“Anna e Maria Bolena – Storie di due sorelle” diretto da Edward Cotterill: Enrico VIII e la necessità del figlio maschio

“Signor Kensington, ho sentito dire che non morirò prima di mezzogiorno. Sono molto dispiaciuta perché speravo che a quest’ora sarei già morta e non avrei più sofferto.” – Anna Bolena

Anna e Maria Bolena – Storie di due sorelle
Anna e Maria Bolena – Storie di due sorelle

Prosegue la carrellata di prodotti della piattaforma streaming on demand Nexo Plus, della Nexo Digital. Anche in questo luglio 2021, in un percorso filmico davvero interessante, vengono presentati prodotti fruibili da un’ampia platea, con documentari e performance di grande qualità.

Fra questi, da segnalarsi per il suo interesse storico, emerge la seconda puntata della prima stagione de Storie di due sorelle diretto da Edward Cotterill e dedicato ad Anna e Maria Bolena, le cui vite si sono intrecciate in un destino che le ha unite più di quanto non lo fossero state in vita.

Sebbene le date, in riferimento soprattutto alla loro nascita, siano piuttosto nebulose, il documentario offre una visione d’insieme quanto mai nitida e precisa. Per altri aspetti, invece, i riferimenti sono ben specifici e ad oggi vanno a consolidare le notizie già in possesso dei cultori del periodo storico in questione.

Unite da una sorte che non avevano scelto, ma la cui artefice è la Storia nella persona di Enrico VIII Tudor, re d’Inghilterra e d’Irlanda, le due si troveranno ad essere amanti dello stesso uomo.

Il re Enrico VIII, appunto.

Ma per riferire, grazie all’eccellente documentario della Nexo, di un pezzo di storia che ha avuto impatto non soltanto sull’Inghilterra ma sull’Europa tutta, è opportuno andare con ordine.

“Oh morte, coglimi nel sonno, portami al sereno riposo, lascia passare il mio fantasma stanco e innocente fuori dal mio petto.” – Anna Bolena

Il padre delle due, Thomas Boleyn, nome trasformato dall’originario Bullen in Boleyn, dal tono vagamente nobile, entra a corte per intraprendere la carriera diplomatica e diventare ambasciatore di Enrico VIII all’estero. Quale conseguenza, inevitabile, è la presenza delle due fanciulle a corte.

Maria Bolena, nata probabilmente nel periodo che va dal 1499 al 1504, è al seguito di Maria Tudor presso la Corte di Francia nel 1514. Per fare ritorno a Londra nel 1519, in veste di dama di compagnia di Maria Tudor, sorella di Enrico VIII, e sposare quasi nell’immediato un nobile.

Nonostante sia una donna maritata, Enrico VIII non esita a corteggiarla con insistenza facendone la propria amante. Anche con lo scopo, non troppo recondito, di avere da lei l’erede maschio che Caterina d’Aragona, sua attuale moglie, non gli ha dato.

Saranno due i figli che Maria avrà dal re, un maschio e una femmina, figli però mai riconosciuti, nonostante l’evidente somiglianza del maschio con Enrico VIII.

Rimasta vedova nel 1528, Maria scompare dalla scena, per ricomparire intorno al 1534 quando si unisce in un secondo matrimonio con un soldato semplice. A questo punto Maria è bandita dalla corte, forse, anche per l’intervento della sorella Anna.

Di lei si sono dette molte cose tese a infangarne l’immagine. Terribili calunnie, perché considerata la causa dello Scisma che Enrico VIII consumerà con la Chiesa Cattolica nel 1534. Anche se la vera ragione dello Scisma non sarà Maria ma Anna, che Enrico vuole sposare.

“Ho sentito dire che il boia è molto bravo e poi il mio collo è sottile.” – Anna Bolena

Vendicativa e calcolatrice. Così, spesso, è stata descritta Anna Bolena. Anche se in seguito la storia le restituirà il giudizio negativo che in molti hanno dato di lei.

È stata comunque una donna moderna, dotata di grande intelligenza, che ha avuto il coraggio delle proprie idee in un mondo dominato dagli uomini.

Un appellativo che pare corrisponderle è quello che arriva da più parti di ‘icona femminista’.

Enrico VIII ed Anna Bolena _ Painting by Daniel Maclise
Enrico VIII ed Anna Bolena _ Painting by Daniel Maclise

È il 1501, o forse il 1502, quando Anna vede la luce presso il castello di famiglia nel Kent, circondato dalla verde e tranquilla campagna.

