“Il giardino segreto” di Linda Chapman: dal filone cinematografico all’adattamento editoriale del romanzo di Frances Hodgson Burnett

Avere tra le mani, sfogliare, leggere la traduzione italiana di Alessandra Maestrini per DeAgostini Planet (dicembre 2020) di The secret garden: The Story of the Movie, per chi ha apprezzato le numerose edizioni del romanzo o le sue trasposizioni cinematografiche, è sempre un’emozione.

Il giardino segreto di Linda Chapman
Il giardino segreto di Linda Chapman

Il giardino segreto: la storia del film è stato scritto da Linda Chapman, basato sulla sceneggiatura di Jack Thorne e sul romanzo originale di Frances Hodgson Burnett (1849-1924), scritto nel 1900 e pubblicato a puntate tra 1910 e 1911 su The American Magazine. Come gli altri romanzi di successo della Burnett, Il piccolo lord (1886) e La piccola principessa (1905, riscrittura di Sara Crowe) anche il Giardino segreto ha fatto parte del bagaglio di letture della fanciullezza di numerose generazioni, restando fortemente impresso nella memoria.

Per un libro di tale successo, divenuto presto un classico, è normale vi siano state varie trasposizioni cinematografiche, dalla prima del 1919, film muto della durata di 50 minuti, diretto da G. Butler Clonebaugh, seguita nel 1949 dalla pellicola di 92 minuti per la regia di Fred M. Wilcox.

Nel 1975 ne fu prodotta una serie tv col titolo Non c’è più nessuno, mentre nel 1975 fu la volta della regia di Alan Grint che ebbe anche un seguito dal titolo Ritorno al giardino segreto. È del 1993 il film diretto da Agnieszka Holland con la sceneggiatura di Caroline Thompson, della durata di 98 minuti.

Con l’uscita, il 10 dicembre 2020, su Amazon Prime, del film per la regia di Marc Munden e dagli stessi produttori di Harry Potter e Paddington, nel corso di un secolo si è creato un vero e proprio “filone Il Giardino segreto” che si è pensato di tradurre in un nuovo libro dedicato all’ultima versione cinematografica.

Si tratta del romanzo ufficiale, di 256 pagine, disponibile anche in versione ebook, contenente un inserto con immagini originali del film. La copertina è molto bella e riprende un’immagine della pellicola con la protagonista, la piccola Mary Lennox, di spalle, col cane Hector di fronte al cancello aperto di un lussureggiante giardino soffuso in una luce da sogno. La scelta della cover è in sintonia con una versione cinematografica che per vari tratti vira sul fantasy, distaccandosi in alcuni punti della vicenda dall’originale, compreso l’inserto della scena finale che, pur tuttavia, non dispiace.

La narrazione si snoda attraverso 23 capitoli, a partire da una Mary Lennox ancora nella sua casa indiana che sta per essere travolta da un’immane sciagura quale la perdita di entrambi i genitori e di tutto il suo mondo, compreso quello delle favole e dei colori. Via via si delinea una bambina che in Inghilterra presso la dimora di uno zio acquisito, da antipatica, scontrosa e viziata, trasforma prima se stessa, la propria affettiva e familiare – specie nel suo rapporto con la defunta madre – poi anche gli altri attorno a sé.

Il film, come il libro, richiama atmosfere e argomenti cardine dell’originale della Burnett, ove i temi del lutto, del dolore e della paura e le difficoltà a gestirli, sono un filo conduttore che lega molti dei personaggi e la stessa casa degli zii che accoglie Mary in Inghilterra, nella sua decadenza e nel suo stato di abbandono, mostra la prostrazione e la prigionia nel dolore di chi non è riuscito a reagire, lasciandosi soverchiare.

Il mondo degli adulti e quello che bambini sono troppo spesso e troppo a lungo distanti, anche affettivamente e di questo stato di cose è vittima il cugino di Mary, Colin, costretto a vivere recluso, relegato a letto, a causa del terrore del padre Archibald di perdere anche lui, dopo aver perso la moglie.

Frances Hodgson Burnett - Linda Chapman
Frances Hodgson Burnett – Linda Chapman

Ma Mary ha un carattere determinato e con curiosità e coraggio supera la disperazione e la solitudine. Dai toni cupi del grigio alla sovrabbondanza di colori che ricorda i luoghi e i momenti più belli della vita indiana, una storia di cambiamenti, di evoluzione e crescita, nella quale vengono trascinati anche gli altri personaggi, bambini e adulti, grazie a un’autentica magia, che non è dovuta, però, a creature fantastiche e oggetti fatati.

La chiave ritrovata del giardino segreto sta nelle nostre mani e solo noi possiamo aprire o riaprire, curare, amare e far risplendere le bellezze in esso contenute. La chiave capace di compiere questo prodigio è l’amore, ma la scoperta della chiave e, prima ancora, di quel metaforico giardino, può essere fatta solo con e grazie agli altri, uscendo dal ripiegamento su se stessi.

Un giardino chiuso per troppo tempo che finalmente torna a “brillare di segreti un tempo imprigionati, ora svelati”.

Magia, vento, foglie e fiori, ma soprattutto, finalmente, gioia.

 

Written by Katia Debora Melis

 

 

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