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“Ritratto di regina” documentario diretto da Fabrizio Ferri: i fotografi di Elisabetta II

“In posa davanti a maghi dell’obiettivo come Cecil Beaton, con semplicità sembrando una di noi. Forse perché conosceva l’arte fotografica che praticava fin da bambina. Ma la cosa che più mi ha toccato sono i fotografi che hanno avuto fiducia in me sapendo che sarei stato in grado di rappresentarli.” – Fabrizio Ferri

Ritratto di regina documentario di Fabrizio Ferri
Ritratto di regina documentario di Fabrizio Ferri

È un punto di vista inedito quello proposto da Nexo Digital nel documentario biografico Ritratto di regina dedicato ad Elisabetta II e diretto dal regista Fabrizio Ferri.

Basato sul libro di Paola Calvetti, che ne ha realizzato la sceneggiatura, il documentario, che gode dello stesso titolo del libro, sarà presente nelle sale cinematografiche italiane dal 21 al 23 novembre 2022.

Presentato alla diciassettesima edizione del Festival di Roma (sezione proiezioni speciali) ha riscosso grande interesse per la sua esecuzione originale, realizzata attraverso scatti fotografici, di un’opera qualitativamente elevata.

Ed è infatti grazie a scatti fotografici molto rappresentativi che il regista ha creato un documentario d’eccezione, sia per il contenuto come per il taglio cinematografico adottato per le diverse sequenze.

Ritratto di regina ha visto la sua realizzazione grazie alle molte istantanee raffiguranti la regina, fin da piccola appassionata dell’arte fotografica e che, verosimilmente, per questo amava essere fotografata. Al contrario del fatto di essere intervistata, verso cui ha sempre avuto un netto rifiuto, senza mai concedersi a questo tipo di conversazione.

A ritrarre momenti ufficiali, e anche privati in compagnia del marito e dei figli, sono stati nomi eccellenti del mondo della fotografia. Che hanno permesso ai suoi estimatori di conoscere, per quanto possibile, Elisabetta II da un punto di vista diverso, che non attraverso le immagini stereotipate trasmesse dai media.

Rivelandone infine un profilo più corrispondente al vero, anche perché, essendo ogni ritratto differente l’uno dall’altro, in ciascuno si può rintracciare l’accenno di un qualche suo moto emotivo.

“La Regina Elisabetta ha fatto innamorare tutti i fotografi che l’hanno ritratta nel suo lunghissimo regno, perfino me che invece non l’ho mai fotografata. Icona enigmatica e inavvicinabile, non rilasciava mai interviste, mentre si lasciava fotografare volentieri.” – Fabrizio Ferri

Elisabetta II nacque a Londra il 21 aprile 1926 e morì presso il Castello di Balmoral l’8 settembre 2022. Regina del Regno Unito di Gran Bretagna, di Irlanda del Nord e di altri territori del Commonwealth era la figlia maggiore del Duca di York, divenuto in seguito re con il nome di Giorgio VI. Era il 1936 quando Elisabetta II divenne erede al trono, anno dell’abdicazione di suo zio Edoardo VIII.

Nel 1947 sposò il principe Filippo Mountbatten dal quale ebbe quattro figli.

Alla morte del padre, avvenuta il 6 febbraio 1952, salì al trono alla giovane età di venticinque anni. Fu poi incoronata regina il 2 giugno 1953 nell’abbazia di Westminster.

Il suo regno, durato oltre 70 anni, fu il più lungo della storia britannica.

“Se ci sembra di conoscerla da sempre, o meglio di averla sempre ‘vista’, è anche grazie alla fascinazione dei suoi ritratti fotografici che mantenendo un’aura di atemporalità, nel tempo sono diventati icone globali.” – Paola Calvetti

Ad accompagnare i ritratti proposti dalla visione del docufilm sono stati svariati interventi di addetti ai lavori. Fotografi altamente qualificati che hanno offerto allo spettatore un resoconto dettagliato della loro esperienza, in qualche caso piuttosto inattesa, dovendo ritrarre la regina.

Tutti cultori della disciplina fotografica, la cui ampiezza testimoniale è rilevante per tracciare un disegno della sovrana relativo al contesto professionale in cui hanno operato.

Ritratto di Regina Elisabetta II - Photo by Richard Slade
Ritratto di Regina Elisabetta II – Photo by Richard Slade

E che in qualche modo si ‘confessano’ raccontando del loro approccio, a volte non facile, dovendo relazionarsi con una figura di grado socialmente così elevato come una regina.

Soprattutto è l’attore britannico Charles Dance a guidare il pubblico in un viaggio davvero interessante, elaborato tramite le immagini che ritraggono Elisabetta II, diventata un’icona del Novecento.

Altro intervento significativo è quello di Emma Blau, fotografa e comproprietaria di un importante agenzia fotografica. Alle sue affermazioni si sono poi aggiunte quelle di due famose attrici.

Susan Sarandon, che ha avuto occasione di incontrare la regina e scambiare con lei convenevoli e frasi contingenti alla circostanza in cui si sono incontrate. Ed è con levità che l’attrice americana regala al pubblico di Ritratto di regina una testimonianza personale serena, partecipando lo spettatore dell’emozione provata per un incontro che le incuteva anche un pizzico di soggezione.

Altra figura del mondo dello spettacolo e della cultura intervenuta a raccontare della regina è Isabella Rossellini, attrice dal fascino indiscusso, a cui sono state dedicati molti ritratti e che spesso ha trovato spazio sulla carta stampata. Anch’essa, attraverso le sue parole, ha presentato la regina da un suo personale quanto inedito punto di vista. Da cui si evince il ritratto di una sovrana, il cui regno ha avuto una lunga durata, che si è concessa alla fotografia al fine di rendere immortali alcuni suoi momenti pubblici e privati.

“Charles Dance è l’interprete del film, non la voce narrante. L’ho messo in penombra immerso nel buio, illuminato soltanto dalla luce di un ipad, come fosse un’entità che viene dal passato a raccontare i fotografi che non ci sono più. I fotografi invece li ho messi sempre in una scatola nera, ma in una luce pittorica, caravaggesca. Dance è un attore dal grande carisma e una evidente personalità. Sono stato a Londra a incontrarlo per proporgli il film e davanti al suo magnetismo sono rimasto senza parole.” – Fabrizio Ferri

Nonostante sia stata sempre restia a rilasciare interviste, Elisabetta II ha inevitabilmente intrecciato la sua vita a quella dei fotografi che ne hanno scattato i momenti più salienti della sua lunga esistenza, oltre che a quella dei suoi sudditi. Che intervistati, hanno testimoniato l’affetto nutrito per la ‘loro’ regina.

Gente comune che ha sempre manifestato simpatia per la casa reale, e per Elisabetta II in particolare, sebbene sia sempre stata una sovrana misurata nelle sue esternazioni, così come ben sottolineato dal docufilm.

Come misurata e parca di sorrisi è stata durante gli scatti fotografici, di cui è stata protagonista numerosissime volte. Con la giustificazione, come affermato dai commentatori, che la regina non poteva ‘sorridere a comando’; le sue risate avevano la caratteristica di essere spontanee e non potevano sottostare alle richieste dei fotografi.

Ritratto di Regina - documentario Elisabetta II
Ritratto di Regina – documentario Elisabetta II

Tuttavia, il materiale fotografico, presentato nella pellicola dedicata alla sovrana del Regno Unito, è di ampio valore testimoniale, tanto da poterlo considerare come fonte primaria di elementi biografici di una delle donne più celebri del pianeta.

Nonostante la regina sia stata discussa e talvolta criticata per posizioni non propriamente di stampo progressista, è stata comunque acclamata e osannata come una regnante capace di salvaguardare la casa reale facendone una propria ragione di vita.

E preservando, fin oltre gli anni Duemila, un regno sostenuto ancora oggi dal consenso popolare.

Ad accompagnare Ritratto di una regina, documentario d’eccezione, la colonna sonora di Remo Anzovino, pianista e compositore, anch’esso d’eccezione.

“Io dichiaro davanti a voi tutti che la mia intera vita, sia essa lunga o breve, sarà dedicata al vostro servizio e al servizio della nostra grande famiglia imperiale alla quale tutti apparteniamo.” – Elisabetta II, fonte Wikipedia

 

Written by Carolina Colombi

 

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