Contest letterario gratuito di poesia “Pensieri”

“[…] Miro il cielo e il volo si fa alto:/ la tua Arte/ in una cornice fuori dal tempo/ folgorata da straordinaria bellezza/ vola!/ Anime fuse/ in un connubio di emozioni/ sentimento/ potenza dell’essere:/ Poesia./ E mentre ti respiro/ grondano copiose/ le disobbedienti lacrime– Teresa Stringa

Contest di poesia Pensieri
Contest di poesia Pensieri

Regolamento:

1.Il Contest letterario gratuito di poesia Pensieri è promosso da Oubliette Magazine, dall’autrice Teresa Stringa e dalla casa editrice Tomarchio Editore. La partecipazione al contest letterario è riservata ai maggiori di 16 anni.

La partecipazione al Contest è gratuita.

Tema libero.

 

2. Articolato in una sezione:

A. Poesia (limite 100 versi)

 

3. Per la sezione A si partecipa inserendo la propria poesia sotto forma di commento sotto questo stesso bando indicando nome, cognome, dichiarazione di accettazione del regolamento. Si può partecipare con poesie edite ed inedite.

Le opere senza nome, cognome, e dichiarazione di accettazione del regolamento NON saranno pubblicate perché squalificate. Inoltre NON si partecipa via e-mail ma nel modo sopra indicato.

Importante: cliccare su Non sono un robot, è un sistema Captcha che ci protegge dallo spam. Per convalidare la partecipazione bisogna cliccare sulla casella.

Ogni concorrente può partecipare con una sola opera.

 

4. Premio:

N° 1 copia del libro “Pensieri” di Teresa Stringa, edito nel 2021 dalla casa editrice Tomarchio Editore.

Saranno premiati i primi tre classificati della sezione A.

 

5. La scadenza per l’invio delle opere, come commento sotto questo stesso bando, è fissata per il 12 novembre 2021 a mezzanotte.

 

6. Il giudizio della giuria è insindacabile ed inappellabile. La giuria è composta da:

Pensieri di Teresa Stringa
Pensieri di Teresa Stringa

Teresa Stringa (Poetessa)

Carolina Colombi (Scrittrice e Collaboratrice Oubliette)

Rosario Tomarchio (Poeta ed Editore)

Giovanna Fracassi (Poetessa e scrittrice)

Stefano Pioli (Studioso e Collaboratore Oubliette)

Filomena Gagliardi (Poetessa e Collaboratrice Oubliette)

Daniela De Tommasi (Scrittrice)

 

7. Il contest non si assume alcuna responsabilità su eventuali plagi, dati non veritieri, violazione della privacy.

 

8. Si esortano i concorrenti per un invio sollecito senza attendere gli ultimi giorni utili, onde facilitare le operazioni di coordinamento. La collaborazione in tal senso sarà sentitamente apprezzata.

 

9. La segreteria è a disposizione per ogni informazione e delucidazione per e-mail: oubliettemagazine@hotmail.it indicando nell’oggetto “Info Contest” (NON si partecipa via e-mail ma direttamente sotto il bando), in alternativa all’email si può comunicare attraverso la pagina fan di Facebook:

https://www.facebook.com/OublietteMagazin

 

10. È possibile seguire l’andamento del Contest ricevendo via e-mail tutte le notifiche con le nuove partecipanti al Contest Letterario; troverete nella sezione dei commenti la possibilità di farlo facilmente mettendo la spunta in “Avvertimi via e-mail in caso di risposte al mio commento”.

 

11. La partecipazione al Contest implica l’accettazione incondizionata del presente regolamento e l’autorizzazione al trattamento dei dati personali ai soli fini istituzionali (legge 675/1996 e D.L. 196/2003). Il mancato rispetto delle norme sopra descritte comporta l’esclusione dal concorso.

 

Buona partecipazione!

 

47 pensieri su “Contest letterario gratuito di poesia “Pensieri”

  1. Accetto il regolamento

    Titolo: Odore D’Autunno

    Anche le foglie
    Cadute vivon per
    Donar colore

    Alle strade di
    Spezie tra i camini
    Oggi accesi

    1. Accetto il regolamento

      Massimo Gallazzi: Per sempre canterò.

      Misericordia, o Padre,
      Ho tentato il successo,
      ho scalato la montagna troppo in fretta,
      come un ossesso.
      Lodo il Tuo nome,
      sebbene di confonda con il mio,
      E faccia confusione
      per galvanizzare solo il mio Io.
      Pietà di me , Signore,
      perché ora canto Te in silenzio,
      per il volere di un fato
      incapace di invertire la rotta.
      Arrivo fino al mi,
      buttando le scorie,
      Ricarico le batterie
      per una vana gloria di un tempo.
      È solo un momento, dicono,
      ma questi pensieri nella mia muta voce rimangono.
      Di rassegnazione mi copro,
      Ma posso urlare e sempre lo farò,
      Che a gran ore o in silenzio,
      io per sempre canterò.

  2. Non ci resta che la poesia
    per parlare di noi.
    In questa vita
    che ci mette davanti
    solo guerra e violenza,
    differenze e rivalità,
    ci salveranno l’amore,
    i versi dei poeti,
    il sorriso dei bambini.
    E gli abbracci di chi sa
    cos’è la solitudine.
    Non c’è che la poesia
    in noi.

