Viaggiare a New York City, metropoli dal volto multietnico

“Qui abbiamo sempre avuto il mito dell’altezza e tutti hanno cercato di stupire costruendo grattacieli sempre più alti…” – Rick Bell, direttore del Center for Architecture

New York City - Photo by Wikipedia
New York City – Photo by Wikipedia

Non è facile raccontare la città di New York con parole che la rappresentino fedelmente. Talmente ampio è il ventaglio di peculiarità che si corre il rischio di trascurare qualcosa di significativo. Sono svariate le espressioni con cui la metropoli d’oltreoceano viene definita, alcune più colorite, tutte comunque convenienti a descrivere una città dal volto multietnico. Fra tutte, è una più di altre a calzarle a pennello, ovvero “città cosmopolita per definizione”. E, infatti, cosmopolita New York lo è in ogni sua espressione. Grazie anche all’elevato numero degli abitanti e agli eventi messi in scena per rappresentare lo spettacolo della vita.

“Se fossi vissuto al tempo dei romani, sarei vissuto a Roma. Dove altro? Oggi l’America è l’Impero Romano e New York è Roma stessa” – John Lennon

Emblema del “nuovo mondo”, e meta ambita da visitatori conquistati dalla sua singolare atmosfera, viene detta New York City per distinguerla dall’omonimo stato. Crocevia di etnie e di idiomi fra i più singolari, tanto da farne una capitale popolata anche da contraddizioni che ne accrescono la frastornata quotidianità, si conferma come una metropoli dal panorama urbano straordinario. La cui quinta scenografica e immaginifica rimane il simbolo del viaggio d’oltreoceano.

Sviluppata in parte sulla terraferma e in parte su isole, l’area metropolitana di New York comprende alcune località del New Jersey e del Connecticut, suoi stati limitrofi. Situata presso la foce del fiume Hudson, che ne determina il confine naturale separandola dallo stato del New Jersey, è divisa in burroughs, o circoscrizioni: Bronx, situata sul continente, Brooklyn, Queens, Manhattan e Staten Island su isole. Altre isole, di estensione più ridotta, sono Ellis Island e Liberty Island. La prima è famosa per essere stata il punto di approdo di navi che trasportavano gli immigrati provenienti dall’Europa; rimasta a testimoniare l’arrivo di chi giungeva in America in cerca di un presente migliore rispetto a quello che si lasciava alle spalle. A Liberty Island, situata alla foce del fiume Hudson, è situata la Statua della Libertà. Altre isole, minori, ma non per questo meno suggestive, trovano posto sempre nella baia di New York.

“L’importante è che si sia capito che le metropoli sono fatte per le persone e non per le automobili…” – Rick Bell

La città di New York trova la sua origine intorno al 1500 quando colonizzatori europei sbarcano in zona, già popolata da gruppi di nativi dediti ad attività di caccia e di pesca e stanziati presso l’attuale isola di Manhattan.

Il primo europeo a spingersi in quest’area geografica è l’italiano Giovanni da Verrazzano, la cui impresa non prosegue oltre. Ed è soltanto a partire dal 1609 che prendono il via sopralluoghi mirati ad un’esplorazione capillare.

Henry Hudson, il cui nome è stato assegnato al fiume che taglia la città, è personaggio legato all’isola di Manhattan di cui anticipò la scoperta. A fondare in quest’area un insediamento sono gli olandesi che, come raccontano alcune fonti, acquistano per 24 dollari l’isola di Manhattan, destinando al primo nucleo abitativo il nome di New Amsterdam. Sotto l’egida dei Paesi Bassi il centro conosce un rapido sviluppo; anche se, quale inevitabile conseguenza, i rapporti fra i nativi e gli olandesi si inaspriscono per il possesso di territori adiacenti.

È la metà del Seicento quando la città passa sotto il dominio inglese, che in onore di Giacomo II, duca di York, sostituisce il suo nome: da questo momento sarà New York. La dominazione inglese prosegue fino a che le colonie americane ottengono l’indipendenza dalla madre patria, convalidata con il Trattato di Parigi nel 1783. Data che segna la nascita degli Stati Uniti.

Con la presenza degli inglesi la città conosce una notevole crescita che, con una popolazione di origine europea in fase di incremento, a differenza di quella autoctona in via di estinzione, diventa un importante porto commerciale.

