principio Iddio crea la substantia della mente angelica, la quale noi ancora essentia nominiamo. Questa nel primo momento della sua creatione è sanza forme e tenebrosa, ma perché ella è nata da Ddio per uno certo appetito innato a Dio suo principio si volge; voltandosi a Ddio dal suo razzo è illustrata, e per lo splendore di quel razzo s’accende l’appetito suo; acceso tutto Ddio s’accosta; accostandosi piglia le forme, imperò che Iddio, che tutto può, nella mente a llui s’accosta scolpisce le nature di tutte le cose che si creano. In quella adunque spiritualmente si dipingono tutte le cose che in questo mondo sono.

[…]

E ‘l suo primo voltamento a Ddio è el nascimento d’Amore, la infusione del razzo è cibo d’Amore, lo incendio che ne seguita crescimento d’Amore si chiama, l’accostarsi a Ddio è l’impeto d’Amore; la sua formazione è perfectione d’Amore, e lo adunamento di tutte le forme e idee e Latini chiamano «mondo», e’ Greci cosmon, che ornamento significa.

[…]

Che l’amore regna innanzi alla necessità. Ma acciò che solviamo la seconda questione, e’ si dice che l’Amore regna innanzi alla necessità, perché lo Amore divino a tutte le cose nate da lui ha dato origine. Nel quale nessuna violentia di necessità si pone, perché non avendo sopr’ad sé cosa alcuna egli adopera in qualunque cosa, non constretto, ma per libera volontà. […]”

 

Estratto da Lettera ai confilosofi ed a Ermolao Barbaro – Misteri d’amore

Marsilio Ficino citazioni
Marsilio Ficino citazioni

“Marsilio Ficino saluta i confilosofi, e in particolare Eramolao Barbaro.

Tutti gli uomini concordano nel definire l’amicizia una forma di unione. Ora, dato che non può darsi unione se non in relazione all’uno, a ragione sembra sia da ricercare cosa mai sia quell’uno cui due persone, rendendo di comune accordo, diventano e sono detti amici.

Forse che diventano di necessità amici coloro che hanno le stesse opinioni?

Nient’affatto. Possiamo infatti avere le stesse opinioni sulla maggior parte delle questioni, sia umane che naturali, e tuttavia odiarci a vicenda.

Forse la benevolenza si trova nel volere e non nell’opinione, quasi che a dirsi amici siano soltanto coloro che vogliono la stessa cosa?

Neppure questo, anzi le inimicizie nascono proprio dal fatto che vogliamo la stessa cosa. Spesso coloro che desiderano uno stesso tesoro, o un pari grado di dignità, o l’onore artistico, provano invidia l’un l’altro, e se la prendono e lottano tra loro. Qualcuno potrebbe dire che la discordia sorge tra gli uomini per il fatto che bramano beni finiti, beni cioè che quando sono posseduti da uno non possono essere in alcun modo posseduti da un altro, o non lo possono essere allo stesso modo.

[…]

Dove si trova allora la benevolenza, i. e. il volersi bene, se non presso quel bene in sé che è ogni bene, vale a dire Dio? Certo non lo troveremo altrove.

[…]”

 

Per continuare la lettura in modo proficuo e con attenzione si consiglia di distogliere gli occhi dal computer o dal cellulare e di recarsi nella propria libreria per cercare il libro tra gli scaffali “impolverati”; se non si possiede il volume in casa si consiglia di acquistarlo (rigorosamente in cartaceo).

Leggere è un compito importante, la carta è di grande ausilio rispetto al formato digitale non solo per la concentrazione necessaria all’atto della riflessione e comprensione ma anche per instaurare un rapporto fisico con l’oggetto-pozzo che conserva amorevolmente le considerazioni degli esseri umani del passato, in questo caso di Marsilio Ficino.

 

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