La casa dei Tarocchi #21: l’androgino che danza sul Mondo

Scrive Giordano Berti nella prefazione a “Vit(amor)te” che senza dubbio “nelle arti tutto si rinnova sistematicamente a partire da ciò che preesiste: nella musica, nella danza, nelle arti visive, nella letteratura. Tra gli esempi più mirabili di questo continuo rinnovarsi, il Gioco dei Tarocchi è assolutamente emblematico”, e rimescolando le carte comprendiamo il Gioco della Vita.

La casa dei tarocchi 21 - Il Mondo
La casa dei tarocchi 21 – Il Mondo

Da dove arrivano i 22 passaggi di questa danza immaginale?

Volendo datare un oggetto in una forma ben definita” scrive ancora Berti “si può dire con assoluta certezza che i Tarocchi nacquero nell’Italia del Nord nei primi decenni del Quattrocento. Erano un raffinato gioco di Corte, perché quelle immagini evocavano pensieri lontani dalla gente del popolo. Ben presto divennero un gioco d’azzardo e tuttavia i giuristi lo definivano in modo ambiguo dato che nel gioco dei Tarocchi si può vincere anche con pessime carte… come in guerra”.

L’androgino che danza sul Mondo

Il Mondo è la meta finale del nostro viaggio arcano, un punto di approdo che, contemporaneamente, ci porta al nuovo inizio. È il luogo nel quale trovano dimora i quattro lati del Tutto – casa dolce casa e altrove ideale si congiungono nell’arcano ventuno.

Il Mondo è laggiù, ancora miraggio nel futuro del Matto, ed è realizzazione di intenti oltre l’orizzonte, locanda sognata sulla via dell’Eremita, disegno, mappa, obiettivo, ma è anche l’adesso – hic et nunc – il momento giusto per sostare e riposare le gambe stremate dal troppo errare attraverso le carte. 

Il Mondo è il presente quando ci focalizziamo sul respiro.

Nel mio quaderno traccio il quaternio junghiano; lo faccio indicando un arcano per il Pensiero, uno per il Sentimento – funzioni razionali – uno per la mia Sensazione e, per finire, uno per l’Intuizione – funzioni irrazionali – poi osservo il disegno, il quadrante, la Rosa dei Venti, la bussola che mi guida nell’impresa dell’arrivare al centro della personalità. Potrei utilizzare tutte le icone contemporaneamente, dare al Mondo uno sguardo completo? Certamente io potrei creare un Mandala composto da ventidue facce, ma per meditare al meglio mi focalizzo su poche immagini. Al centro lascio una figura ancora da svelare. Girerò questo Trionfo alla fine della sessione di Mindfulness. Mi darà il colore della stesa, le linee guida, di qualunque carta si tratti.

Ho da poco terminato di condurre un corso nel quale mi sono decisa a collegare alcuni aspetti dei precedenti percorsi formativi. Ho creato l’avventura di Tipi Psicologici di Jung e Tarocchi, focalizzando le attività sulla relazione tra modalità poliedriche dell’essere noi stessi. Siamo, in effetti, creature che si individuano riconoscendosi in itinere e i variegati strumenti offerti da quell’essere vivo che è il Tàrot sono risorse quasi senza limite, sempre ricche di spunti.

Non è un cerchio perfetto e intonso, il Mondo, ma una mandorla che potrebbe trasformarsi in spirale, se dal nostro posto di ballerine/i afferriamo la mano dell’arcano numero zero: la nostra stabilità ci rende perno, siamo l’asse del Mondo, consapevoli di una certa transitoria permanenza. Non è forse qui che sta il bello? Nell’effimero che si apre all’eterno e viceversa? Manteniamo l’equilibrio come un Appeso ribaltato, ci bilanciamo – Yin e Yang – ma nessun porto è eterno e c’è sempre un’altra partenza da prenotare.

Ora che il Mondo è sbocciato, un buon modo per curarne il progresso è condividere i frutti del nostro operare alchemico. Per farlo, dovremo offrirci all’Altro, ricominciare il viaggio alzando però il tiro, partendo dal livello successivo.