A fianco del notevole sviluppo, in New York si fa strada anche un progresso culturale in seguito alla nascita dell’istituzione che successivamente diventerà la Columbia University (1754). Purtroppo, alla crescita economica e culturale dei primi decenni del Settecento corrispondono momenti di grave tensione, a causa della ribellione degli schiavi afroamericani.

È il 1788 quando, per la durata di 5 anni, a New York si stabilisce la prima capitale USA; ed è nell’anno successivo che George Washington giura in veste di primo Presidente degli Stati Uniti.

A segnare la storia di New York, grazie a un impulso demografico notevole è il secolo XIX, nonostante la sua crescita subisca un tracollo a causa di un evento tanto dannoso quanto drammatico: l’incendio del 1835 che segna un momento di grave instabilità. Per riprendere poi a crescere grazie a una nuova ondata migratoria da parte degli irlandesi (1845-1849), causata da una carestia che vede l’Irlanda vittima di un enorme malessere economico e sociale.

Tra il 1861 e il 1865 la guerra di secessione americana ha un impatto rovinoso sulla popolazione che, vittima di scontri, nel 1863 assiste a una serie di disordini anche di ampia entità. Grazie a un nuovo flusso migratorio New York viene dichiarata la “porta” degli Stati Uniti, occupando un ruolo riconosciuto ufficialmente anche dalla Francia che dona alla città la Statua della libertà.

Sul finire dell’Ottocento, tramite l’accorpamento di Manhattan con alcune aree esterne: Bronx, Queens, Staten Island e Brooklyn la città assume un assetto simile a quello odierno.

Mulberry Street Little Italy -Piccola Italia - 1900
Mulberry Street Little Italy – Piccola Italia – 1900

Nonostante la crescita economica non segua di pari passi quella sociale, in quanto fenomeni di criminalità urbana, dovuti a difficili condizioni di disagio sociale fanno della città una metropoli abitata dalla violenza. Anche per un nuovo tipo di migrazione che porta molti abitanti provenienti dagli stati del sud, dove il razzismo è ancora diffuso, a trasferirsi a New York.

Fino a quando, intorno al 1929 con il crollo di Wall Street, cui segue la Grande Depressione, la città diventa vulnerabile ed inevitabilmente la sua crescita si arresta.

Durante la Seconda guerra mondiale la città occupa il ruolo di “capitale del mondo”, anche perché è sede della borsa valori e delle maggiori organizzazioni internazionali. A inizio anni Sessanta, la metropoli vede un suo momento di declino, così come altre città americane, a causa anche di rivolte a sfondo razziale organizzate da alcuni gruppi etnici (le Pantere nere, per esempio). Per arrivare agli anni Settanta, durante i quali aumenta il degrado e la qualità della vita è in discesa, con la città vittima della criminalità e delle gang di strada.

“Sembra che la necessità di trasparenza in politica, in economia e in finanza si sia estesa al campo architettonico…” – Rich Bell

Metropoli fra le più fotografate al mondo, anche per il suo inconfondibile skyline, New York è città dai mille volti capace di trasformarsi ad ogni angolo di strada.

I luoghi da visitare, numerosi, si declinano spesso in realtà attraenti che guidano il visitatore nell’esplorazione del suo centro come dei sobborghi. Alcuni, più significativi di altri, danno la misura del forte richiamo di cui gode la città dalla pianta a scacchiera. Per ovvie ragioni di spazio, vengono qui citati i luoghi simbolo, che insieme a poli museali e a vari spazi culturali contrassegnano la Big Apple.

Fra i grattacieli storici figurano il Chrysler-Building, l’Empire State Building e il Woolworth Building. Esempi di Art Deco realizzati intorno al 1930 trovano posto accanto ad altri edifici dalle strutture innovative, soprattutto per i materiali con cui sono stati edificati negli anni Duemila, ma dal minore significato simbolico.

Old Word Trade Center, luogo simbolo a memoria di ciò che è stato e che non dovrebbe mai accadere, è oggi il grattacielo più alto di New York. Nonostante gli attentati dell’11 settembre 2001 siano una ferita ancora aperta nel cuore della città, lo spazio dedicato al ricordo di quel tragico giorno, Ground Zero, è un richiamo significativo che incita ad andare oltre.

New York, infatti, non è città che ama vivere nel passato così proiettata come è nel futuro. Quindi, visita questa da non trascurare, anche per rendere omaggio alla memoria di coloro che hanno sacrificato la propria vita per salvare quelle altrui.

Altri luoghi iconici di New York, città che ha saputo coniugare la modernità con la storia, sono Times Square al centro di Manhattan. Cuore pulsante della città deve il suo nome alla sede del ‘New York Times’, qui dal 1904.

Il ponte di Brooklyn, straordinaria opera ingegneristica è stato costruito in stile neogotico nel 1873. Icona cittadina, si offre al visitatore con un affaccio dallo scenario unico: se fotografato al tramonto conferisce alla metropoli un’atmosfera altamente suggestiva. Si racconta sia stato fonte di ispirazione per scrittori e poeti, fra questi figura Walt Withman.

“La sua crescita di ferro… che si innalza splendidamente contro il cielo limpido” – Walt Withman

In questa carrellata di luoghi paradigmatici non poteva mancare la Statua della Libertà, simbolo per definizione.

Fra i musei dedicati al settore scientifico e tecnico il Brookyn Museum occupa un posto di rilievo; fondato nei primi anni del XX secolo è uno dei più eclettici degli Stati Uniti. Una delle sue maggiori attrattive è la raccolta di arte dei nativi americani.

Mentre l’Intrepid Sea-Air-Space Museum è una realtà museale ospitata su di una portaerei ormeggiata nella baia di Manhattan.

Tappa obbligata, anche se breve, è un excursus all’American Museum of Natural History. Apprezzato come uno dei più grandi e significativi al mondo in materia di storia naturale, copre la storia dell’umanità dai suoi inizi fino alle scoperte spaziali. Sono circa 30milioni i reperti qui conservati, fra cui scheletri di dinosauri, e perfino uno zaffiro di alta caratura dal nome rappresentativo di ‘star of india’.

Anche Ellis Island è luogo simbolo. Diventato Ellis Island Immigration Museum è una realtà museale a memoria del fenomeno dell’immigrazione.

Numerosi sono inoltre gli esempi di architettura e di design che trovano spazio in New York.

Metropolitan Museum of art (MET)
Metropolitan Museum of art (MET)

Ad accogliere espressioni artistiche importanti sono poli museali quali il celebre Metropolitan Museum of art (MET), considerato il più grande museo di arte contemporanea al mondo. Di uguale spessore artistico è il MoMA, Museum of Modern Art (MoMA), che non ha bisogno di presentazioni. Dedicato all’arte moderna e contemporanea ospita mostre ed eventi considerevoli.

Il Guggenheim, galleria d’arte dall’indiscussa fama, offre al visitatore che si prepara a visitarlo per la prima volta, l’impressione di conoscerlo da sempre; in quanto realtà rinomata per la sua singolare forma simile al guscio di una lumaca. Inaugurato nel 1959 ospita capolavori di pittura e scultura contemporanea di artisti eccellenti: Picasso, Kandinskij e Paul Klee sono alcuni di questi.

Frick collection è il più europeo dei musei newyorchesi; custodisce dipinti di Vermeer e Rembrandt, oltre che una rara collezione di smalti di Limoges e mobili in stile Luigi XV.

Fra gli edifici religiosi presenti in città, da un punto di vista anche architettonico, oltre che per le diverse confessioni, alcuni figurano di grande interesse.  I più celebri, tutti in stile neogotico, sono San Patrick, Saint John the Divine e Trinity Church. San Patrick, sita in Fifth Avenue testimonia la presenza della popolazione irlandese in città. Saint John the Divine e Trinity Church sono cattedrali di confessione episcopale edificate secondo il modello delle cattedrali gotiche francesi. Trinity Church ricostruita a metà Ottocento su un insediamento religioso già preesistente, secondo forme neogotiche, è custode di un campanile che un tempo era il più alto della città. Il numero delle chiese minori presenti in New York è di circa una decina. Si ricordano Saint Paul’s Chapel, a testimoniare l’epoca coloniale. Uno dei migliori esempi di architettura sacra neogotica fuori dai circuiti turistici già conosciuti è la Grace Church. Mentre Saint George’s Episcopal Church, in stile neoromanico, rimane un edificio sacro di straordinaria importanza per la diffusione del gospel nella liturgia delle comunità afroamericane.

Che dire infine di Downtown? Spazio rappresentativo della vita newyorchese. Anche se sarebbe più corretto dire che è uno stile di vita piuttosto che un luogo geografico. Microcosmo multiculturale comprende i quartieri di Soho, Greenwich Village, Lower East Side, Chinatown; da sempre partecipi del paesaggio urbano, aree che hanno subito una notevole trasformazione intorno alla fine degli anni Novanta. Prima di allora erano abitati da realtà malfamate, prostituzione e spaccio di droghe in primis, per conoscere poi un cambiamento radicale verso una rinascita che va sotto il nome di Downtown.

“Perché tra le arti contemporanee, oltre alla moda e al design, va annoverata anche la cucina…” – Graydon Carter, comproprietario del ristorante Waverly Inn & Garden

Un luogo, diventato spazio destinato al relax è quello che un tempo era la High Line, linea ferroviaria costruita intorno agli anni Trenta. Oggi è un’area dismessa riconvertita in aiuole, zone di sosta con sentieri e panchine, e perciò uno dei luoghi più amati e frequentati dai newyorchesi, dalla duplice funzione di parco-passeggiata.

“Per avere una città vivibile, il sindaco si è impegnato a realizzare aree verdi e pedonali…” – Rich Bell

Città dal clima continentale caratterizzato da inverni lunghi e freddi, spesso attraversata da venti e tempeste di neve a causa della corrente del Labrador, le estati di New York sono convenzionalmente calde e umide, da trascorrere presso parchi ed aree verdi. Perché nonostante la sua fama legata all’immagine di giungla urbana, New York possiede una gran quantità di spazi all’insegna della natura. Come non citare il celebre Central Park, considerato il più famoso parco pubblico cittadino e area più visitata della città. Spesso prestato a location di film o ad ambientazioni di serie televisive, di Central Park fanno parte numerose attrazioni, fra cui uno zoo, un anfiteatro, laghetti artificiali e campi da baseball, oltre che percorsi pedonali e piste ciclabili. Nato a metà Ottocento in seguito alla sfida di un giornalista, che per stare al passo coi tempi avrebbe voluto la sua città dotata di un parco simile all’Hyde Park di Londra o al Bois de Boulogne di Parigi. Suggerimento accolto con entusiasmo dalla borghesia dell’epoca, che si è prestata affinché fosse realizzato uno dei parchi più popolari del pianeta. Ed è proprio Central Park a essere custode di tributi riservati a italiani illustri. Al patriota italiano Giuseppe Mazzini, per esempio, cui è stato dedicato un busto con un’iscrizione del suo motto: Pensiero ed azione. Anche Giuseppe Garibaldi, che in città si è rifugiato per un periodo di quattro anni, è ricordato in Washington Square, un parco che ha la funzione di campus della New York University. A ricordarlo è una casetta in legno con annesso giardino e porticato, dove ha vissuto con Antonio Meucci e dove sono custoditi alcuni suoi oggetti. Inoltre, Giuseppe Verdi, altro celebre italiano, a lui è stato riservato una piazza che porta il suo nome: la Verdi Square, collocata tra la West 72nd e la Broadway.

Bryant park - Photo by Viator
Bryant park – Photo by Viator

Bryant park è un parco di minor estensione rispetto a Central Park, ed ha la funzione di giardino dedicato alla lettura della New York Public Library. Battery park è anch’esso uno spazio verde da cui partono i traghetti destinati a raggiungere la Statua della Libertà. Pelham by Park, situato in Staten Island, è un insieme di zone verdi e strutture ed è maggiormente esteso rispetto a Central Park, anche se meno conosciuto.

“Ed è così che ci sono più piste ciclabili e green building, cioè quegli edifici a bassi consumi energetici…” – Rich Bell

A New York non manca la presenza di spiagge dove praticare la balneazione: affermazione ovvia trattandosi di una città affacciata sull’oceano. La più agevole da raggiungere è Coney Island. Che si estende per cinque chilometri disseminati di locali di intrattenimento, oltre che di una catena di ristoranti dove consumare hot dog; protagonista ogni anno, in nome di questa specialità, di una sfida fra i maggiori consumatori di hot dog, appunto. Dotata di un attraente luna park la spiaggia si è prestata a essere location di numerosi film. Brighton Beach, prossima a Coney Island è una spiaggia più tranquilla e intima, meno affollata è definita anche little Odessa, per la presenza di una comunità russa. Orchard Beach è la spiaggia adeguata ad accogliere gruppi familiari con prole, grazie alla sua baia protetta dai moti impetuosi del mare. Definita anche la “riviera del Bronx”, in quanto prossima al distretto del Bronx. Rockway Beach è fra le spiagge più estese: è lunga, infatti, 10 km. Situata a sud di Long Island, è frequentata da giovani appassionati di sport.

