“Storie meridiane” di Lauretta Colonnelli: miti, leggende, e favole per raccontare l’arte

“Ma nei sentieri non si torna indietro
Altre ali fuggiranno
Dalle paglie alle cova,
perché lungo il perire dei tempi
l’alba è nuova, è nuova” – Rocco Scotellaro

Storie meridiane di Lauretta Colonnelli
Storie meridiane di Lauretta Colonnelli

Tre le pagine del tempo esiste un’eco. I nomi, i luoghi, i versi sono tutti veicoli di trasmissione di vita.

La vita si ripete, si trasforma e riparte. Non si può tornare indietro, una volta che una vita è finita ma essa vibra e sboccia in altra maniera e in altri luoghi.

Così è ma, a volte, se ne può perdere traccia e quella che è la prova, la corda che è necessario toccare per far partire il riverbero dell’aria che genera la nota, bisogna andare in luoghi non noti, impervi o partire per un’avventura che porta dietro alle porte di palazzi di cittadine ignare.

“Storie meridiane. Miti, leggende, e favole per raccontare l’arte” è edito per Marsilio nel 2021 e scritto da Lauretta Colonnelli.

Lauretta Colonnelli è nata a Pitigliano (Grosseto). Vive tra Roma e la Toscana ed è laureata in Filosofia, ha insegnato Storia del teatro alla Sapienza di Roma e ha lavorato come programmista-regista a Rai Radio 2. Giornalista dal 1979, prima alle pagine culturali dell’«Europeo», poi al «Corriere della Sera».

La Colonnelli è scrittrice di saggi sull’arte: “Gli irripetibili anni ’60 a Roma” (Milano 2011); “Conosci Roma?” (Firenze 2013); “Conosci Roma? Volume secondo” (Firenze 2014); “La tavola di Dio” (Firenze 2015) sui dipinti dell’Ultima Cena; “Cinquanta quadri. I dipinti che tutti conoscono. Davvero?” (Firenze 2016); “Le muse nascoste” (Firenze 2020).

Storie meridiane” è un volume illustrato e tra le sue pagine è insito il tema del viaggio, tra i ciottoli e i vicoli ma anche tra le spire di anime che si sono toccate e hanno generato musica, arte, cultura e magia. No, in realtà, “Storie Meridiane” è un castello di favole in forma di racconti brevi. Non le favole che raccontate dalla Disney, sono le favole della nostra vita.

Millenni or sono, un uomo o una donna o, forse un dio, ha iniziato a cantare su di una melodia e, da allora, ognuno che riuscisse a sentirla ha iniziato a produrre storie che potessero ispirare gli altri a fare lo stesso nella maniera che gli fosse più congeniale.

Siamo in Italia, con le “Storie meridiane” di Laura Colonnelli, lì dove una volta prosperava la Magna Grecia e tutti conoscono i luoghi d’arte e le mete più conosciute ma cosa possiamo dire di quei luoghi che sembrano anonimi sulle guide turistiche?

Lauretta Colonnelli
Lauretta Colonnelli

Così si parte. La prima missione consiste nel non seguire le guide.

La seconda missione è più difficile: riempirsi gli occhi di meraviglia e le orecchie di musica.

Qualcuno, quando Pompei venne scoperta e i lavori iniziarono, dimenticò di parlare delle gonne fruscianti e delle caviglie operose che portavano sui loro capi e sulle loro spalle le ceste con la terra di risulta dello scavo ma qualcun altro ritrovò queste donne tra le pagine mai lette di resoconti mai ufficiali.

Vorreste sapere i nomi, vero? Non è certo chi scrive che deve raccontarvi questa favola, lo è il libro della Colonnelli ma chi scrive può dire che il risultato di questa omissione/scoperta è davanti agli occhi di tutti sulle tele di Edouard de Sain (Scavi di Pompei) e di Filippo Palizzi (Gli scavi di Pompei).

Non è una favola su come le donne vengono sempre dimenticate ma è una favola di come esse si siano erte bellissime, nuove Afrodite, di fronte alle mura di una storia suo malgrado sepolta tra lapilli, cenere e parole. Se qualcuno non avesse parlato delle donne nello scavo, nessuno le avrebbe mai immortalate.

C’era la volta la storia di un blu, così intenso e profondo che nessuno per anni riuscì mai a imitare.

Quale era il suo segreto? La formula era stata svelata ma non il modo in cui essa veniva messa in pratica. Questo mise in moto un procedimento di mani operose che si dedicarono a trovare la giusta formula e vennero create altrettante meraviglie, non uguali, ma di blu imperfetti che rendono speciale i giorni e le notti nei dipinti oltre che più brillanti i gioielli.

Paesaggio con la caduta di Icaro - Pieter Bruegel Il Vecchio
Paesaggio con la caduta di Icaro – Pieter Bruegel Il Vecchio

Pieter Bruegel vide il mito di Icaro nella sua forma più vera. Perché ci sono così tanti modi di leggera la storia dell’uomo che volle avvicinarsi al sole con le sue sole ali di cera addosso. La verità di Bruegel è lì, dal 1558, nel “Paesaggio con la caduta di Icaro”, dovete solo vederla e scoprirete che non è lì dove pensate che sia e non è nemmeno facile da capire.

Altrimenti dove starebbe la meraviglia?

Queste sono le favole e i miti che “Storie meridiane” racconta. Alcune sono miti antichi, altri si leggono nei miti di un’Italia sulle onde della guerra. Tutte le sue guerre, da quelle di indipendenza a quelle mondiali.

Se gli uomini sono spettatori del creato, noi celesti siamo spettatori dell’arte. L’arte, signori angeli, è il miracolo degli uomini, è la cosa che hanno creato gli uomini, è la cosa più bella, più eccelsa, è la loro cosa divina, nella quale, e solo in essa, gli uomini sono come me: sono creatori.” – Gio Ponti in “Amare l’architettura”

Anche questa è una storia da scoprire e che troverete tra le pagine scritte dal Lauretta Colonnelli. È una parabola per augurarvi di trovare l’arte e farla vostra tra le pagine di un magico sud.

 

Written by Altea Gardini

 

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