“Tattilismo e Lo splendore geometrico e meccanico” di Filippo Tommaso Marinetti: i gomiti vedono, le ginocchia ascoltano

La Vita ha sempre ragione! I paradisi artificiali coi quali pretendere di assassinarla sono vani. Cessate di sognare un ritorno assurdo alla vita selvaggia. Guardatevi dal condannare le forse superiori della Società e le meraviglie della velocità. Guarite piuttosto la malattia del dopo-guerra, dando all’umanità nuove gioie nutrienti.– Filippo Tommaso Marinetti

Tattilismo e Lo splendore geometrico e meccanico di Filippo Tommaso Marinetti
Tattilismo e Lo splendore geometrico e meccanico di Filippo Tommaso Marinetti

Il 14 gennaio del 1921, cento anni fa, Filippo Tommaso Marinetti presentava ufficialmente il manifesto del Tattilismo al pubblico del Théâtre de l’Œuvre di Parigi. Sono trascorsi diversi anni dalla lettura del Manifesto del Futurismo (1909) eppure l’entusiasmo mostrato dal poeta e scrittore nato ad Alessandria d’Egitto nel 1876 è il medesimo.

La Prima guerra mondiale è ormai terminata e Marinetti lamenta una dualità negativa fra gli italiani (ma forse estendibile anche agli abitanti degli altri Stati): una maggioranza rozza che ha la sola preoccupazione di aver maggior benessere materiale ed una minoranza di artisti che “manifesta invece i sintomi di un male profondo e misterioso”.

Uno sguardo diverso – tipico del Futurismo – che ha sempre acclamato la velocità, le grandi città, l’automobile.

Diamoci in pasto all’ignoto, non già per disperazione, ma soltanto per colmare i profondi pozzi dell’assurdo!– Filippo Tommaso Marinetti

Ma la guerra che ha devastato l’Europa ha portato al bisogno di una vita “contemplativa, lenta e solitaria” e si risveglierà solo negli anni ’30 per poi cadere di lì a poco in una paralisi ancora più profonda.

Ma nel ’21 Marinetti non poteva immaginare l’orrore prossimo e la sua fiamma bruciava alta mentre costruiva le prime tavole tattili.

Ero nudo nell’acqua di seta, lacerata dagli scogli, forbici coltelli rasoi schiumosi, fra i materassi d’alghe impregnate di iodio. Ero nudo nel mare flessibile acciaio, che aveva una respirazione virile e feconda. Bevevo alla coppa del mare piena di genio fino all’orlo. Il sole con le sue lunghe fiamme torrefacenti vulcanizzava il mio corpo e bullonava la cinghia della mia fronte ricca di vele.

Tattilismo e Lo splendore geometrico e meccanico” è stato pubblicato dalla casa editrice FVE Editori nel 2020 e presenta – come si evince dal titolo – due manifesti di Filippo Tommaso Marinetti, con prefazione di Valentina Ferri, ed immagine di copertina di Francesca Bianchessi.

Valentina Ferri propone l’osservazione della storia dell’arte Claudia Salaris secondo la quale Benedetta Cappa (Roma, 14 agosto 1897 – Venezia, 15 maggio 1977), moglie di Marinetti, non poteva non conoscere i giochi didattici di Maria Montessori (Chiaravalle, 31 agosto 1870 – Noordwijk, 6 maggio 1952) avendo lavorato in una scuola di San Lorenzo.

Così Marinetti sente la necessità di proporre una cura intensiva per il tatto che – a suo dire – avrebbe portato gli uomini alla “vera sincerità”. Il manifesto presenta, infatti, le scale educative del tatto e le diverse tavole tattili (semplici, astratte o suggestive, per sessi diversi).

Ragguaglia, poi, sul come prepararsi alle tavole tattili: “Bisognerà tenere inguantate le mani per molti giorni, durante i quali il cervello si sforzerà di condensare in esse i desideri di sensazioni tattili diverse”.

“Lo splendore geometrico e meccanico e la sensibilità numerica” ha come data il 18 marzo 1914 ed è un’utile lettura per comprendere quanto una certa classe intellettuale tendesse alla guerra per la “potenza” che si esercitava con l’uso delle armi, sempre per quell’inno alla velocità di cui si è accennato.

Filippo Tommaso Marinetti - tavola tattile
Filippo Tommaso Marinetti – tavola tattile

Si riporta una frase che richiede una lettura senza giudizio, senza polo positivo o negativo, ma semplicemente neutrale: “Notai infatti nella batteria De Suni, a Sidi-Messri, nell’ottobre 1911, come la volta lucente e aggressiva di un cannone arroventato da sole e dal fuoco accelerato renda quasi trascurabile lo spettacolo della carne umana straziata e morente.”

È successiva alla Seconda guerra mondiale la percezione sgradevole della morte del “nemico”, l’anno descritto da Marinetti è il 1911, “Lo splendore geometrico” uscirà a marzo del 1914 e la Prima guerra mondiale inizierà il 28 luglio dello stesso anno. Il Futurismo è un’avanguardia importante e notevole che per decenni è stata oggetto di discriminazione artistica e verso la quale si dovrebbe guardare con maggiore impegno.

Il verbo all’infinito, invece, è il moto stesso del nuovo lirismo, avendo la scorrevolezza di una ruota di treno, o di un’elica d’aeroplano. […] Il verbo all’infinito esprime l’ottimismo stesso, la generosità assoluta e la follia del Divenire. Quando io dico: correre, qual è il soggetto di questo verbo? Tutti e tutto: cioè irradiamento universale della vita che corre e di cui siamo una particella cosciente.”

 

Written by Alessia Mocci

 

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