“Con gli occhi chiusi” di Federigo Tozzi: la condizione dell’uomo moderno

Nel primo dopoguerra l’arduo compito di rifondare il romanzo spetta a Federigo Tozzi. La sua poetica si propone di valorizzare un “qualsiasi misterioso atto nostro” innescando dunque un processo di svuotamento della trama tradizionale.

Con gli occhi chiusi di Federigo Tozzi
Con gli occhi chiusi di Federigo Tozzi

Diventa ora prioritario focalizzarsi non tanto su una narrativa fattuale, incentrata sull’azione, bensì occorre cogliere l’atto anche più banale che però racchiude l’oscillazione degli stati psicologici del soggetto. Questa posizione prende le mosse dal concetto di variabilità continua degli stati di coscienza il cui flusso Tozzi tenta di trasporre sulla pagina.

Sono ravvisabili delle similarità con il romanzo del flusso di coscienza da cui si distanzia però per il tentativo di preservare un’apparente intelaiatura tradizionale intrisa di aderenza realistica. Il punto di vista narrativo non coincide mai con quello del narratore esterno ma coincide sempre con la prospettiva distorta e allucinata dei personaggi. Ne consegue una tensione grottesca e deformante.

Quello che si prospetta a Tozzi, insomma, è un mondo misterioso che pertanto richiede di essere rappresentato come tale mediante una scrittura sussultoria e paratattica in grado di cogliere il flusso di pensiero e di stati d’animo dei personaggi. Occorre precisare che anche se la materia narrativa risulta la medesima dei romanzi veristi, nella sostanza si tratta di una poetica agli antipodi: se per il Naturalismo la realtà è sempre spiegabile oggettivamente mediante nessi casuali deterministici, qui la formula causa-effetto perde la sua validità. Inoltre la visione di Tozzi non può definirsi oggettiva e impersonale ma, al contrario, soggettiva e deformante tesa a registrare e non a spiegare la psiche.

Romanzo indicativo di questo disorientamento a cui viene sottoposto il lettore è Con gli occhi chiusi in cui le svolte dell’azione non sono messe in luce ma riferite incidentalmente.

L’attenzione infatti si volge su particolari apparentemente inutili e che la narrativa ottocentesca, nella sua disposizione gerarchica dei fatti, non avrebbe annoverato. Il romanzo narra la storia dell’amore adolescenziale del protagonista per una giovane contadina che finendo per rimanere incinta di un altro uomo, cercherà comunque di attribuire a lui il figlio.

«… erasi stabilita un’amicizia forte e passionale, ed io ricordo che provavo quasi un’ebrezza quando, vincendo la mia ritrosia ingenua, riuscivo a farmi dare del tu. Ricordo anche che sono stato quasi un mese intero senza frequentare la mia scuola perché la mattina ella mi aspettava nel fondo del campo ed andavamo a braccetto lungo il torrente che serve da confine al campo. Le davo anche dei baci senza che me ne rendesse.»

«… Vi sono dolcezze che fanno male quanto il dolore.»

Il titolo esemplifica l’atteggiamento di Pietro, il protagonista. Egli infatti nei soventi momenti di sconforto giace inerme, la valenza simbolica è dunque evidente. Pietro rivela una sostanziale incapacità a riconoscere la realtà e la donna che ama per quello che sono, denunciando una condizione che accomuna tutti coloro che sono portati, perché indotti dalla stessa società in cui vivono, a vedere le persone secondo un’ottica e una visione del tutto distopica.

Federigo Tozzi
Federigo Tozzi

«… Vi sono esseri che non chiedono nulla a nessuno e rinunziano a tutto; e, non essendo rispettati come gli altri, pare che di loro se ne possa fare quel che si vuole.»

La sua storia abbraccia un periodo abbastanza ampio che va dai tredici ai ventuno anni circa. Apparentemente ci sono tutti i crismi per parlare di romanzo di formazione ma Con gli occhi chiusi non lo è.

Pietro infatti non cresce e non si forma vanificando ogni tentativo di chiarire a se stesso il significato di ciò che gli accade sancendo una perenne ed ineluttabile difficoltà di un processo di maturazione individuale: l’inettitudine.

Quante volte capita ad ognuno di noi di valutare erroneamente persone e situazioni, prima che emerga la loro vera identità.

Con gli occhi chiusi non è dunque un romanzo antico e ancorato a vecchi valori ormai vetusti: allude ad una società ancora oggi presente, la cui essenza si rivela sovente difficile da svelare.

«… Vorrei parlare di questi indefinibili turbamenti del marzo, a cui è unita quasi sempre una sottile voluttà, un desiderio di qualche bellezza.» 

 

 Written by Manuela Muscetta

 

Bibliografia

Federigo Tozzi, Con gli occhi chiusi, Mondadori

 

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