“I Malavoglia” di Giovanni Verga: il valore allegorico dell’ultima pagina del romanzo

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Dall’analisi dell’ultima pagina de I Malavoglia” di Giovanni Verga ci è possibile trarre alcune considerazioni sul romanzo.

I Malavoglia di Giovanni Verga
I Malavoglia di Giovanni Verga

“Allora ’Ntoni si fermò in mezzo alla strada a guardare il paese tutto nero, come non gli bastasse il cuore di staccarsene, adesso che sapeva ogni cosa, e sedette sul muricciuolo della vigna di massaro Filippo.

Così stette un gran pezzo pensando a tante cose, guardando il paese nero, e ascoltando il mare che gli brontolava lì sotto. E ci stette fin quando cominciarono ad udirsi certi rumori ch’ei conosceva, e delle voci che si chiamavano dietro gli usci, e sbatter d’imposte, e dei passi per le strade buie. Sulla riva, in fondo alla piazza, cominciavano a formicolare dei lumi. Egli levò il capo a guardare i Tre Re che luccicavano, e la Puddara che annunziava l’alba, come l’aveva vista tante volte. Allora tornò a chinare il capo sul petto, e a pensare a tutta la sua storia. A poco a poco il mare cominciò a farsi bianco, e i Tre Re ad impallidire, e le case spuntavano ad una ad una nelle vie scure, cogli usci chiusi, che si conoscevano tutte, e solo davanti alla bottega di Pizzuto c’era il lumicino, e Rocco Spatu colle mani nelle tasche che tossiva e sputacchiava. – Fra poco lo zio Santoro aprirà la porta, – pensò ’Ntoni, – e si accoccolerà sull’uscio a cominciare la sua giornata anche lui. – Tornò a guardare il mare, che s’era fatto amaranto, tutto seminato di barche che avevano cominciato la loro giornata anche loro, riprese la sua sporta e disse: – Ora è tempo d’andarmene, perché fra poco comincierà a passar gente. Ma il primo di tutti a cominciar la sua giornata è stato Rocco Spatu.”

Possiamo distinguere in particolare una voce popolana che ha il compito di narrare l’addio di ‘Ntoni e che è distinta sia dal punto di vista dell’autore che da quello del protagonista e che differisce inoltre da quello della “gentucola” che commenta in tono maligno le azioni della famiglia dei Malavoglia.

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L’impersonalità di cui è artefice Verga consente di negare l’adesione al personaggio autobiografico, allontanando quindi qualsiasi implicazione che ciò avrebbe potuto comportare.

Quella a cui Verga anela e che conquista è l’extralocalità, tanto osannata da Bachtin in quanto generatrice di una “forma inerente al soggetto”.

L’autore dunque si eclissa dietro una coralità narrante che cela la voce malevola dei paesani e quella a tratti pietosa del commentatore, consentendo così a Verga di nascondere il proprio simpatetico cordoglio.

Ma pur rimanendo nettamente scissi, nella conclusione del romanzo i punti di vista dell’autore, del pietoso narratore e dell’eroe collimano, sovrapponendosi in nome di una simultanea distanza e perdita che si originano dalla dolorosa consapevolezza di un lutto da rielaborare. L’impersonale diventa così un espediente strategico attraverso cui esternare il personale: l’addio di ‘Ntoni a Trezza altro non è che l’addio di Verga a quel mondo arcaico-rurale a lui tanto caro.

Giovanni Verga
Giovanni Verga

È insomma palesemente ravvisabile nella conclusione del romanzo il sentimento universalmente condiviso di perdita che accompagna il trionfo della modernità.

Ciò che il lettore percepisce non è tanto lo smarrimento dei valori patriarcali decontestualizzati nella suddetta modernità, quanto piuttosto che qualcosa è andato perso nella storia morale dell’umanità, qualcosa che attiene alla sfera etica e sapienzale. Come ‘Ntoni si ha l’impressione di essere sradicati da se stessi, come esuli ineluttabilmente trascinati lontano dall’essenza della vita. L’escluso, il reietto, l’esule si ergono a simbolo di una conditio ontologica dell’uomo, proiezione della situazione dell’artista isolato e reso marginale da una vita moderna che ne ridicolizza e desublima il ruolo.

La conclusione dei Malavoglia è quindi segnata da questa presenza di un senso di lutto che accompagna l’ombra della vita moderna e che mette in discussione, attraverso ‘Ntoni, la molla stessa del romanzo ottocentesco ovvero la ricerca del senso della vita affidata ad un eroe problematico.

‘Ntoni è destinato ad essere l’ultimo eroe cercatore che denunciando la vacuità della propria ricerca, pone fine ad una tradizione romanzesca e a cui ne seguirà una nuova da cui Pirandello e Tozzi muoveranno: il modernismo.

 

Written by Manuela Muscetta

 

Bibliografia

Giovanni Verga, I Malavoglia, Feltrinelli

 

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