Intervista di Alessia Mocci a Simona Mantovani: vi presentiamo “Romilda e il tesoro della felicità”

“La fiaba permette ai bambini di ritrovarsi nei personaggi, rivivere le loro avventure e, di conseguenza, di trovare soluzioni diverse ai loro problemi quotidiani. Il potere della fiaba però è molto forte anche nell’adulto proprio perché ritrova quegli archetipi che conosceva da bambino.– Simona Mantovani

Simona Mantovani
Simona Mantovani

La parola “favola” deriva dal latino “fabula” che ha come significato “dire, raccontare” e propriamente indicava una origine di fatti inventati (leggende, miti), la radice è comune a “fiaba” (dal latino volgare fab(ŭ)la) anche se differiscono dall’ambientazione del racconto e dai personaggi; infatti nelle favole oltre ad un insegnamento morale posto sul finale troviamo esseri antropomorfi che rappresentano gli esseri umani, mentre le fiabe sono caratterizzate dalla presenza di esseri fantastici come orchi, fate, maghi, giganti, gnomi e folletti.

Simona Mantovani insegna in una scuola d’infanzia da 22 anni, ed è operatore di teatro sociale e di Teatro che cura nonché dal 2018 è Presidente dell’Associazione “L’albero tra le nuvole” che si occupa di sostenere le famiglie nei diversi momenti e fasi della vita. Negli anni ha anche dato avvio a percorsi di letture animate per bambini in alcune biblioteche di Pavia.

È del 2016 la pubblicazione della fiaba “Romilda e il tesoro della felicità”, edito dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni per la collana Fairie, con copertina ed immagini all’interno del volume di Ilaria Mazzocchi.

Sentendo già la melma al collo, istintivamente afferrò l’amuleto per toglierselo. In quel momento apparve Hildegarda che cominciò a sussurrarle: «Non avere paura della tua rabbia, accoglila nel tuo cuore ed accettala come una parte di te, abbandonati a lei e solo quando sarai completamente risucchiata dalla sua forza come in un mulinello d’acqua sarai sbalzata fuori con una tale violenza che potrai salvarti».

 

A.M.: Buongiorno Simona e benvenuta su Oubliette Magazine. Le porgo i miei complimenti per la sua pubblicazione avvenuta qualche anno fa, nel 2016. Come prima domanda mi piacerebbe discorrere sulla scrittura in generale. Perché si ha esigenza di scrivere?

Simona Mantovani: Buongiorno Alessia, grazie per questa opportunità. Ognuno di noi ha un angolo dove ritrovarsi e dove stare bene. Questo potrebbe essere dipingere un quadro, suonare uno strumento e comunque legato a qualche aspetto artistico e creativo. Ormai l’aspetto positivo dello scrivere è noto a tutti sia sotto il profilo fisico con miglioramenti evidenti in diversi settori sia a livello psicologico per aumentare la sensazione di benessere. Scrivere può aiutare a rimettere in ordine emozioni o sensazioni. Ci permette di elaborare in modo diverso eventi della nostra vita e nello stesso tempo favorisce ad altri la possibilità di conoscerci meglio. Ci sono diversi modi di scrivere. Si può scrivere per passatempo gettando su un foglio bianco parole significative che rievocano ricordi. Oppure un’altra forma di scrittura è la poesia in cui metafore e parole acquistano un altro significato. Altre persone tengono un diario biografico in cui ritrovarsi a distanza di tempo. In quest’epoca attuale scrivere è usare e-mail per comunicare e riducendo le distanze tra persone. Ognuno può usare la scrittura per crearsi uno spazio di benessere in cui ritrovare sé stesso e mettersi in relazione con gli altri.

 

A.M.:  In che senso “Romilda e il tesoro della felicità” è una fiaba che fa diventare grandi i bambini e fa tornare un po’ bambini i grandi?

Romilda e il tesoro della felicità
Romilda e il tesoro della felicità

Simona Mantovani: La mia idea di scrivere questa storia era proprio legata ad un mio bisogno personale di poter rimettere in ordine i miei pensieri e poter rielaborare eventi della mia vita guardandole da un altro punto di vista. La scelta della fiaba non è casuale. Ho scelto proprio questa modalità di scrittura perché credo fortemente nel potere della fiaba essendo io un’insegnante di scuola d’infanzia. La fiaba permette ai bambini di ritrovarsi nei personaggi, rivivere le loro avventure e, di conseguenza, di trovare soluzioni diverse ai loro problemi quotidiani. Il potere della fiaba però è molto forte anche nell’adulto proprio perché ritrova quegli archetipi che conosceva da bambino. Un adulto che legge una fiaba ritrova la sua parte infantile e gli permette di rivivere emozioni vissute durante l’infanzia con occhio diverso.

In questo caso, Romilda è un libro in cui volutamente non c’è una principessa che da un principe deve essere salvata. C’è una bambina che superando diverse prove si ritrova adulta. Romilda è un’eroina che con le sue forze e percorrendo un percorso trova la sua felicità. Inoltre, in questo libro sono racchiuse anche frasi di pensiero positivo che possono aiutare i bambini a trovare una propria forza e autostima e dall’altra parte vuol fare riflettere l’adulto su come la vita può essere vissuta diversamente solo cambiando il nostro modo di pensare. Ecco perché è una fiaba che aiuta i bambini a diventare adulti e gli adulti a tornare bambini. Alla fine del libro c’è anche un finale a sorpresa proprio per quegli adulti, per fargli vedere come le cose possono essere diverse se guardate in modo inusuale.