    Daniela Giorgini – Accetto il regolamento

  3. Pensieri.
    I pensieri che ci avvolgono
    ci fanno diventare scatole di latta
    Prigionieri del dubbio
    Schiavi inconsapevoli della paura
    delle cose che cambiano
    Fissano il tempo in una clessidra
    frugando nei cassetti dell’anima
    battendo sul cuore
    Semplicemente soli
    Si accendono la sera
    Si spengono al mattino e corrono…
    Di giorno sui banchi
    sui fogli di carta
    tra lapis e calamai neri d’inchiostro
    Pronti per essere divorati da carta assorbente
    Fuggono via per diventare sogni
    con le ali di bronzo
    Cadono a terra senza più la forza per decollare
    Restano con te
    Soli
    Unici
    Memorabili
    Abbandonati all’ombra di un incontro.
    IVY Ivano Landriani (accetto il regolamento)

  4. Johanna Finocchiaro – Dichiaro di accettare il regolamento relativo al bando.
    E BASTA
    Si discuteva, ieri.
    Netta la linea. Occhio verde, brutto sorriso
    e sincero.

    Si discuteva, ieri.
    Quando succede che vivi.
    Nessun fardello ad ingobbire l’animo tuo.

    Rari quegl’attimi. Ossa d’argento, diademi d’avorio
    e belli.

    Troppo intensi loro da analizzare.
    Allora non lo fai.
    Ecco, succede,
    e vivi. Li vivi.
    Domande inutili a porsi, risposte tutte da perdere
    e volentieri.

    Prendersela comoda.
    O scomoda
    e poco importa.

    Indugiare negli attimi belli, parlarne coi denti sporchi e tra pochi, esigui pensieri
    e morti.
    Per fortuna, una volta tanto: silenzio.

    Quale abisso di quiete. Quale delizia di sete.

    Moto di lingue fuggite, felici.
    Parlare senza rete. Solo parlare
    e bene.
    Nelle vuote carezze, ciondolarsi.
    Immuni all’interiori torture, ingerenze
    e castighi. Smarrirsi.

    Dura un tempo, immemore, etereo e storpiato.

    E basta, perché è quanto basta

  5. Dalla mia prima silloge edita “Io non scrivo poesie, racconto parole” il componimento:
    “La notte dei lunghi pensieri”
    È una notte di quelle
    che sembrano racchiudere in sé
    l’insieme farcito del buio di tutte le notti.
    È una notte di quelle
    in cui andare vorrei
    in esilio da me stesso.
    Vorrei mandare in esilio
    la mia vita, i miei sensi,
    i miei pensieri, la mia ragione,
    per non esser più io
    e senza mente né anima
    divenire neutro
    aleggiando nello spazio vuoto
    tra la vita e la morte
    senza esser più io;
    distaccato ma ugualmente reale
    sbiadito ma ugualmente irideo.
    È una notte di quelle
    che sembrano racchiudere in sé
    i pensieri esausti di tutte le notti:
    è la notte dei lunghi pensieri
    in cui navigando in un
    aggroviglio di idee
    si spazia nei giardini
    del paese del sogno
    del tempo perduto
    e mai ritrovato.

    ® Michele Pochiero
    accetto il regolamento

  6. INES ZANOTTI 10 ottobre 2021

    FOLIAGE D’ AUTUNNO
    “Oscillanti sui poveri rami
    come ad un fil respiro,
    esigue foglie secche
    bisbigliano…
    Scricchiolano
    le effimere membra
    all’ululare sbatacchioso
    del vento…
    Pare voler lacerare
    dal tempo,
    la loro presenza di vita”

    Accetto il regolamento

  7. Ti ritrovo negli angoli di bocca che son rimasti a secco dai tuoi baci che non ci saranno più.
    Ti ritrovo negli angoli ordinati della casa, dove il mio disordine non è ancora arrivato.
    Ti ritrovo nelle espressioni che ho imparato ad assumere da te, dalle frasi che dicevi più spesso che ho imparato ad amare.
    Ti ritrovo nei ricordi che la mente ripercorre e ogni volta è come aprire sempre di più una ferita già aperta.
    Ti ritrovo nel cuore dove più volte hai trovato rifugio e riparo dalle varie tempeste del mondo esterno che tanto detestavi.
    Ti ritrovo nei miei occhi quando mi ritrovo a guardarmi allo specchio, consapevole che quello che vorrei è che tu fossi qui.
    Ti ritrovo nelle cicatrici quelle che non si vedono, ma che hanno il tuo nome.
    Ti ritrovo in ogni posto dove siamo stati assieme.
    Ti ritrovo in ogni posto dove mi sarebbe piaciuto portarti.
    Ti ritrovo in mezzo agli scaffali, negli scomparti dei centri commerciali.
    Ti ritrovo sempre anche se oramai ti ho perso per sempre.

    – accetto il regolamento

  8. LE VOCI DEL TEMPO

    Non comprometto le voci del tempo
    se all’improvviso resto in silenzio,
    come chi guarda un profondo crinale
    rinvenendo l’eco di un ruscello.

    Sono voci che ho sempre soccorso
    levigate sulle mani indifese,
    perché pensavo di trattenerti
    deviando a una spanna dal cielo.

    (a mio padre)

    – Francesco Paolo Gambino –
    – Accetto il regolamento sopraindicato –

  9. IL VOLO DEGLI UCCELLI

    Il volo degli uccelli
    sopra le ciminiere morte
    ricorda un’epoca che non ritornerà.
    Sono passati vescovi, re ed imperatori
    su questa terra tormentata,
    uomini combattenti sotto mille bandiere
    le cui ossa hanno ingrassato questi campi.
    Squilli di trombe, concerti di campane,
    roghi di streghe e libri nelle piazze.

