“La vigna di Francesco” opera del duo Delta N.A.: un nettare di… vino

Il duo artistico Delta N.A. nasce, ufficialmente, nel 2008, quando Neva Epoque e Alessandro Vignola uniscono le loro percorrenze accademiche di psicologi, che li hanno motivati ad intraprendere un viaggio approfondito addentro la conoscenza e la consapevolezza di sé, vivificando, poi, i loro orizzonti esperienziali, in espressioni artistiche che potessero rispecchiare un dualistico “unisono”.

Delta N.A. in studio - La vigna di Francesco
Delta N.A. in studio – La vigna di Francesco

Nello stesso anno, dopo le prime esperienze espositive, tra Italia e America, accantonano i pennelli per sublimare la pittura attraversò le nude mani; “Espressionismo istintivo” è il nome attribuito a questo periodo, in cui le loro personalità elargiscono un dialogo che appare sotto forma di floreali spazi.

Il 2014 è, in realtà, l’anno che consacra una maturazione artistica che li rende paghi. La stagione “La vita nell’ombra” rappresenta un’acme, in tal senso: il viaggio compiuto nella sfera riflessiva, personale e universale, goccia, indi, sulle tele, messaggi visivi profondi e peculiari.

Questo momento riconferma la loro presenza in Italia e in America, per vederli affermare, in seguito, anche in India, Pakistan, Inghilterra, Messico, Giappone, Turchia e Spagna.

Per entrambi, l’amore è una coronide essenziale, che confonde la condizione fisica e la verità trascendentale, dimorando, alfine, le loro dissertazioni, su un utopico suolo reale. Questo valore li ha portati a sostenere numerose iniziative solidali…

Nel 2013 Carlo Cerrato e Riccardo Durando, con il sindaco Walter Fierini, danno vita e coordinano un progetto volto a “credere” nei semi inespressi di un suolo incolto, nei pressi della casa di riposo Degiani, a Portacomaro.

Il disegno “architettato” da Carlo Cerrato coinvolge la ricerca, la promozione e il recupero dei sottoprodotti della vinificazione, nell’ottica di un’economia circolare, volto a nuovi traguardi.

Quel desiderio, infisso, nel 2013, in quel “terragno silenzio”, affiancato da alacre impegno, ha “generato”, nel 2017, la prima bottiglia di un fruttato Grignolino d’Asti. Il vigneto è stato dedicato al Santo Padre, ricordando i legami dei parenti, risiedenti, in passato, a Bricco Marmorito.

I Delta NA celebrano questo pregevole raggiungimento, dedicandogli l’opera “La vigna di Francesco”, che è stata, quindi, realizzata come etichetta, che identifica una serie numerata e limita del pregiato prodotto.

“Prendi la vanga, è la tua matita./ Prendi i semi e le piante, sono i tuoi colori” – William Mason

La vigna di Francesco - Etichetta bottiglia - Delta N.A.
La vigna di Francesco – Etichetta bottiglia – Delta N.A.

Il duo astigiano compone la delicata e simbolica “transustanziazione” dei valori coinvolti in questo nobile episodio, nutrendone i germogli con la levità dell’anima, per sublimarli, infine, addentro l’immagine impalpabile di un vero e fruttuoso raccolto esistenziale.

L’alba carezza, ivi, il profilo del luogo caro, odoroso di morbidi manti erbosi e di familiarità.

Gli autori intervengono, indi, acquerellando lo sforzo di quella creazione, che lacrima emozionali nuclei energetici, arricchendoli, affinché si rivelino al ciglio come un’ascesi.

Un’importante, vinosa foglia accoglie la trama di una gestazione esistenziale: lì si liberano quei bronzei respiri di polvere, quegli aneliti di verde linfa e palpiti di cilestrini scorci di cielo.

L’apice scandisce la successione del tempo e del movimento, laddove essi sono alfabeto di un alternativo idioma conoscitivo.

Il velo cartaceo diventa grembo materno, in cui il liquido amniotico è costituito dall’essenza di entrambi i temperamenti, che esperiscono l’addivenire delle loro intuizioni, nella sincronicità di un diacronico rispetto esecutorio e umano.

 

Written by Maria Marchese

 

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