Paolo Avanzi: artista della frammentazione e ricomposizione

Nato a Bresso nel 1958, Paolo Avanzi ha sempre cercato con ostinata determinazione la sua via in percorsi molto diversi tra loro.

Paolo Avanzi artista
Paolo Avanzi artista

Paolo Avanzi, dopo gli studi classici, si laurea in psicologia, perfezionandosi con un master, e lavora in società italiane e multinazionali. Nello stesso tempo compone musica per pianoforte e scrive racconti e romanzi, senza però riuscire a ottenere le soddisfazioni e i riconoscimenti a cui ambisce; soprattutto, non si sente realizzato e in armonia con se stesso.

Il nuovo millennio lo porta su una strada diversa e impegnativa, quella della pittura informale, e subito il suo originale e creativo approccio cattura l’attenzione di critici e galleristi.

Dal 2003 fino a oggi sono decine e decine le mostre a cui partecipa, personali e collettive, nazionali e internazionali, suscitando curiosità, ammirazione e ottenendo riconoscimenti di prestigio.

Nel suo libro Breve Romanzo Finale pubblicato nel 2020, Paolo Avanzi si presenta come “Artista, scrittore, promoter culturale e performer teatrale”. Per la copertina utilizza in modo molto efficace una delle sue opere pittoriche, come fa anche per il successivo Il Figlio Smarrito (2022), a dimostrazione di una vena creativa che, anche nel campo della letteratura, è sempre esuberante e vive di continui richiami.

Per chi volesse seguire in modo più completo e aggiornato le iniziative di questo interessante personaggio, non posso che segnalare il sito a fine articolo, ovviamente l’artista gioca abilmente con il proprio cognome.

Consultandolo si ha accesso a una fonte ricca di informazioni e di video, che permettono una conoscenza quasi personale sull’artista. Tra i dati riportati, colpisce la quantità delle opere pittoriche realizzate, oltre 800 negli ultimi vent’anni, di cui più di 100 sono state aggiudicate in case d’asta.

In questo articolo mi soffermo solamente sull’Avanzi pittore e sulla sua tecnica particolare.

Nei suoi quadri, salvo eccezioni che non conosco, sono sempre ritratte persone da sole o in piccoli gruppi; le immagini sono scomposte in tessere, in genere quadrati o rettangoli dai lati curvi, che restano però ordinate.

Osservandole, la mia sensazione è stata quella di osservare un corpo riflesso nelle acque di uno stagno, sulle piccole onde che si incrociano e riflettono come frammenti di specchi.

Questo spezzarsi del soggetto raffigurato, che spesso porta a una ripetizione degli elementi più importanti del viso ‒ gli occhi, la bocca – non distrugge l’immagine, piuttosto la rafforza. Lo spettatore deve ricercare la distanza giusta, dipende dalla sua vista e dalle luci, a cui posizionarsi per vedere il soggetto ricomporsi, unificarsi, assumere tridimensionalità.

Paolo Avanzi - opere
Paolo Avanzi – opere

La Ragazza in abito lilla, tela del 2011, è forse l’opera dove Avanzi ha spinto la sua tecnica all’estremo, sfiorando il grottesco se si resta troppo vicini, eppure anche nell’esagerazione tecnica, nulla va perso della forza espressiva.

Più convincenti e gradevoli, a mio giudizio, la riuscita atmosfera del Sassofonista americano (2015), la splendida dinamica de La tennista (2009) e il più recente Coppie incrociate (2023), dove lo spazio occupato dei quattro personaggi è scandito dal colore dei vestiti, rosso, giallo, verde e blu.

Infine, realizzate nel 2020 utilizzando una tecnica diversa, pennarelli su carta, ho trovato molto convincenti le due opere Omaggio a Verdi e Omaggio a Modigliani.

 

Written by Marco Salvario

Photo by Marco Salvario

 

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