    L’acqua del fiume scende in mille vortici
    e splende nel tramonto
    come liquido oro fuso.
    Ritornerà la stagione dei meli in fiore
    in questa terra tormentata.
    I nostri occhi stanchi
    si bagneranno nel tramonto
    Nelle acque infuocate del gran fiume.

    Rosso nelle acque, rosso nel cielo,
    rosso del sangue di bambini bruciati.

    – Accetto il Regolamento

  10. Il viaggio

    Tutte le volte che parto cerco te,
    Sei sempre con me.
    Anche quando non lo voglio.
    Un legame indissolubile,
    Dai miei 25 anni,
    una meta che nella vita non ho avuto,
    Ricordi di un passato dove ero felice.
    Nell’idea che ho di te, sono come la primavera.
    Come Un dipinto di Frida kahlo.
    Come ad ogni aeroporto.
    Come quando fui a Siviglia.
    Rivivi nelle canzoni di Morat,
    Che riaccendono la speranza
    Di una gioia bellissima
    Spalmata nell’anima.
    Nella mia visione delle cose,
    giù nel profondo, dove nessuno può toccare, nemmeno tu.
    Il viaggio è stato sentirti.
    Cercarti è venuto dopo.
    Tu mi hai fatto scoprire la bellezza del cuore,
    La forza di lottare, la fede.
    La voglia di conquistare l’amore ed é per questo che ho amato tanto.
    Il viaggio ero io attraverso te.
    Perché tu eri e sono io,
    Infine, l’ho sempre saputo.
    Tu eri la propulsione che mi serviva
    Per non spezzarmi e andare avanti
    Per la forza che doveva avanzare,
    Per la mia voglia di vivere troppo grande.
    Ma nel mondo prima di te,
    Mi ero fermato. Ed ero perso, che stupido.
    Non ho più paura di fare il primo passo.
    Non ho più paura di camminare nel viaggio.
    È quello che sono diventato.
    La miglior versione di me.

    Inviato da iPhone

    Accetto il regolamento

  11. Fragilità

    Sono stata in visita da Eolo Dio dei venti e mi ha fatto dono
    del suo tappeto
    Il petto agitato da sì lunga speme
    In ansia, aspetto il passaggio delle acque
    Nell’antro vicino le donne custodiscono il fuoco
    I semi di grano tostati si mescolano nell’aere agli effluvi
    inebrianti del mosto
    Mi cullano sotterranei e stentati i rimandi di canti ancestrali
    Tu alma gentile ti poni in ascolto
    Le mie labbra timide si schiudono al passare delle parole
    Come perle di fiume imperfette che scorrono, spinte dal desiderio,
    ne recuperi il filo
    Mi hai fatto alzare, vestita di bianco, mani operose intrecciano le chiome
    Altre più possenti si alzano sopra di me e agitano le giare scuotendole
    Dall’una la sabbia in rivolo aureo scorre
    e si rovescia lenta e preziosa sulle membra stanche
    L’altra, scossa e sottomessa, si apre in un gorgoglio di note
    Gli occhi si velano, l’udito si fa incerto
    Profetica, di persuasiva promessa mi avvolge la tua voce
    In volo mi ritrovo, sul tappeto di foglie intrecciate
    La bocca impastata, rimesta la radice, amara e dolce,
    non so se apprezzarti
    Certo la meta si avvicina
    Ti vedo, oggetto del mio desiderio, unico mio pensiero
    Sulla spiaggia, ignaro di me che ti osservo,
    ti lasci trascinare sulle onde
    Il cavallo murgese che ti porta ora è carco anche del mio peso incorporeo
    Avvicino il mio ventre, con la fronte ti sfioro,
    una brezza leggera ti trapassa e non ti scuote
    Solitaria, un’ombra sfuggente si fa strada a fatica tra i tuoi occhi ambrati
    Forse un ricordo, forse un rimpianto, solo un attimo, ti unisce a me

    – accetto il regolamento

  12. SMANIOSI ANELITI

    Il buio silente a me sodale
    accoglier sa fra le sue braccia comun mortale …

    Nella scura quiete compagna
    avvolto nella penombra che ristagna
    mentre il resto del mondo è colto
    dalla notte e dorme, riposa e tace
    trova ristoro la mia anima senza pace
    allorché remissivo nella total acquiescenza
    io celebro, del tutto, il rito dell’assenza.

    Giorno di fibrillanti istanti, peregrino
    scandito nel suo incedere, ramingo
    dal susseguirsi in moltitudine i momenti
    solcato esso è da orme profonde, evidenti
    affossato dalla rabbia comune, intingo
    al secchiello dell’oscurità, ormai reclino
    come pennello dalla punta cadente.

    Ascolto il dì, come me, svanir lentamente.
    Odo altresì morir delirio d’onnipotenza
    dell’umano popolo che con trepido passo
    s’incontra nel divenir di un affannoso viaggio
    intriso com’è di trappole e misteri
    un assillo è il proceder tra timori e deliri perenni
    a pugni fanno con ansie, bramosie e desideri

    … ovunque ferite, lividi e dolori non ci lasciano indenni …

    Nel cogitar siffatti fugaci pensieri
    lentar la cotidiana morsa comincio dell’ormai ieri
    mentre assaporo siccome carezza
    il calore di un giaciglio e della pace la brezza
    veglio i miei giorni sempre vissuti
    concedo il passo alla salvifica fantasia
    mi abbandono su un fiume che corre via.

