Intervista di Barbara Orlacchio a Sara Orlacchio: vi raccontiamo la genesi del brano “Iceberg”

Oggi vi parlerò di Sara Orlacchio, anzi: sarà lei stessa a parlarci di sé.

Iceberg di Sara Orlacchio
Iceberg di Sara Orlacchio

Docente di tecnica vocale, Vocal Coach e, a sua volta, cantante pop e lirica. Si occupa altresì di doppiaggio pubblicitario e della realizzazione di ambienti digitali di lancio e promozione per artisti come lei, in qualità di Digital Marketing Specialist.

Votata alla musica sin da bambina, collabora attivamente all’aspetto compositivo, sia testuale che melodico, dei suoi brani: ha difatti conseguito una Laurea a indirizzo interpretativo-compositivo in Canto presso il Conservatorio “Nicola Sala” di Benevento, seguita da numerosi master tematici e affiancata dalla partecipazione a diversi concorsi canori e opere liriche: due per tutti, il Bengiò Festival, che vince nel 2006 per la categoria italiani, e il “Gianni Schicchi” nel 2014, presso il Teatro Romano di Benevento, dove interpreta il ruolo di Zita.

Ecco che ci racconta come nasce e si sviluppa il progetto canoro “Iceberg”.

 

B.O.: Perché “Iceberg”?

Sara Orlacchio.: Perché la maestosità di un iceberg esprime il senso di forza che volevamo comunicare col testo.

 

B.O.: L’ambientazione è una landa simile a un paesaggio islandese… dov’è stato girato il video?

Sara Orlacchio.: Sui monti della Svizzera.

 

B.O.: “C’è una bambina sotto il ghiaccio…” la bambina sei tu?

Sara Orlacchio.: Io… o qualsiasi bambino rinchiuso dentro di noi: è la nostra parte frangibile.

 

B.O.: “Il ghiaccio è un’armatura”… qual è il senso del verso?

Sara Orlacchio: Che la freddezza è uno schermo usuale che utilizziamo contro ciò che reputiamo dannoso per il nostro essere. Il ghiaccio incarna proprio questa durezza.

 

B.O.: Quali sono stati i tuoi compagni in questo esperimento di nuove sonorità?

Sara Orlacchio.: Il brano è frutto di una sessione in co-writing con Filadelfo Castro (direttore d’orchestra di Rita Pavone al Festival di Sanremo 2020, nda) e Stefano Paviani, arrangiamento e produzione a cura di Castro.

 

B.O.: Come definiresti la tua voce rispetto agli archetipi femminili della canzone italiana?

Sara Orlacchio: Il mio approccio è la modulazione di due tecniche vocali: gran parte degli elementi tecnici arrivano dalla tradizione classica, con attingimenti dall’attualità pop, per alleggerire l’atmosfera d’ascolto.

 

B.O.: Dall’espressività nel video si evince anche una tua formazione di matrice teatrale…

Sara Orlacchio: Ho lavorato parecchio nell’ambito dei musical, sia come performer che come vocal coach, facendo esperienza anche come aiuto-regista. Inoltre ho studiato doppiaggio presso l’Accademia del doppiaggio di Milano, con un programma finalizzato anche all’apprendimento della tecnica attoriale.

 

B.O.: Come vedi l’attuale panorama musicale italiano? Ci sono artisti che apprezzi particolarmente?

Sara Orlacchio
Sara Orlacchio

Sara Orlacchio: Gran parte della nuova produzione risente degli influssi internazionali, e ciò ha sicuramente degli aspetti positivi. Anche la tecnica vocale ha subito profonde variazioni: più sana, molto più morbida, dopo l’epoca dei c.d. “urlatori”. Un’artista italiana che seguo e apprezzo è Elisa, sia per la perfetta gestione della vocalità che per la bellezza dei brani che propone. Nel panorama internazionale ho come fonti di ispirazione Lady Gaga e Billie Eilish: le sonorità di “Iceberg” si rifanno costantemente a quest’ultima.

 

B.O.: Cosa pensi della deriva rap della canzone italiana? Non decreta la morte della melodia?

Sara Orlacchio: È un genere ben definito che ha una sua piena individualità, presuppone uno studio specifico e si basa su un preciso modo di fraseggiare: per ovviare al ‘deficit’ melodico è di recente nato un nuovo connubio, che prevede una parte parlata e una strofa sottoforma di melodia: “Mille” del trio Fedez-Berti-Achille Lauro ne è un esempio eclatante.

 

Segue il testo del brano, oltre al link cui è visualizzabile il video.

“Iceberg”

“Se fossi qui ti direi tutto/ c’è una bambina sotto il ghiaccio/ che mi chiede aiuto/ e trattengo il fiato/ accendo il fuoco con la pietra/ e tengo al caldo le sue dita/ la ringrazierò/ tu ci creda o no/ qua sotto c’è un mondo nascosto e lo sai/ adesso lo sai/ Iceberg… Iceberg…/ il tuo buio è proprio come il mio/ restiamo soli come/ gli Iceberg… Iceberg…/ questo freddo l’ho provato anch’io/ c’è il sole anche di sera/ è verde anche l’aurora/ e l’anima congela/ Conto i tuoi passi nella neve/ non hai/ paura di cadere/ dimmi come fai/ quante cose sai/ Scrivo il tuo nome con le foglie/ e ti disegno con le stelle/ so che tornerai/ quanti anni avrai/ qua sotto c’è il mondo imperfetto e lo vuoi/ lo so che lo vuoi/ Iceberg… iceberg…/ il tuo buio è proprio come il mio/ soli e persi come/ iceberg… iceberg…/ questo freddo l’ho provato anch’io…/ è la mia storia vera/ è verde anche l’aurora/ e l’anima non gela/ Alberi di nebbia grigia proprio come noi/ Sagome sull’acqua scura che non guardo mai/ Scogli bianchi alla deriva proprio come…/ gli iceberg… iceberg…/ questo freddo l’ho provato anch’io/ il ghiaccio è un’armatura/ protegge un’altra era/ conosco la paura.”

 

Written by Barbara Orlacchio

 

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