Nel Mondo, l’uovo della Fede/Papessa ha lasciato emergere il nostro cuore pulcino, la filosofia che ci rappresenta, la bellezza dell’esistere come figli della Terra, e l’intuizione attenta a quel che ancora si cela nell’ombra. Siamo completi, finalmente, ma non possiamo fissarci al successo dell’impresa.

Il Mondo - Tarocchi di Marsiglia
Il Mondo – Tarocchi di Marsiglia

Quando io e Valentina Marra, collega Psicoterapeuta marchigiana, abbiamo scritto la fiaba alchemica che racconta la trasformazione di un Uovo Magico, avevamo in mente l’epopea arcana dell’oggetto covato dalla lama numero due. Nella mia introduzione scrivevo:

C’è mistero nell’uovo, c’è magia. Che cosa contiene non lo so: posso solo immaginare che il tuorlo del quale desidero adesso gustare il sapore sia tema per una favola che racconta di quella gallina capace di creare l’oro. L’uovo è un elemento archetipico davvero speciale perché in sé culla il maschile e il femminile, l’astro solare e la Luna. (…) Nell’uovo sonnecchia il germe della vita ma lo stesso guscio contiene l’ipotesi della morte – per fare una frittata, dice il Joker all’acerrimo nemico Batman, occorre rompere le uova. È inevitabile? Rompere le uova nel paniere non è nelle nostre intenzioni, ma il rischio di ogni avventura è lo scacco, indubbiamente. (…) Dell’uovo hanno narrato in tanti, mitologicamente e in forma fiabesca, perché – ammettiamolo – il nostro protagonista per forma, colore e perfezione si presta alla fantasia creativa. È il simbolo originario della vita, la fonte cosmica della stessa, è stato forgiato dagli dei primordiali, covato dalle più antiche Madri, ed è diventato l’inequivocabile rappresentante della Pasqua cristiana. Vaso dell’esistenza in abbozzo e del segreto in germinazione, il piccolo uovo è capace di portare sulle sue spalle (si fa per dire) il peso del Mondo (arcano numero XXI) e se c’è una che conosce il senso dell’impresa, questa è la Papessa dei Tarocchi, signora della cova (arcano numero II). La figura seduta sullo scranno in posa mistica d’attesa eterna conosce la giusta temperatura per far sì che dal progetto si giunga alla fase soda delle cose. Forse un uovo alla coque a certuni potrebbe bastare ma, se c’è in ballo la danza degli arcani, è preferibile seguire la via dei ventidue cartoncini colorati che sono arrivati a noi dal lontano Rinascimento e proseguire lungo la strada della cottura. (…) 

La prima volta che ho incontrato il dipinto La custode delle uova di Leonora Carrington non avevo ancora letto Alejandro Jodorowsky e non conoscevo il legame di amicizia che la pittrice, che è stata anche compagna di Max Ernst, ha allacciato con il genio poliedrico di origini cilene. È stata proprio la Carrington a iniziare Jodorowsky all’arte dei Tarocchi. La prima volta che lui la vide, la feconda artista votata al surrealismo sedeva sul trono, seminuda, pronunciando parole dal magico suono. Una sorta di enigmatica Papessa. L’uovo è un attore decisamente a suo agio tra le vesti della signora che abita la seconda carta. Il maestro mazziere per eccellenza ci ha raccontato il segreto della sacerdotessa che nasconde l’elemento in abbozzo, e così noi sappiamo ritrovarlo per esempio nel cinque di Coppe e in molti altri angoli del percorso delineato dalla storia viva dei Tarocchi. Sulla via dell’uovo prima o poi, se saremo attenti e partecipi del processo, arriveremo al Mondo.”

Dal vaso a forma di uovo al Mondo, nell’alambicco è prezioso mistero dell’oro – la figlia dei filosofi si chiama forse Mandala e possiede un certo senso del ritmo? Muove le anche, è maestra della danza del ventre.

Morivo dalla voglia di essere parte di ogni momento intenso, di ogni momento gioioso, di ogni momento vitale; morivo dalla voglia di essere la donna che piange o che ride, la donna che viene baciata con amore davanti a tutti; la donna a cui si dona un fiore da portare; la donna che viene aiutata a salire sull’autobus; la donna che si affaccia alla finestra, quella che si sposa; quella che partorisce. L’eroe di questo libro (il diario) potrebbe essere l’anima, un’odissea dal mondo interno al mondo esterno.” Anaïs Nin, a proposito del proprio percorso attraverso i Diari, nel primo volume intuisce la meta

Quel che fa brillare la nostra Psiche è l’unione redenta e cosciente tra l’anima e la sua controparte: maschile e femminile abbracciano l’Ombra che ha reso l’Io consapevole della propria esistenza. Il dialogo interiore si riflette nel miglioramento dei rapporti esterni. Ho detto miglioramento, non perfezione – d’altronde il Tao mostra un puntino bianco nel suo petalo nero e viceversa. Il Mondo sul quale balla l’androgino alchemico redento è erotico e spirituale, è aperto all’errore.

Lo studioso di miti e religioni David Leroy Miller, nelle sue Riflessioni sulla rappresentazione cristiana della Vergine e della Luna, a proposito della congiunzione differenziata tra femminile e maschile, Acqua e Fuoco, Luna e Sole, considera tutte le alchemiche coppie di opposti come “figure dell’immagine di un dramma divino, di una danza circolare che ha le dimensioni dell’erotico, dell’incestuoso, del carnale e del mitico. Sole e Luna (Cristo e Maria) sono due aspetti del Sè, due facce di un archetipo. Non possono nemmeno integrarsi l’uno nell’altro. Entrambi danzano e amano“. Nell’androgino dalle femminee fattezze del ventunesimo arcano, troviamo una integrazione che ha dell’inadeguato.

“Com’è possibile pensare che uno dei due poli di questa complessità possa mantenersi casto? La loro penetrazione reciproca è lasciva e contaminante. La Luna di Maria non è affatto inferiore al Sole di Cristo (il Fuoco non è per nulla migliore dell’Acqua). Perciò il fatto che le si chieda di ‘rifletterlo’ non è importante; ella infatti lo genera non appena ne venga illuminata. Non si tratta di imitatio in nessuna delle due direzioni. Si tratta invece di continuare a rimanere nella danza circolare.”

Il Mondo - Tarocchi di Valeria Bianchi Mian
Il Mondo – Tarocchi di Valeria Bianchi Mian

Le due facce dell’archetipo con le rispettive mancanze si avvicinano e discostano a passo di danza, disegnando il percorso relazionale di cambiamento ed evoluzione con i rispettivi, individuali, fili di senso. Il tessuto che se ne ricava è un discorso complesso, che mi ricorda, se lo associo alle relazioni umane in rapporto alla carta del Mondo, quel “vivere in forme aperte e alleatedi cui parla Nadia Fusini, una “fratellanza inquieta”.

Ne abbiamo tanto bisogno in questo periodo storico. “Ci incontreremo senza appartenerci, ci avvicineremo senza strangolarci in legami troppo stretti; accetteremo l’uno dall’altro l’ombra di sconosciuto che ci avvolge. Staremo nell’estraneità reciproca ammirando che l’altro possa fare cose diverse da noi, dire cose che non capiamo, e tuttavia ci appartengono”.

Uomo e donna vitruviani si aprono dalla Ruota al Mondo, entrano connessi nella mandorla e danzano unendo i punti chakra, si intrecciano in coscienza fertile dentro la nostra Psiche, ramificano e proliferano idee, significati, per poi riprendere il giro del Matto.

Ho disegnato una Persefone libera da inferni e madri nella mia carta del Mondo. Una-in-se-stessa, rosso androgino femmina, rinata.

 

Written by Valeria Bianchi Mian

 

Bibliografia

Valeria Bianchi Mian, Valentina Marra, L’Uovo Magico

Alejandro Jodorowsky, La via dei Tarocchi

James Hillman, Saggi sul Puer, Raffaello Cortina Editore

Claudio Widmann, Gli arcani della vita

 

Info

Rubrica La casa dei Tarocchi

 

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