    Isolato come una zattera alla deriva
    nel mare della vita imperterrita sfida.
    Fuggo da irreali mostri non ancora abbattuti
    belve chiuse in gabbia che ingoiano saliva
    sfaldo le ragnatele della mia parte più rigida.
    Allontano dei fantasmi la loro ombrosa presenza
    cosicché il silenzio mi conforta d’un tratto

    cura impagabile per mali e tormenti
    sembra parlarmi con parole alquanto clementi.
    Fuggo ogni sguardo al quale posso apparir matto
    mi ostino confuso nel sommesso brusio dell’esistenza
    dimentico della, di tutti, cordiale indifferenza
    qual giorni avverto come viva presenza.
    Mi faccio scudo colla mia più profonda essenza

    … mi trascino ‘sì fiducioso cercando proseliti
    in quelli che restano i miei più smaniosi aneliti.

    – Accetto il regolamento –

  13. CONCA

    Respiro il verde circostante.
    Occhi chiusi.
    Adagio il capo sulla tua spalla
    ascolto i balbettanti battiti.
    Lo sciabordio cadente culla.
    Silenzio assoluto domina
    conca nascosta alla vista
    ritrovo di animi sensibili
    bisognosi di rigenerarsi.
    Scandire dell’ora sospeso
    nel luogo senza tempo.
    Cinguettio ovattato rispettoso del ritrovarsi.
    Brivido preludia il rientro anticipato.

    Accetto il regolamento.

  14. PERDONAMI

    Perdonami
    il disperato richiamo
    perso nel limite dissacrato
    della notte passata.

    Perdonami
    questa gioia velata
    che non s’arrende
    al gemito ignoto
    scavato sul piano
    del nostro incontro.

    Tu mia unica ragione.

    Esausto pensiero
    d’un canto d’amore.

    -accetto il regolamento-

  15. Accetto il regolamento l

    Cercami
    Non cercarmi nella tua rabbia,
    la’ ho freddo.
    Nemmeno nella paura,
    divento piccola.
    Non cercarmi nella gelosia,
    divento preda.
    Non cercarmi nei tuoi pensieri,
    mi perdo.
    Cercami fra le spighe di grano,
    a ridosso di uno stelo di papavero.
    Le mie vesti tremano
    come la sua corolla.

  16. Ruvido inchiostro

    È notte.
    È buio.
    La mano leggera
    sorvola gli oggetti
    cercando la preda.
    È notte.
    È buio.
    La sinistra in soccorso
    entrambe voraci
    il piano ha degli angoli
    e la brama ha luce.
    Lesta la destra
    rincuora la mente
    parole, parole, parole
    l’eco diviene ossessione.
    Ruvido inchiostro
    ruvide mani
    ruvida carta.
    È notte.
    È buio.

    – accetto il regolamento del contest per la sezione poesia

  17. Intimamente

    Quando nella notte sogno te
    riesco al mattino a sorridere perché
    intimamente
    la tua visione
    seppur illusione
    mi accompagna durante la giornata.
    Non sei morta, sei qui con me.

    – accetto il regolamento

  18. Isola

    Nella mia isola ci sono le onde
    alte e impetuose
    come montagne
    Nella mia isola ci sono le nuvole
    talvolta basse e scure
    minaccianti di pioggia
    Nella mia isola ci sono le case
    di pietra e di legno
    il primo immortale
    il secondo mortale
    Nella mia isola c’è la poesia
    è la voce del vento
    che unita alla mia
    parla di Dio.

    – accetto il regolamento del bando del concorso

  19. A volte … oltre …

    Nella nebbia impariamo
    a cercare oltre,
    oltre la nostra vista,
    oltre i nostri sensi …
    La vita non è solo Amore
    è anche tanto dolore …
    Possiamo essere una farfalla
    che andiamo da fior a fiore
    in cerca di un po’ di amore …
    Il tempo scivola veloce
    a volte come leggera brezza,
    a volte come una grande tempesta
    che in un attimo strappa una intera foresta
    che ci aveva messo una intera vita per crescere
    uno schiocco di dita per morire
    speriamo senza soffrire

    acceto il regolamento

  20. Accetto il regolamento
    Esercizi di sparizione

    Ogni giorno compiamo
    piccoli esercizi di sparizione
    quando abbracciamo un altro
    e quando ci abbracciamo soli
    abitiamo il mondo ad occhi chiusi

    Scontiamo sguardi
    mettendo specchi alle finestre
    catechizziamo desideri di prossimità
    quando la notte ci svegliamo
    con l’urlo di Munch

  21. E sono
    una stella
    sotto un lampione
    a mezzanotte…
    Spicchi di luci
    offro
    a chi non ha
    a chi prega
    a chi è stanco
    e vuole amore…
    E sono
    un’immagine
    dentro al tuo sogno
    e ti sospingo
    sotto un cielo…
    dove è l’acqua
    ad asciugar lacrime…
    Ed il sorriso
    limpida luce di colori…
    E sono
    una pietra
    silenzio aggrumito
    che urla di vita…
    Storie cosumate
    che non s’arrendono…
    E sono
    dono
    opera d’arte…
    E c’è l’infinito nei miei occhi…
    E sono
    una stella
    sotto un lampione
    a mezzanotte…
    Spicchi di luci
    offro
    a chi non ha
    a chi prega
    a chi è stanco
    e vuole amore…

    – accetto il regolamento

  22. IL MIO PENSIERO!

    Tutto succulento
    da far vibrare di un delicato
    gusto il mio pensiero!

