“La stupidità strategica” di Giorgio Nardone: come costruire successi fallimentari

La stupidità strategica” è un saggio scritto da Giorgio Nardone, fondatore del Centro di Terapia Strategica che ha affiliati in tutto il mondo.

La stupidità strategica di Giorgio Nardone
La stupidità strategica di Giorgio Nardone

Da subito ciò che intriga maggiormente è senza ombra di dubbio il titolo. Tutti noi, infatti, ci crediamo sempre più furbi, più intelligenti, più… rispetto agli altri.

Perciò, di primo acchito, ci si avvicina a questo libretto con la speranza che le nostre credenze vengano in qualche modo rassicurate.

Ma notiamo fin da subito che così non è, anzi, proseguendo nella lettura, ci accorgiamo di essere incappati, ben più di una volta, in qualche trappola che ci ha fatto apparire, di fatto, stupidi!

Il primo errore è quello di affibbiare la parola stupido agli altri! Chi di noi non l’ha fatto? Bene, allora benvenuti nel grande club degli stupidi!

Cominciamo col venire a conoscenza che, in natura, la stupidità non esiste, ma essa è solo prerogativa dell’uomo! Non possiamo distruggerla, ma, almeno, cerchiamo di conviverci perché, in fondo, anche la stupidità ci serve.

Come afferma Carlo Maria Cipolla: “Il virus della stupidità è democratico e ben distribuito, a tutti i livelli della umana capacità”.

Nardone ci spiega poi cosa significhi questa parola: “Ottusità indisponente, nel caso di stato persistente – Momento di sorprendente stupore e meraviglia, quando si tratta di un evento episodico”.

Parlare di stupidità ecco che non è più una questione agevole, anzi, si rischia di affermare qualcosa di poco intelligente proprio mentre si cerca di dimostrare cosa sia in realtà la stoltezza!

Per scrivere questo saggio, Nardone ha frugato nella letteratura, trovando esempi di stupidità nei grandi del passato, per non parlare di alcuni individui che ben conosciamo nel presente e che, purtroppo, ricoprono cariche importanti.

Ci suggerisce, per evitare di fare la figura degli stolti, appunto, di parlare solo di ciò che si conosce. Assistere a scene, anche in tv, di persone che si spacciano per tuttologi è davvero poco edificante!

Perché, come asseriva Benjamin Franklin, “L’incompetente non può che essere disonesto”.

Ecco che Nardone ci mostra i profili della stupidità strategica: l’incompetente saccente, il presuntuoso snob, il beato ignorante, l’ideologo inamovibile, il logico sprezzante, il fanatico fervente, il manipolatore subdolo, l’empatico camaleontico, il critico insaziabile, l’insoddisfatto perenne e il megalomane.

Credetemi: c’è da preoccuparsi perché, leggendo, ci si accorge che ognuno di noi, poco o tanto, rientra in qualcuna di queste categorie!

Giorgio Nardone
Giorgio Nardone

Nardone ci offre anche gli antidoti a tutto ciò! Servano per noi stessi o per affrontare qualcuno che dimostri questi “sintomi”.

La chiusa è semplice, ma efficace: “Se vuoi cambiare il mondo comincia con il migliorare te stesso” (Ghandi).

È un saggio che si legge senza difficoltà, piuttosto comprensibile, anche se in alcuni passaggi si deve fare un piccolo sforzo per seguire attentamente le indicazioni.

Non c’è niente di scontato, anzi, si possono scoprire strade impervie che nemmeno ci si accorge di percorrere.

Interessante e utile.

Perché, come scrisse Martin Luter King, “Nulla al mondo è più pericoloso di un’ignoranza sincera e di una stupidità coscienziosa”.

 

© 2021 Garzanti

ISBN 978-88-11-81963-9

Pag. 105

€ 13,00

 

Written by Miriam Ballerini

 

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