Qui, trascorre un’infanzia serena con la sorella Maria e il fratello Giorgio. L’educazione ricevuta dalle due sorelle è quella convenzionale che conviene alle gentildonne del loro ceto: grammatica, storia, musica, danza, ricamo, e non ultimo l’immancabile galateo.

Dotata di acume politico e di un cervello di prim’ordine, Anna è una presenza molto richiesta in veste di dama di compagnia presso la corte di Margherita d’Austria, e in seguito presso la corte della regina Claudia di Francia. Corte dove avrà l’opportunità di perfezionare la propria formazione.

Nel frattempo, la sorella Maria, già amante del re, viene relegata altrove, vista l’infatuazione del re nei confronti di Anna nel momento in cui compare alla corte d’Inghilterra.

Sempre più invaghito della nuova arrivata, Enrico VIII la corteggia e la lusinga con promesse e doni che vanno oltre ogni immaginazione.

Ossessionato dalla giovane dagli occhi di cerbiatta e dalla sua singolare bellezza, fa trasferire il promesso sposo di Anna, il conte di Northumberland, tra le nebbie del Nord, dove sposerà un’altra donna.

Anna, almeno per un lungo periodo, sembra non corrispondere alle pretese di Enrico VIII e sdegnata rifiuta i suoi omaggi.

A risolvere il busillis sarà un espediente a cui il re pensa da tempo: far annullare il suo matrimonio con Caterina d’Aragona e sposare Anna.

A quel punto Anna cede alle insistenze del re e ne diventa l’amante con la prospettiva di diventarne   la moglie.

Ma il cardinale Wosley, incaricato di ottenere presso il papa Clemente VII l’ordine di annullamento, riceverà dal pontefice un netto rifiuto. Rifiuto che vedrà Wosley togliersi la vita, perché sicuro di venire decapitato dal re.

Enrico VIII non si rassegna al mancato annullamento, minaccia il papa e consulta i vescovi d’Inghilterra; anche se a nulla serve tutto ciò.

Tuttavia, nonostante la scomunica del papa, il re sposa Anna, e nel 1533 la incorona regina; per mettere poi in atto, nel 1534, uno scisma con la Chiesa cattolica, proclamando la nascita della Chiesa anglicana.

Mentre Caterina, prima moglie del re, viene esiliata in dimore fatiscenti impedendole di vedere sua figlia Mary, quella che in futuro verrà chiamata ‘Maria la sanguinaria’.

Purtroppo, anche Anna non dà al re il tanto agognato erede maschio, ma una bimba a cui affida il nome di Elisabetta I. Elisabetta I e Maria saranno oggetto della terza puntata della prima stagione de Storia di due sorelle, sempre diretto e prodotto da Edward Cotterill.

E, così come è nato, l’amore del re per Anna va scemandosi, perché Enrico VIII è attratto da un’altra donna, la dama di compagnia di Anna: Lady Jane Seymour, colei che gli darà il tanto atteso erede maschio.

Intanto Caterina, relegata in un desolato castello, muore; si sussurra a causa di un avvelenamento.

Mentre Anna abortisce un feto malformato che segna l’inizio della sua fine: il suo declino come regina è ormai prossimo. Come prossima è la sua fine terrena, dopo aver raccomandato la piccola Elisabetta al suo cappellano.

Accusata di atti fra i più ignobili che si possa immaginare: tradimento e incesto fra questi, il re vuole disfarsi della sua presenza.

Per lei e per suo fratello Giorgio, accusato di aver consumato un rapporto incestuoso con la sorella, il destino è ormai segnato.

È l’alba di un freddo mattino quando vengono entrambi decapitati presso la Torre di Londra.

Anna e Maria Bolena _ Storie di due sorelle
Anna e Maria Bolena _ Storie di due sorelle

Unico previlegio concesso ad Anna è la presenza di un boia arrivato dalla Francia, che la decapita con una sciabola affilata e non con una comune ascia.

Non è dato sapere quale sia stata la reazione di Maria di fronte a quest’inaudita crudeltà.

“Così mi congedo dal mondo e da tutti voi. Spero di cuore vorrete pregare per me.” – Anna Bolena

In un eccellente documentario vengono ripercorse le vicende che hanno visto eventi storici e politici dell’Inghilterra del Cinquecento intrecciarsi con fatti strettamente privati; al fine di offrire allo spettatore uno scenario dell’epoca alquanto esaustivo, e ciò grazie soprattutto all’intervento di addetti ai lavori. Storici e critici che hanno incrementato una speculazione storica coinvolgente e ricca, trattata da una prospettiva inedita nonché approfondita.

“Oh Signore, abbi pietà di me. A Dio affido la mia anima.” – Anna Bolena

 

Written by Carolina Colombi 

 

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