    Il mio pensiero gioisce
    nel creare parole sparse al vento,
    il vento le fa volare lontano,
    così lontano che si trasfromano
    in dolci liriche!

    Arriva la poesia con il vento,
    forma una bandiera d’incanto,
    che sventola nel cielo lontano
    tanto desiderato, tanto amato!

    Il mio cielo così lontano,
    di un azzurro mai dimenticato!
    Il mio cielo Italiano,
    che io ammiro e abbraccio
    sotto questo mio cielo
    maestoso Australiano!

    Due immensi azzurri cieli,
    stretti al mio cuore,
    che tocco felice con le mie mani!

    25 – 3 – 2021
    accetto il regolamento

  23. Accetto il regolamento

    Tu sei Libero, tu sei Amore
    Solitudine nelle vie,
    camminare senza una metà,
    senza senso questo peregrinare,
    cercare gli ultimi
    senza cercare d’essere primo.
    Apparire per quello che non sei,
    mostrarti indecente e al loro pari,
    senza discriminare alcuno,
    vivere soltanto per il prossimo
    dimenticandoti di te,
    l’amore per gli altri
    comprende anche te stesso,
    trova la fonte della felicità
    non è detto che sia per te.
    Non disperare, fare felice una persona
    è sublime come essere riconosciuti dal grande,
    senza timore affronta la vita,
    la tristezza sia per gli altri.
    Tu sei libero.
    Tu sei amore.

  24. Come l’acqua
    ha voce il pensiero
    come l’acqua che scorre ovunque
    e bagna le cose tutte
    e di ruggine le fa vecchie
    e nell’arsura le fa nuove…
    se nasce da sorgente
    dimora poco fra le rocce
    tempra le valli
    impronta ruscelli
    e fra grandi cerchi s’accosta lago alle sponde
    dove tenere canne respirano il vento
    e riflessi di luce
    infrangono le sue trasparenze…
    ristagna a volte come oasi
    confinata nei deserti
    tra freddi notturni e pietre roventi
    ma vorace
    il suo corso irrompe
    e s’allarga fino al mare
    e onda striata di bianco e d’azzurro
    gioca fra le verità
    che giacciono sul fondo …
    è un continuo errare
    fra tempeste e vele ammainate
    fra bonaccia e miraggi infedeli
    tra fitte nebbie
    che nascondono alla vista
    terre sempre più straniere
    dove solo la voce dell’acqua
    è sempre desta
    e leggera leviga i sassi
    sulla riva di ogni uomo
    che origlia tra i suoi zampilli
    preghiere
    fatiche
    applausi
    e pretesti di pellegrina memoria…
    e, a volte, l’eco di una fiaba
    sui gradini di una casa
    senza luce.

    Angie Patti
    – accetto il regolamento

  25. LA GORGONE DELLE ROSE

    Tra i rami serpenti
    dell’albero dei peccati
    ho stretto i denti
    ho rifiutato la mela
    per prender la piantagione intera.

    Semi di sapienza per una
    lunatica atmosfera
    priva di satelliti.
    Il tentatore è la finestra
    sulle possibilità occultate.

    I gigli, le rose, il gelsomino
    nidi degli occhi, dei miei giardini.
    Mani di radici di ninfee sull’acqua
    di laghi plananti
    asciugano le lacrime imbibite di guai.

    Il morso arrogante sanguina
    battaglie alate tra le galassie delle rose.
    I profumi mescolati a miasma,
    l’elisir per la rinascita.

    – accetto il regolamento

  26. Monologhi dopo la mezzanotte: ALLO SPERMATOZOO (ore 04.45)

    Dimmi, Piccolo,
    dove corri così in fretta,
    davvero non vedi l’ora
    di procreare un altro sfigato?

    Capisco, ti senti prezioso,
    hai da svolgere un’importante missione.

    Sappi che siamo troppi su questa Terra:
    tanti malati e interiormente poveri,
    innaccettabilmente neri
    ed estremamente bianchi,
    diversamente amati di qualsiasi genere,
    sfruttati per pochi spiccioli
    e, in maggioranza, disoccupati.

    Forse ti divertirai per qualche minuto
    giungendo alla fine della vagina,
    ti sentirai Onnipotente come Iddio
    riuscendo a fecondare “al naturale”.

    No, non mi sento una femminista
    anche se odio essere sculacciata,
    non vedo alcun senso nella tua corsa
    che porterà una breve gioia
    e un interminabile pianto.

    Vorresti dire: “Ai posteri il giudizio”.

    Non hai mai visto il Mondo
    fuori dal tuo umido, accogliente corridoio,
    è una Valle di disperati
    anche se, a volte, sorge ancora il sole.

    I tuoi discepoli si sbranano come iene
    e non risparmiano neanche i cuccioli,
    prendono a calci anche gli uteri
    cancellando quel che Sacro era tempo prima.

    Dimmi, Piccolo,
    cosa vuoi trasmettere al tuo Creato
    che nascerà su un Pianeta senza valori?

    Sei ingenuo come una pecora
    condannata a un sacrificio,
    corri insieme a migliaia di pretendenti
    anche se il Vincitore sarà soltanto uno.

    Credi ancora nel miracolo della Vita?

    Non illuderti invano,
    pure essa è diventata artificiale e assistita.

    Accetto il regolamento
    Izabella Teresa Kostka

  27. L’eterno movimento

    Quando il tuo sguardo
    si adagia sul mio cuore
    le mie parole si librano nell’aria
    in una danza che non conosce fine,
    in una notte di audace amore.

