“Later” di Stephen King: solo i morti non hanno segreti

Later” è l’ultimo lavoro del maestro Stephen King e, devo dire, in confronto al penultimo libro recensito che mi aveva lasciata un poco delusa, questo mi ha convinta.

Later di Stephen King
Later di Stephen King

L’ho letto velocemente perché mi ha preso e costretta a finirlo!

Scritto in prima persona da Jamie, ora adulto e scrittore, mentre ricorda la sua infanzia di bambino con poteri soprannaturali.

All’inizio assomiglia tantissimo al film “Il sesto senso” con Bruce Willis, tanto che lo stesso King lo nomina alcune volte, facendovi riferimento e dicendo che la realtà non è come in quel film.

Jamie vive con la madre, un’agente letterario, che per un po’ di tempo ha una relazione con una poliziotta, Liz.

La madre non sa cosa pensare di quel figlio che dice di parlare coi defunti, morti che, dopo poco, sbiadiscono e se ne vanno; presumibilmente là dove vanno tutti i morti.

Ne è imbarazzata, forse spaventata, di certo non ne parla volentieri.

Fino a quel momento il libro ricorda davvero molto il film nominato, ma a un certo punto se ne discosta, prendendo un’altra direzione.

La madre di Jamie, disperata, chiede aiuto al figlio e alla poliziotta perché, il suo migliore scrittore, è deceduto senza avere finito il romanzo che stava scrivendo.

Si dirigono verso casa dello scrittore e lo trovano accanto allo studio, perlomeno, solo il ragazzino riesce a vederlo. Jamie si fa dettare tutto il romanzo, così che la madre possa finirlo lei in vece dell’autore.

Perché i morti non possono mentire, pare siano obbligati a dire la verità, a rispondere alle domande che vengono loro poste.

Più volte, lo stesso Jamie, ricorda ai lettori che si tratta di un libro dell’orrore quello che sta scrivendo.

La poliziotta, cacciata dalla casa di Tia e Jamie, dopo che è stata sorpresa con della droga, torna a cercare il ragazzino perché ha bisogno di parlare con un morto.

Un morto particolare, che non se ne va semplicemente come hanno fatto gli altri, ma resta a perseguitare il povero Jamie.

Ritroviamo un rito già noto a noi lettori di King, il rito di Chud. Lo abbiamo letto la prima volta in It e qui verrà replicato.

Stephen King
Stephen King

Di nuovo Liz porterà con sé Jamie, questa volta dopo essere stata sbattuta fuori anche dalla polizia. E il ragazzino dovrà chiamare a sé proprio quello spirito che, col rito di Chud, aveva allontanato da sé.

C’è una definizione calzante per quanto riguarda il suo talento: “James Conklin, detective del mondo dei morti. O forse detective dal mondo dei morti. Non era mai riuscito a capire quale delle due definizioni suonasse meglio”.

Un libro facile, agevole, che scorre, trascina come un fiume in piena.

Troppo breve, ecco, questo ho pensato quando sono arrivata alla fine, un finale dove c’è un colpo di scena.

Perché è un susseguirsi di “dopo”, così come scrive in copertina King: “C’è sempre un dopo, adesso lo so. Almeno finché non moriamo”.

 

© 2021 Sperling & Kupfer

ISBN 978-88-200-7118-9

Pag. 304

€ 19,90

 

Written by Miriam Ballerini

 

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