Sandy hook, che si estende per 11 chilometri di costa è una spiaggia raggiungibile da New York City in un’ora di viaggio. Anche qui non mancano locali di ristorazione e negozi d’ogni genere, insieme a percorsi pedonali e piste ciclabili.

Meritevoli di attenzione per l’incantevole paesaggio sono gli Hamptons. Zona in cui i vip e benestanti hanno stabilito la loro residenza di vacanza. Luoghi questi, tutti, che si sono prestati a location di film memorabili.

Non ci si può esimere, quindi, dal menzionare lo stretto legame fra New York e il mondo del cinema, la cui presenza di attori e registi, originari della città, è un valore aggiunto. Woody Allen, per esempio, che con la sua costante presenza, ha contribuito a fare di Manhattan un’icona. Non soltanto perché ne è sempre stato un affezionato residente, ma perché alcune sue pellicole sono state girate proprio a Manhattan. Martin Scorsese, altro celebre nome di regista newyorchese, cresciuto nel Queens, con la sua inseparabile macchina da presa ha ritratto i molteplici volti della Big Apple. Il regista Stanley Kubrick, originario del Bronx, ha raccontato la sua città con pellicole dal sapore intramontabile. Tra i film cult non si può non citare Colazione da Tiffany, interpretato dalla stupenda Audrey Hepburn e da George Peppard. Lei, attrice da sempre amata e apprezzata dal pubblico, recita nel ruolo della giovane e svampita Holly Golightly, mentre lui in quello del giovane scrittore squattrinato Paul Varjak. Apparentemente scanzonato e dai toni ironici, seppur con un sottofondo malinconico, il film è tratto dal romanzo di Truman Capote e girato dal regista Blake Edwards nel 1961. Grazie alla loro interpretazione, i protagonisti offrono allo spettatore l’immagine della realtà newyorchese degli anni Sessanta, che fa di Colazione da Tiffany un film senza tempo. Anche Truman Capote adorava New York, ed aveva ambientato il suo romanzo, in parte, nella famosa gioielleria della Fifth Avenue, citandola addirittura nella narrazione del suo libro.

“Non è semplicemente fantastico? Non ti può accadere niente di brutto in un posto così…” – Audrey Hepburn in Colazione da Tiffany

Dal cinema alla letteratura il passo è breve. Sono molti i letterati che hanno trovato ispirazione in New York e nei suoi quartieri. Esempio letterario è lo scrittore francese George Simenon, che ha fatto di New York un luogo del cuore, la cui presenza nella Big Apple è confermata da un suo romanzo di ambientazione americana. Per la precisione è Manhattan lo scenario in cui si sono svolte le avventure di Maigret a New York del 1946. Romanzo insolito per adattamento scenico, è stato concepito durante un soggiorno di Simenon in New York in cui descrive la città come una metropoli dai contrasti umani e sociali forti. Incluse vivide descrizioni dei docks, delle strade desolate e di quartieri popolari abitati da immigrati italiani. Raccontando di una città dalle molteplici sfaccettature, la cui ambientazione ha un peso maggiore rispetto alla trama, in contrapposizione agli adattamenti scenici francesi dove l’autore ha dato prova di essere uno scrittore a tutto tondo.

Ad oggi, i rappresentanti del mondo letterario newyorchese sono numerosi. Anche in questo caso, nonostante i nomi che contribuiscono a fare di New York una città dal volto culturale importante siano molti, ancora per ovvietà di spazio citarli tutti è praticamente impossibile. Quindi, in rappresentanza del mondo letterario newyorchese a parlare è Jay McInerney, allievo di Raymond Carver, ed esponente della corrente minimalista. Originario del Connecticut ma newyorchese d’adozione, residente nel Greenwich Village, di lui si ricorda il romanzo Le mille luci di New York del 1984. La città descritta nei suoi romanzi è quella dell’alta società con personaggi glamour. Gente che vive seguendo ritmi imposti dalla moda del momento, con l’universo di Wall Street con operatori di borsa e banchieri quale quinta scenica.

Candace Bushnell, altro nome eccellente della New York letteraria, autrice di “Sex and the city” fortunate serie tv del 1996, si muove tra la vita mondana newyorchese.

“Chelsea è uno dei quartieri che preferisco… Non sono nato qui, ma ho avuto il buon senso di trasferirmici e ora mi sento un vero newyorchese” – Jay McInerney, scrittore

A proposito di luoghi dove si fa musica, non è argomento di facile trattazione, soprattutto per l’ampiezza di spazio che tale materia meriterebbe. Solo un cenno ad alcuni luoghi, diventati iconici, dove la musica è stata, ed è ancora protagonista. Percorrendo epoche e stili musicali diversi, al fine di dare un assaggio di una realtà cittadina fortemente connotativa, ma che per mere esigenze grafiche non è possibile esplorare dettagliatamente.

L’Apollo Theater è il tempio della musica nera. Con il suo secolo di vita ha visto sfilare sul suo palcoscenico interno nomi eccellenti che qui hanno mosso i loro primi passi del swing.

Oltre a Ella Fitzgerald, universalmente riconosciuta come una stella musicale di prima grandezza,

anche l’orchestra del grande Duke Ellington si è esibita qui fin dai suoi esordi. Come pure Aretha Franklin, Stevie Wonder e James Brown, star del soul, swing e del rhythm & blues.

Il Carnegie Hall, famoso per essere il cuore della musica classica, non è solo custode di questo genere musicale. Situato sulla 7th Avenue, dalla fine dell’Ottocento a oggi ha ospitato le prime esibizioni di Igor Stravinskij e Richard Strauss. Senza dimenticare Gershwin e altri illustri protagonisti.

La 52^ strada è stata definita la “strada che non dorme mai” per la concentrazione di spazi musicali in costante attività, con la presenza di Charlie Parker e Dizzy Gillespie. Anche se alla fine degli anni Cinquanta hanno visto il loro trasferimento in spazi situati a Manhattan.

Dichiarato monumento nazionale nel 1976 il Dakota Building, palazzo appartenuto a John Lennon e Yoko Ono è considerato un edificio storico. Era l’8 dicembre 1980 quando l’ex-beatle veniva ucciso da uno squilibrato che si è dichiarato essere un suo fan, proprio sulla soglia del palazzo dove abitava.

New York City - viaggio
New York City – viaggio

Sarebbero molti altri i locali da citare atti ad ospitare a tutt’oggi generi musicali diversi, il rock fra questi, ma esigenze di spazio limitano la menzione dei luoghi dove poter fruire di musica, o fare musica a New York.

Evento di richiamo newyorchese è la Maratona. Nata 40 anni fa, è forse la corsa più famosa del mondo, anche perché organizzata in una delle location fra le più famose del mondo. Evento che vede i partecipanti riunirsi ai piedi del ponte di Verrazzano, e partire per la lunga camminata nel momento in cui una cannonata dà il via alla corsa.

Che dire infine a proposito del volto gastronomico della Big Apple? Aspetto questo che ospita l’arte culinaria in rappresentanza delle tradizioni culinarie di tutto il mondo, e che ha perciò un peso rilevante da un punto di vista economico e turistico. A proposito dei piatti tipici locali, da menzionare è soprattutto il consumo di pollo, preparato in molte delle sue varianti. Le ali di pollo in salsa piccante sono considerate una bontà culinaria di tutto rispetto. O ancora, gli hot dog, il classico panino farcito con salsiccia, è un pasto che rappresenta un vero e proprio pranzo.

Infine, un breve cenno al turismo, elemento trainante dell’economia americana, e newyorchese nello specifico. In quanto settore importante grazie all’ampio numero di turisti che visitano la città.

Che raggiungono un numero che si aggira intorno ai 55milioni tra nazionali e internazionali, secondo le stime degli ultimi anni. Le cui destinazioni principali rimangono l’Empire State Building, la Statua della Libertà, Ellis Island, i teatri di Broadway e i musei. O ancora, gli spazi verdi, Central Park in primis, il Rockefeller Center, Times Square, la Chinatown di Manhattan; anche per fare shopping lungo la Quinta Strada o la Madison Avenue o partecipare ad eventi come la parata di Halloween nel Greenwich Village, e a quella di San Patrizio. Oltre ad alcune attività stagionali, quale può essere il pattinaggio su ghiaccio a Central Park.

“New York è tanto imprevedibile che nessuno può. Dire con certezza cosa succederà fra tre o cinque anni” – Rick Bell

 

Written by Carolina Colombi

 

Info

Sito ristorante Waverly Inn & Garden

 

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