    Ed è nell’onda di questo movimento
    che scorgo spiragli di esistenza
    in un momento di stasi permanente
    dove anche i fiumi fluiscono lentamente.

    Cosi ‘ mi accorgo
    di viver nuovamente
    con le braccia che roteano nell’aria,
    come foglie sferzate dal maestrale
    nell’urlo lancinante della sera.
    Vorrei toccarti
    ma diafana mi appari
    in questa stanza con le luci spente
    coperta solo da sottana
    di pizzo trasparente.

    Accetto il regolamento

  28. Momenti
    Se potessi vivere di nuovo la mia vita
    nella prossima tratterei di fare più errori.
    Non cercherei di essere così perfetto, mi rilasserei di piú.
    Sarei piú sciocco di quello che sono stato, di fatti prenderei meno cose sul serio.
    Sarei meno ..
    Sarei più ..
    Sarei Illuminante come il sole al mattino
    Rinfrescante come la pioggia nei pomeriggi di Puebla
    Amabile nel trattare gli altri come la gente di Cittá del Messico
    Sorridente e cordiale come la gente di Veracruz
    Franco come gli uomini coraggiosi del Nord
    Saggio nella mia follia, disfrutando ogni secondo di questa vita preziosa
    Sarei il migliore dei padri e lascerei che i miei figli mi guidono nel loro camino.
    Ameró senza paura, perdonarei con amore, dimenticherei dolcemente
    Sarei… ciò che questa vita mi ha permesso di essere
    Sarei quello che la prossima vita non mi permetterá
    E credetemi amici miei
    Se non mi mandano in galera per essere felice
    Condivido con voi questo tesoro ..
    La vita è una giostra, vengan tutti sú
    Perché in un battito d’ali di farfalla ……………
    Tutto si spegne e non esistiamo piú.

    Accetto il regolamento
    Diego castelbuono

  29. DENTRO CASA UNA POESIA
    Un muro scrostato
    un vecchio appartamento
    il posto perfetto
    sotto copertura
    per i tuoi guai
    per fare i conti coi dettagli
    che contano,
    per sguardi mistici davanti al caffè
    per mettere ordine nel mondo
    davanti a un letto da rifare,
    dove rimbocchi le coperte
    per riparare a cuori induriti,
    sotto raffinate sembianze
    di polvere e panni da lavare
    dentro le ceste dove si accoccolano
    i miracoli degli ostacoli
    che sussurrano soluzioni
    assemblati dentro una pentola sul gas.
    Cattedrali nei tuoi deserti di senso
    e desideri di acclarati svelamenti
    mani in alto che ti interpellano
    dita alzate per chiederti perché
    anestetizzati da bisogni infondati
    non avvertono più i genuini sapori
    dei gusti semplici
    esaltati dal sale del dolore.
    E ti trascini stanca
    dentro la polveriera dei tuoi pensieri
    aggrovigliati
    che una poesia osa
    servire su un vassoio incrinato
    al bar dei soliti curiosi avventori.
    La ricetta nascosta è qui,
    sotto il piattino del caffè.

    Grazia Mastromarco
    ACCETTO IL REGOLAMENTO

  30. OTTOBRE
    Ottobre/
    che ci scruti dall’ alto come un gigante/
    con ogni tua pioggia vivificante/
    disseti alberi, fiori e piante/
    Quando con l’ azzurro più vero/
    colori le nuvole come per magia/
    ci scaldi con un sole benevolo/
    che infonde allegria/
    e che, anche se vicino, /
    a noi sembra lontano/
    rimpicciolito, un puntino/
    che si perde in una mano/
    Terreni arati di fresco/
    e nubi rade nel cielo/
    dei tuoi giorni fanno un affresco/
    dipinto con cura, con zelo/
    Riacquisti il sereno in un’ora/
    mentre il sole dall’ alto/
    sa sorriderci ancora/
    e attribuisce risalto/
    all’ autunno che, con un salto,/
    lascerà all’ inverno il suo posto caldo.

    — accetto il regolamento

  31. L’eterna sera
    e gli occhi lucidi
    di fronte all’infuocato cielo
    riservano risposte lungimiranti
    sull’obliata fragilità
    dove la solitudine perpetua
    divenne Illuminazione universale.
    Una volta al dì
    mi rivolgo al mare,
    mio confidente speciale
    e immergo
    i miei riservati sogni
    al saluto del sole
    tra il ponte e i remi che rumoreggiano
    di nostalgia e amore

    – accetto il regolamento

  32. Dichiaro di accettare il regolamento.

    Nel crepuscolo
    Seduta ad aspettare
    un’altra sera che avanza
    con le sue ombre gravide
    di silenzi grevi
    e di inquiete transumanze
    di pensieri
    mentre lì, raggomitolato
    in un cantuccio,
    il mio sogno giace infranto
    ai piedi di un tempo che
    non mi appartiene
    e restituisce l’esile canto
    di una memoria affranta
    nel crepuscolo.

  33. LA RIVOLUZIONE DEI VALORI

    Nella gabbia della vita controllata
    Dalle guardie di una società dittatrice
    C’è uno strato di popolazione addormentata
    Dal sonnifero di una disciplina manipolatrice

    Subdoli bombardamenti subliminali
    E strategiche combinazioni demagogiche
    Sovvertono i veri principi spirituali
    In pleonastiche necessità psicologiche

    Scorribande dell’anima nel caos della mente
    Si scontrano con pensieri controllati
    Come eroi tra le ombre della gente
    Ad accendere quei destini un po’ spaesati

    Sono i versi di maestri illuminati dall’interiore
    Che nel silenzio del loro intimo risveglio
    Liberano i corpuscoli di tal bagliore
    Per ridestare gli sperduti dal lor giaciglio

    E come un’onda che si espande nel suo circolo
    Si propaga la consapevolezza degli albori
    Di anime fameliche come pecore al pascolo
    Guidate verso la rivoluzione dei più autentici valori

    GIUSEPPE CHICO (dichiaro di accettare il regolamento”

  34. (Monia Minnucci-Accetto il regolamento)

    1998

    Il caldo affonda la spada
    nei miei occhi acquosi
    e la stanza è penombra rumorosa
    di macchine e cinguettii.

    Il tempo è sfuggito alle mani avide,
    il tempo ha le mie lacrime,
    pozze di fango e cielo.

    Rubo la speranza alle medicine
    che promettono un giorno assonnato e tiepido,
    mentre strade di sudore diramano la carne
    e quel viso, caro da sempre,
    che vuole crescere insieme a me.

    Ricomincio a guardare l’albero,
    un fiore possiede un segreto,
    gli porgo dell’acqua che lo scuote e accenna alla vita,
    e domanda, di nuovo, di non dimenticare… se ti manca il cielo.

  35. Poesia di Massimiliano Nevisco
    La Vecchia Soluzione

    Rischiariva la notte
    Si spegnevano i sogni
    Si riaccendeva il giorno
    Regnava l’anonima realtà

    La vita riprende se ne hai una
    Niente potrà il sole col suo candore
    Nelle terre di Zombi diurni
    Nei volti haitiani e nei veli afgani!

    Un occidente senza più punti cardinali
    Regole e divieti insensati
    Ci vogliono onanisti ma senza mani
    Sazi con bocche piene e senza pani

    Esibire giovinezza eterna
    Corpi splendenti, si fa per dire
    E menti in perenne lockdown
    Sorridere bere Spritz e mentire

    Ostinarsi nella seduzione
    Anche quando il tempo è scaduto
    Vana illusione da povero testone
    O da inconsapevole Poponica

    Apparire statici ed inadeguati
    Come manichini monchi
    Riposti smontati ai lati
    Nei negozi a saldi terminati

    La soluzione un’eterna discussione
    Se la donna si rifiuta la si ammazza
    E questo senza scuse in ogni nazione
    In ogni governo con qualsiasi religione

    Riaprire ed in presenza, Legge Zan e ius soli
    Così il tempo si inganna e se non si risolve
    C’è sempre la vecchia soluzione
    Quattro piantine e fatevi una canna!

    Massimiliano Nevisco

    Dichiaro di accettare il regolamento.

  36. Sez. A
    Accetto il Regolamento
    Poesia
    Titolo
    “Cuore bambino”
    Son fuggite le rondini,
    cacciate via, come fiori
    di primavera.
    L’aria fredda e rabbuiata,
    nelle stanze, dove il fiato,
    si deposita sui vetri,
    richiama vecchi pensieri.
    Quei singhiozzi di fragilità
    e malinconia, che l’anima
    di mia Madre, ogni tanto,
    riporta in vita.
    Amo i giorni misteriosi
    dell’inverno, che sanno
    raccontare fiabe nordiche
    e storie di folletti ingrati.
    Sono cresciuta, anzi
    invecchiata, con il
    cuore ancora bambino
    e una voglia di speranza,
    che mi dipinge le gote e
    gonfia di magia il mantello
    di seta doppiata.
    Pensieri di una Guerra
    finita, di un dolore messo
    in un Sacrario, di una voce
    antica che si perde nell’aria
    e sa di mare, di agrumi, e
    di bambini senza un domani.
    Pensieri in compagnia
    del destino. In attesa che
    torni primavera, il volo
    circolare delle rondini e
    la voglia di fare casa,
    dove la solitudine, ha già
    costruito un nido!
    Maria Rosa Oneto

  37. Marco Astegiano
    “accetto il regolamento”

    Demenza senile

    Un giorno mi sveglierò
    sì curvo e canuto
    che i pensieri, tutti,
    sciameranno via, stanchi,
    dalla mia anima dolente,
    come fredda nebbia,
    dalla terra novembrina.

    Cadrà allora nell’oblio
    il divino simulacro
    di quella tua forma sublime:
    si sbiadirà la polvere d’oro,
    sottile, sul tuo volto;
    si scalfirà l’avorio,
    lucente, della tua pelle;
    si dissolverà il profumo tuo
    di rosa e mandarino,
    e il sapore di fuoco, delle tue labbra,
    si spegnerà, mesto.

    Così, in quel limbo melmoso,
    mi lascerò annegare,
    naufrago impotente
    a una bonaccia fatale,
    tra petali di loto danzante,
    senza più un faro a guidarmi.

    Troppo tardi sarà, allora,
    per aver compreso
    che fosti tu sola
    l’essenza stessa
    della mia moritura
    misera esistenza.

  38. Per diventare materia dentro un sogno

    Così rimango tra la terra e il cielo
    in questa notte di lampi soffocati
    e mi sovviene dell’aria il suo respiro
    tra molli affanni rincorsi tra le cose.
    Piccoli passi percorsi nella brezza
    che soffia lieve negli antri della mente
    ed i ricordi sono lame che crudeli
    sanno affondare la pelle trasparente.
    Aleggia lieve sul soffice percorso
    di un’esistenza trafitta dentro il nulla
    uno sfuggente pensiero come spirito
    che disperato ha perduto direzione.
    Ma come fiori ed essenze a primavera
    le foglie fragili si librano nel cielo
    tra quei profumi di magica speranza
    che l’orizzonte regala a noi mortali.
    E sono odori e fragranze sempre nuove
    che creano abiti e vestiti di stagione,
    mentre l’anelito di cuori vagabondi
    conduce ancora un gomitolo di vita.
    E mi ritrovo sospesa verso il cielo
    come crisalide dal tempo trasformata
    attendo Eolo e il calore del suo soffio
    per diventare materia dentro un sogno.

    – accetto il regolamento

  39. (Ah, l’amour!)
    L’eco e l’urlo si sposarono. Ogni sera,
    da allora, insieme al canto della capinera,
    nella valle si sente una voce:
    Mi lascerai un giorno?
    E la risposta, lontana:
    No…no…no…
    Saremo sempre sposi?
    Sì…sì…sì…
    Smetterai di amarmi mai?
    Mai…mai…mai…

    – accetto il regolamento

  40. AMPLESSI

    Allor che furono umide e parlanti
    le profuamate ed assetate sticchie
    di gemmate e desiderate amanti,
    perbenismi equivoci tornarono
    nel nulla umiliati dall’amore,
    chiuso essendo il passo che svilir vorrebbe,
    con le ombre di conformismi triti,
    il piacere che vive il suo bruciare.
    Inverato fu il segreto dell’onda,
    Fluente e increspata di spuma,
    Esondante da febbril natura
    E da stordenti e risognate voglie.
    Tatti morbosi esploran l’epitelio,
    Accorrono ai desiderati sguardi,
    All’oscurità di flautati spacchi,
    Ai non mai abbastanza diletti varchi.
    Infrante furon le difese aduse
    A negare l’estasi possibile
    Per sensi avvezzi a morbosi sogni
    Armonici all’ampiezza del fiottare.
    Scrisse il poeta ti offrirò la bocca,
    E la musa ne modellò l’aspetto.
    Donne iteranti dalla luce all’ombra
    Apparvero in una marcia immobile
    Verso un illusorio creato inizio,
    Forse avvenuto e, in un morente dubbio,
    da fumose connivenze immaginato.
    Ma dall’ inanimato pressappoco
    Può accadere che un preciso fascinoso
    Amore possa avvolgere ogni cuore,
    Ogni pulsione d’ irrefrenati
    Desideri in apnea di trepidante attesa.

    – accetto il regolamento

  41. COME ONDE DEL MARE
    Come onde del mare
    sospinte dal vento
    I miei pensieri
    oscillano
    Giungono alla riva
    e in lei s’infrangono
    Cullano una distesa
    infinita di granelli di sabbia
    Una melodia all’unisono
    risuona accarezzandoli
    Li accompagnerà
    nell’eterno e perpetuo moto
    della vita

    – Accetto il regolamento

  42. silvana sonno

    parti

    E’ arduo partorire idee
    farle splendenti e nitide
    al netto d’ombrature lunari.

    Sorgono come piccoli soli
    a rischiarare la tenebrosa alcova
    della mente, dove le accolse un bozzolo
    crogiolo molle di silenzi e quiete.

    E quando dallo stellato trono
    tutto fanno vivido e lucente:
    il cielo il mar le selci, le creature
    è assai difficile anche immaginare

    che il parto sia avvenuto quasi sempre
    nella solitudine d’un sogno
    ma sempre, a farne spese, strati e strati d’aurore
    lasciate a rosseggiare come cenci.

    – accetto il regolamento

  43. Senza te
    Come l’ala spezzata
    d’una pernice
    è il mio cuore.
    Come freddo timore,
    è il mio grido, ho lo sguardo fisso come una bambola…
    e mendico amore.
    Senza te annegherei nell’oceano
    e non potrei chiudere gli occhi per sognare.
    Tu scaldi i miei giorni,
    fai brillare i miei occhi stanchi,
    senza te, dolce tiranno non ride il mondo.

    – accetto il regolamento

  44. PLÉIADE

    L’amore non è nell’intaglio
    del tronco,
    nel cuore scavato
    tra due nomi,
    non è nello scherno
    della luna,
    nell’angolo di luce
    che stordisce,
    nelle frasi puntate
    d’improvvidi poeti,
    negli avverbi patinati,
    nel garbuglio di stelle
    che rotola sui tetti…
    L’amore è nel lampo azzurro
    di uno sguardo,
    sull’uscio della stanza
    e tu mi appari,
    nell’abbraccio sotteso.
    Amore è ogni volta
    che chiami il mio nome.

    – accetto il regolamento

  45. MAI

    Nella mente restano impigliati
    pensieri profondi mai raccontati.
    Sogni e speranze a corda tesa
    restano lì, in un limbo, in attesa.
    Progetti incompleti ed astratti,
    noncuranti di tempi mai adatti.
    Ahimè, ormai il tempo è scaduto
    e nulla di fatto è realmente accaduto,
    disegni e utopie a lungo rimandati
    in un sonno profondo si son dissipati.

    -Valeria Runcio-
    (Accetto il regolamento)

  46. Francesca Santucci

    ACCORATO TREMORE MI SORPRENDE

    Quando si dilata, frana e muore
    contro rocce a picco e sabbia
    fluttuante l’onda-dai remoti abissi
    la tenera conchiglia in sé portando-
    accorato tremore mi sorprende.

    Simile a quell’onda è il mio destino:
    confusa e fragile in questo tempo
    oscuro come un’ oscura selva
    contro il frastuono del mondo
    a frantumarmi io vado.
    (Accetto il regolamento)

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