“Un bello scherzo. I casi del maresciallo Ernesto Maccadò” di Andrea Vitali: si può fare un passo indietro appena a un passo dalla gloria?

Il medico scrittore Andrea Vitali non tradisce le attese degli appassionati delle vicende del piccolo borgo di Bellano né, tantomeno, quelle di chi ormai si è affezionato al maresciallo dei Carabinieri della Stazione locale, Ernesto Maccadò!

Un bello scherzo di Andrea Vitali
Un bello scherzo di Andrea Vitali

Avevamo lasciato il comandante della Stazione CC di Bellano (dopo Nome d’arte Doris Brilli, Certe fortune, Un uomo in mutande) in Nessuno scrive al federale, appena diventato padre per la prima volta e ora, in Un bello scherzo (Garzanti, giugno 2021) lo troviamo padre di tre pargoli e sempre alle prese con qualche strano caso che agita la vita di un paesino che avrebbe tutte le carte in regola per la tranquillità e invece…

Martedì 5 marzo 1935: al caffè dell’imbarcadero l’oste Gnazio Termoli, in una “serata scioccadegna conclusione di una giornata altrettanto sciocca”, mentre è incerto se chiudere prima per assenza di clienti e tornare a casa ad affrontare uno dei colossali e prevedibili litigi con la Damina, sua moglie, vede qualcosa cui non riesce a credere.

Tre individui, neri, dalla cima della testa alla punta dei piedi (…) uno davanti, due dietro”, che a ben guardare, da lontano e di nascosto, s’intende, “sembravano della Milizia confinaria”. Avevano prelevato un uomo, un insospettabile, persona tranquilla, stimata, certamente non pericolosa: il maestro Fiorentino Crispini. Perché?

E qui iniziano le numerose peregrinazioni verso la caserma dei Carabinieri per riferire a Maccadò in persona fatti e sospetti, circa il povero maestro. La notizia, infatti, corre veloce. Ognuno, per sua esperienza, potrà aggiungere particolari, per dare una mano a risolvere il caso e riportare a casa lo sventurato o, come invece dovrebbe e vorrebbe il Semola, caporale della Milizia e segretario del Fascio locale, incastrare i complici di un terribile e non meglio precisato misfatto di cui il Crispini è accusato, tradotto e segregato in quel di Como.

Come sempre, con tratti magistrali, Andrea Vitali ci catapulta tra le mura domestiche dei personaggi, nelle loro vicende più intime e colorite, financo nei loro letti, tra vivaci dialoghi e liti coniugali, porte sbattute e piatti rotti, lavoro che manca e lavoro da svolgere scrupolosamente.

Personaggi che diventano così familiari che pare di conoscerli da sempre e bene, di saperne ogni cosa. Qui abbiamo per certo che i sospetti del Fascio sulla posizione del maresciallo sono fondati: Semola intuiva forse “che il Maccadò covasse una certa ostilità nei confronti del governo e del suo capo” fino al punto di chiedergli in modo diretto il suo pensiero.

La risposta, sebbene non diretta, risulta marcare un solco tra le due Autorità. Da un lato il regime, dall’altro i Carabinieri. Infaticabili, amici e complici nelle operazioni, capaci di comprendersi al volo.

Andrea Vitali - Photo by Yuma Martellanz
Andrea Vitali – Photo by Yuma Martellanz

Tra scenette piacevolmente umoristiche di cui si rendono protagonisti, a turno, personaggi maschili e femminili, a volte quasi caricaturali, altre profondamente umani, emerge sempre più la figura comprensiva e sensibile del carabiniere.

Da che era al mondo, di fronte a qualcuno in lacrime il maresciallo Maccadò si sentiva prendere un languore che gli inumidiva gli occhi.”

Capace di stoccate ironiche e pungenti, non esita di fronte all’inetto e gradasso Semola, come nel far riferimento alla sua bella divisa mentre se lo trova davanti con gli abiti del giorno prima, indossati velocemente dopo averli raccolti dal pavimento dove li aveva gettati prima di andare a dormire.

Un Maccadò lungimirante, capace di gestire quello che poteva essere un caso spinosissimo e dall’epilogo ancor più doloroso, col minor danno possibile, senza clamori, parlando a quattrocchi con l’interessato: “Anche a me quella gente non piace, non mi piacerebbe consegnare loro qualcuno, sarebbe indegno dell’Arma”.

Se il maresciallo esce ancor più definito e deciso da questa nuova vicenda, il protagonista del misfatto, il maestro Crispini, ha pure un risvolto imprevisto nel suo modo di percepire se stesso, le sue aspirazioni, il suo ruolo nella storia e forse ci sorprenderà.

Un grazie di cuore lo vorrei riservare, da lettrice, anche a quelle pettegolissime ficcanaso delle tre sorelle Rovente – Italia, Maddalena e Fiamma – sempre pronte a facilitare l’accesso dei carabinieri a casa Semola col loro diretto intervento!

Posso dire che Andrea Vitali ci ha regalato ancora una storia piacevole, gradevolissima, da leggere d’un fiato.

 

Written by Katia Debora Melis

 

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