 

A.M.: L’incipit della fiaba recita: “C’era una volta nella lontana Italia settentrionale del Medioevo, un piccolo castello circondato da meravigliose campagne.”. Questo castello piccolo e sobrio appartiene ad un suo ricordo? Un castello dell’Italia settentrionale che ha visitato? Oppure quando ha steso la storia si è immaginata un castello che non ha mai visto nella realtà?

Simona Mantovani: Come ho scritto nel libro io abito in un paese in provincia di Pavia, città e capitale del regno Longobardo. Io sono molto legata alla mia città sia perché da generazioni abitiamo qui sia per il suo aspetto storico e fiabesco. Il castello è sicuramente il castello Visconteo di Pavia ma nel nostro territorio Pavese, ma anche italiano, fatto di colline e monumenti ogni piccolo paese ha un castello e quindi ognuno può ritrovarsi in questa fiaba. Ci sono castelli stregati, su rupi gigantesche, arroccati in cima a montagne ripidissime. La mia scelta era proprio per un omaggio alla mia città di nascita e alla sua importanza storica nel contesto nazionale. Infatti per questo motivo anche i nomi di tutti i personaggi sono nomi longobardi. Romilda è una piccola bambina longobarda.

 

A.M.: Chi è Romilda?

Simona Mantovani: Romilda è una bambina che vive in questo castello con i suoi genitori, il duca e la duchessa. In questo castello tutto procede con gioia fino all’arrivo di Erolod che, con l’aiuto dei suoi servitori, chiuderà il cuore a tutti i protagonisti della storia. Tutti tranne a Romilda. A questa bambina, fatta donna, è stato affidato il difficile e duro compito di riportare il suo regno all’antico splendore. Solo superando dure prove e solo grazie alla sua volontà tutto questo sarà possibile. Naturalmente come in tutte le favole, Romilda è accompagnata da esseri magici, gli gnomi della fortuna, che le mostreranno la strada giusta. Romilda è anche un pupazzo di gommapiuma realizzato da me che mi segue quando faccio le presentazioni del mio libro presso le varie librerie ed è quella che mi aiuta ad entrare nei cuori dei miei piccoli lettori.

 

A.M.: Perché l’essere umano è così tanto legato al luogo natìo?

Simona Mantovani
Simona Mantovani

Simona Mantovani: Il luogo da cui proveniamo costituisce le nostre origini, le nostre radici. A volte sono radici forti ben radicate a volte più fragili e pesanti da portare. Molto spesso è necessario lasciare i propri posti nativi per trovare la propria strada e il nostro posto. Altre volte si ripercorrono le stesse strade dei nostri antenati senza che niente cambi. Amo Pavia per il suo aspetto storico e potenza nell’essere stata la capitale del regno longobardo. Mi ritrovo in lei nel suo aspetto culturale di città universitaria. Rimango affascinata dal suo aspetto magico e dalle mille leggende che circondano questa città denominata delle cento torri. Il mio carattere assomiglia a questa città così operosa, così ingegnosa e così artistica. Scrivere Romilda è stato, oltre che una soddisfazione di un bisogno personale, anche un atto di ringraziamento e riconoscimento a questa meravigliosa città.

 

A.M.: Causa pandemia le presentazioni letterarie non sono praticabili ma ho notato che in tanti hanno ben pensato di utilizzare i social network e la modalità video come alternativa.

Simona Mantovani: Prima dell’attuale situazione sanitaria di emergenza ho fatto le mie presentazioni in librerie locali ma con l’attuale situazione di emergenza ho scoperto i social network proprio per la divulgazione del mio libro. Ho creato nel 2018 un’associazione di Promozione Sociale “L’albero tra le nuvole” che mi sta aiutando a promuovere il mio libro su canali alternativi. Mi piacerebbe molto sperimentare in modo sempre più consapevole questa nuova modalità comunicativa. Dopo averla sperimentata a scuola con la didattica a distanza ho scoperto gli innumerevoli aspetti positivi di questi nuovi social.

 

A.M.: Salutiamoci con una citazione…

Simona Mantovani: La frase con cui vorrei salutare tutti e “La salute si basa sulla felicita: dall’abbracciarsi e fare il pagliaccio al trovare la gioia nella famiglia e negli amici, la soddisfazione nel lavoro e l’estasi nella natura delle arti.

È una frase di Patch Adams, che ritengo più che mai attuale, e che portò la clownterapia in Italia, che mi ha fatto conoscere il potere magico dei clown di corsia. Questo incontro con la clownterapia mi ha cambiato profondamente sia a livello personale sia a livello lavorativo. Devo dire grazie ad un naso rosso se ho avuto modo di tirare fuori la mia vera essenza anche da scrittrice. Il naso rosso mi ha aiutato a credere nei sogni e a vedere la vita con occhi diversi.

 

A.M.: Simona la ringrazio per questo inno alla felicità ed auguro che possa essere di aiuto. La saluto con le parole di Khalil Gibran: “Le persone più felici non sono necessariamente coloro che hanno il meglio di tutto, ma coloro che traggono il meglio da ciò che hanno.

 

Written by Alessia Mocci

 

Info

Acquista “Romilda e il tesoro della felicità”

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: