Gli autori più famosi del genere horror: dalle origini ad oggi

Nel silente calare della notte, quando la civiltà moderna sembra arretrare per lasciare spazio alle ancestrali paure dell’uomo, la letteratura diventa il veicolo di un’oscura alchimia, trasformando queste paure in parole ed emozioni, nel genere horror.

Scrittori horror - Josh Malerman - Mary Shelley - Clive Barker - Bram Stoker
Scrittori horror – Josh Malerman – Mary Shelley – Clive Barker – Bram Stoker

Queste stesse paure, archetipe e immutabili nel loro nucleo, hanno subito metamorfosi attraverso i secoli, riflettendo le inquietudini delle diverse ere.

Ma quali geni letterari hanno tessuto questi incubi nei loro opuscoli e con quali visioni hanno ispirato generazioni di lettori avidi di brividi?

Emergendo dall’oscurità del XVIII secolo, Horace Walpole (1717-1797) portò al mondo Il castello di Otranto, un’opera pionieristica che intrecciò elementi soprannaturali con l’aura gotica del medioevo, gettando le basi per quello che sarebbe diventato il romanzo gotico.

Con il suo stile ricco e barocco, l’autore ha evocato atmosfere medievali e architetture imponenti, creando un’ambientazione in cui il soprannaturale si mescola con le tragedie umane. Le sue trame tortuose esplorano l’eredità e la caduta della nobiltà.

Con l’arrivo del XIX secolo, Mary Shelley (1797-1851), in un momento di ispirazione quasi divina, ha concepito Frankenstein. Con esso, ha sollevato interrogativi sulla scienza, l’ambizione e la responsabilità umana.

La creatura, emblema di una profonda solitudine, ha rispecchiato il rifiuto e l’incomprensione della società. Con una sensibilità romantica e un acume critico, l’autrice ha posto l’uomo di fronte alle conseguenze dei propri desideri sfrenati.

La sua narrazione interroga sull’etica e sulla moralità di sfidare le leggi della natura.

Accanto a lei, Bram Stoker (1847-1912) ha immortalato Dracula, sondando il terreno di seduzione e contagio, incarnando le paure dell’epoca vittoriana tra desideri sotterranei e la sfida dell’ignoto orientale.

Attraverso una prosa densa e avvolgente, ha rievocato paure legate al contagio e alla corruzione, sottolineando la tensione tra il noto e l’ignoto.

Il suo Dracula diventa metafora delle ansie coloniali e delle tensioni sessuali.

Tuttavia, è Edgar Allan Poe (1809-1849), il vero luminare, la quintessenza dell’horror. Le sue opere, tra cui Il cuore rivelatore, esplorano le oscure profondità dell’anima umana, affrontando i demoni interiori e le paure irrazionali che dimorano nel cuore di ogni individuo. Maestro del macabro e del sinistro, Poe ha esplorato la psiche umana attraverso racconti in cui la tensione cresce gradualmente sino a trasformarsi in terrore.

La sua scrittura sviscera temi come la morte, la colpa e la follia con una precisione chirurgica.

Il XX secolo, con Howard Phillips Lovecraft (1890-1937), ha portato l’horror verso vertici cosmici, mostrando con La chiamata di Cthulhu l’inconcepibile vastità dell’universo e la nostra insignificanza al suo cospetto.

Con uno stile ricco e talvolta arcano, ha immaginato mondi antichi e divinità indifferenti all’umanità. I suoi racconti esplorano la paura dell’ignoto e la piccolezza dell’essere umano.

Stephen King (1947), il moderno erede del trono, ha brillantemente intrecciato il quotidiano con l’occulto. Dalla terribile infanzia in It all’oscurità di Shining, King cattura l’essenza del genere horror.

Stephen King
Stephen King

Attraverso un linguaggio contemporaneo e coinvolgente, King crea storie in cui l’ordinario diventa straordinario, esplorando la malvagità umana, la redenzione e le paure ancestrali attraverso trame avvincenti e personaggi profondamente sviluppati.

Clive Barker (1952), tra le pagine dell’antologia I giochi di sangue e quelle del suggestivo ColdHeart Canyon, danza sul confine tra l’occulto e il proibito, tra il piacere e l’agonia, tra il sogno e la realtà.

Con la sua prosa vivida e sensoriale, il poliedrico autore concepisce l’arte come portale di realtà alternative, e fonde l’horror con la sessualità, in modo progressista, sfidando le convenzioni del genere.

Ramsey Campbell (1946), nel suo Il bambino delle ombre, scava profondamente nelle paure ancestrali, esplorando l’alienazione dell’essere umano in un mondo sempre più frammentato. Noto per il suo stile sottile e suggestivo, attinge dall’inquietudine quotidiana. Le sue storie spesso esplorano la paranoia e le ombre nascoste nei recessi della mente umana.

Infine, nel vibrante XXI secolo, visionari come Josh Malerman (1975) e Paul Tremblay (1971) infondono vitalità al genere. Bird Box e The Cabin at the End of the World sono espressioni dell’horror contemporaneo, riflettendo le paure e le ansie del nostro tempo.

Josh Malerman, con una scrittura tesa e diretta, crea atmosfere palpabili di tensione. I suoi lavori affrontano temi contemporanei, come la paura della percezione e le conseguenze dell’isolamento.

Paul Tremblay, unendo l’horror al realismo psicologico, esamina le paure moderne e le dinamiche familiari. Le sue opere sono cariche di suspense e interrogano la natura della realtà e della percezione.

In questo viaggio attraverso i secoli, dove la penna diventa torcia nell’oscurità della notte, riscopriamo come l’horror, nella sua sublime arte, sia non solo un semplice mezzo per suscitare brividi, ma una profonda introspezione dell’animo umano.

Una riflessione sul nostro posto in un universo misterioso e spesso incomprensibile.

È un confronto costante tra l’umano e l’inumano, tra la ragione e l’irrazionalità. Gli autori menzionati sono faro e bussola nel mare tempestoso dell’inconscio collettivo.

 

Written by Michele Russo

 

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