“Anaïs Nin – Nel mare delle menzogne” di Léonie Bischoff: graphic novel sensuale ed onirica

Anaïs Nin nasce il 21 febbraio 1903 in Francia e vive tra l’Europa e gli Stati Uniti, sempre alla ricerca di passioni verso l’arte della scrittura e verso l’amore.

Anaïs Nin – Nel mare delle menzogne di Léonie Bischoff
Anaïs Nin – Nel mare delle menzogne di Léonie Bischoff

Nota per essere un’antesignana dei suoi tempi, una delle prime a scrivere dell’erotismo femminile e dei suoi desideri ai quali riesce a dare forma letteraria in modo proprio, trovando un linguaggio femminile del racconto erotico.

Sposa Hugh Guiler, ma la sua vita sessuale non è così appagante e sebbene provi un grande amore per lui, oltre trenta anni insieme, lo tradisce ripetutamente.

Sicuramente la persona che ha dato grande linfa sia alla sua arte che al suo lato sensuale nascosto è stato Henry Miller; anche lui scrittore la sprona e la invita a continuare a scrivere intessendo parallelamente una liason amorosa e passionale. Non solo, Anaïs conoscerà la moglie di lui, la signora Jane Mansfield e si innamorerà anche di lei in un triangolo amoroso delicato e complesso.

L’erotico e la scrittura dei suoi pensieri più profondi nei suoi diari che poi verranno pubblicati sono anche un modo per conoscere se stessa e la psicoanalisi, novità per quel periodo storico, è un ulteriore metodo per mettersi alla prova.

La conoscenza di due illustri dottori quali René Allendy e Otto Rank, allievo di Freud, le fanno capire che può spingersi oltre alle sue fantasie e alle sue paure. Anche con loro intesse relazioni extraconiugali, come se il sesso fosse un modo liberatorio per vivere la propria vita senza costrizioni sociali e nemmeno psicologiche, un ulteriore metodo verso la conoscenza interiore.

La relazione col padre e il rapporto con lui sono una delle questioni controverse sia della sua biografia che nella graphic novel. La sua fragilità mentale è chiara quando sprofonda in una intensa passione incestuosa e solo andando a fondo nella sua ossessione riesce a liberarsene per sempre e a superare quel turbamento emotivo costante che ha avuto nei confronti della figura paterna e del legame pericoloso per la sua psiche. Una vita piena di incontri e di relazioni che le hanno fatto scoprire se stessa e la complessità umana in relazione con gli altri. Mille vite delle quali scrivere e raccontare, indivisibile la sua vita dalla sua arte.

La biografia di Anaïs Nin è molto più ampia di questo riassunto frammentario che ho fatto cogliendo i passaggi all’interno della graphic novel “Nel mare delle menzogne” edito da L’Ippocampo Edizioni. Non ho mai letto nessun diario dell’autrice, ma conosco alcune frasi celebri e alcuni suoi pensieri molto in voga sui social network come molte altre persone.

Anaïs Nin – Nel mare delle menzogne di Léonie Bischoff
Anaïs Nin – Nel mare delle menzogne di Léonie Bischoff

La sua figura di donna appassionata della vita nella sua totalità vede il sesso e l’erotismo come parte fondamentale non solo maschile, ma soprattutto femminile. Anaïs è una donna anticonformista e libera. Suo marito le resterà accanto anche quando scoprirà i tradimenti numerosi dai suoi diari (erano in doppia copia), non rivela tutto al marito per i suoi sensi di colpa, ma quando riesce a dire la verità può sentirsi libera di non ferirlo visto che non è ipocrita con se stessa.

Il ruolo della donna nella società novecentesca era quella di moglie e madre, un ruolo che non si addice ad Anaïs.

Nella graphic novel c’è questo dualismo che da una parte vuole una donna nei canoni sociali e nel ruolo definito, dall’altra parte la sua interiorità che la spinge ad essere libera nelle sue fragilità e nelle sue scoperte, anche sessuali e di confronto con l’altro diverso da sé.

Nei disegni la complessità della sua mente è esplicitata nei colori molteplici delle matite multicolore che in un solo tratto disegnano una figura con mille sfumature. I disegni sono sinuosi e delicati nei momenti della sua vita e anche scene sessuali non sono scabrose e vouyeristiche, ma rivelano un erotismo velato e sensuale, mai volgare.

Le didascalie dei pensieri di lei ci fanno percepire le sue sensazioni ed emozioni, la narrazione in prima persona riesce ad entrare nella sua mente e a farci scoprire il suo pensiero tramite frasi prese dai suoi scritti che si adattano perfettamente a scene della sua vita quotidiana.

Alcune tavole sono molto più colorate e piene di oggetti che richiamano ad archetipi dei sogni (nave, tempesta, mare) e rappresentano la parte onirica della protagonista con incubi tumultuosi o sogni in un mare tranquillo simboli stessi della sua personalità ingabbiata o che cerca semplicemente di vivere tranquillamente appagando i suoi desideri.

Spesso durante la lettura Anaïs mi è sembrata egoista, lussuriosa e lunatica, in alcune parti la lettura mi ha turbata per i suoi comportamenti espliciti, senza filtri, diretti verso uomini diversi e soprattutto verso il padre. Eppure è chiaro come l’espressione della sua vita sia concatenata a quella della sua psiche e poi della sua espressione artistica. Se non avesse vissuto in modo così appagante, senza convenzioni borghesi, contro il perbenismo e la morale dell’epoca, non ci sarebbero stati i suoi scritti e la sua arte.

Léonie Bischoff riesce a scavare nella vita di Anaïs Nin senza rimanere in superficie nonostante riassuma tutto con molti silenzi e poche parole, i disegni esprimono la donna anticonvenzionale, ma non per esteriorità o per il bisogno di farsi vedere come spesso accade oggi. La protagonista è una donna che ha bisogno di quegli spazi di fuga, di quelle passioni e di quegli incontri per capirsi, per esplorare se stessa e per non cadere nella superficialità della vita.

Léonie Bischoff - Anaïs Nin
Léonie Bischoff – Anaïs Nin

Il linguaggio del fumetto riesce ad integrare tre aspetti fondamentali: vita, sogni e sensazioni in un vortice di colore, di vuoti e di pieni. Una grande sensibilità dell’autrice che ci parla di Anaïs come farebbe lei stessa con luci ed ombre, con sensualità e inconsapevolezza, con trauma ed estasi.

Devo essere una sirena, non ho paura della profondità e ho una gran paura della vita superficiale” queste parole sintetizzano il mare in cui Anaïs nuota nella sua vita e il suo coraggio nell’andare a fondo.

Per chi vuole conoscere di più della vita di questa autrice sicuramente la graphic novel è un punto di inizio, i suoi diari pubblicati esprimono sicuramente appieno i suoi pensieri, ma trovo che la chiave di lettura contemporanea del fumetto possa dare risalto alla figura artistica della Nin spesso racchiusa in etichetta di genere quello erotico come a denigrare la sua scrittura, mentre è importante conoscere ed approfondire anche questa parte dell’aspetto umano per confrontarsi e saper scegliere chi essere e cosa diventare.

La graphic novel non è una semplice biografia, ma scava e si tuffa in un mare oscuro insieme alla protagonista cercando di cogliere ogni sfumatura e aspetto più profondo di una donna tormentata, curiosa e introspettiva.

 

Written by Gloria Rubino

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: