“La foresta fossile” di Cristina Converso: i danni all’ambiente come brutale ferita

“Dopo anni di dedizione, il professore Ernesto Meina aveva riportato alla luce la ‘foresta fossile’ della Stura di Lanzo”

La foresta fossile di Cristina Converso
La foresta fossile di Cristina Converso

Cosa s’intende per foresta fossile? A spiegarlo è Cristina Converso, nel suo eco thriller La foresta fossile, romanzo pubblicato da Buendia Books nel 2020.

“L’illustre professore torinese aveva sentito germogliare quella missione durante gli anni di studio, quando, impegnato nelle ricerche per la stesura della tesi di laurea, si era imbattuto nelle tracce di legni fossili, citati in alcuni testi storici…”

Testo di recente pubblicazione, La foresta fossile si sviluppa con una trama accattivante e ben articolata, che gode di contenuti importanti compresi in una narrazione del tutto gradevole. Che affronta una discussione importante come quella dei danni arrecati all’ambiente, attraverso l’inquinamento e la manipolazione di habitat atti alla conservazione del territorio.

Ambiente, che non solo è sfondo fascinoso delle vicende raccontate, ma è il focus su cui si concentra il romanzo. Con il Piemonte, nello specifico, regione ricca di paesaggi eterogenei ed evocativi, il quale ha dato i natali a grandi autori quali Beppe Fenoglio e Cesare Pavese, che dell’ambientazione piemontese ne hanno fatto un simbolo.

Ed è dalla Valle della Stura di Lanzo, con la Stura che è un affluente della riva sinistra del Po, che inizia un racconto davvero intrigante.

“Fuori, nei giardini del campus, gli studenti, raccolti in piccoli gruppi, si confrontavano sui prossimi appelli. I ragazzi, con le mani affossate nelle tasche, e le ragazze, avvolte in sciarponi di lana colorata, alimentavano il brusio che rimbalzava sui muri dell’edificio…”

Da prima è la sparizione di un professore a incuriosire i suoi assistenti, due giovani ricercatori legati profondamente al loro territorio, a cui segue il suo omicidio dai risvolti misteriosi. Consumatosi poco prima che il professore desse conto dei risultati della sua ricerca, inerenti proprio al sito in questione.

Da quando viene ritrovato il corpo del docente il romanzo si snoda con vicende altalenanti, le quali vedono i due giovani, Giulio e Martina, affannarsi per dare un’interpretazione del brutale assassinio, mentre altri elementi intervengono a portare avanti una trama avvincente.

Soprattutto nel momento in cui anche Giulio sparisce senza alcuna spiegazione e Martina, rimasta sola, confortata soltanto da due amici librai, cerca di sbrogliare la matassa di congetture, data da indizi e tracce, legate alla morte del professore e alla sparizione del suo compagno di studi.

Ed è nel tentativo di districarsi fra vicende oscure, che Martina si scontra con una realtà di cui prima non aveva consapevolezza: i danni all’ambiente che vengono perpetrati da equivoci personaggi del luogo sono per lei una brutale ferita al ‘suo’ territorio.

Dibattendosi fra molte difficoltà la giovane ricercatrice è sicura di dover in quel modo rendere giustizia al suo professore, che molto ha contribuito per salvaguardare un territorio detentore di un ecosistema ricco come quello della Valle di Lanzo.

Cosa c’è dietro all’omicidio del professore? Qual è il movente?

Si chiede Martina. Seguendo poi un filo logico di pensiero mette in fila i fatti l’uno accanto all’altro, consentendo al romanzo di raggiungere un crescendo di tensione, propria di un thriller di ampio respiro.

“Tutti guardarono Martina in attesa di un cenno, lei si stringeva nel giaccone, con le mani livide e contratte, la destra portava i segni che aveva sferrato a Vittorio…”

Romanzo ben costruito e dalla trama a cui non manca la giusta atmosfera, La foresta fossile affronta la questione ambientale con competenza. Interessante la problematica affrontata dall’autrice, che è da interpretarsi come un’esortazione al singolo, che deve anch’esso tutelare il territorio da danni ambientali.

Il racconto di una realtà, quale è l’esistenza di una foresta fossile, in commistione all’aspetto romanzato del libro, sono valore aggiunto di un libro dalla trama fluente; dove personaggi, più o meno ambigui, sono tratteggiati egregiamente, e adeguati ad animare una narrazione colorita e a tratti arricchita da una vena ironica. Che porta la trama a sviluppare vicende che si concludono con un finale che il lettore non s’aspetta. Ed è grazie a un registro narrativo sciolto e agiato che, pagina dopo pagina, La foresta fossile sembra invitare il lettore a proseguire in una lettura tutt’altro che statica.

“I vecchi lampioni si erano accesi da poco, facendo calare sui volti un velo giallastro. Le loro ombre, sull’acciottolato grigio, correvano veloci. A quell’ora del tardo pomeriggio, la stradina era deserta…”

Cristina Converso
Cristina Converso

E adesso, qualche informazione a proposito della foresta fossile dell’area della valle di Lanzo, realtà ambientale di cui si conosce l’esistenza fin da fine ‘800, grazie al lavorio di botanici e ricercatori.

Ricerche poi riprese intorno agli anni ’80 del Novecento, durante i quali in seguito ad un’alluvione sono risultati visibili frammenti di tronchi e ceppaie, affiorati poi, in misura ulteriormente visibile negli anni 2000, scoperte che hanno dato il via a un censimento dei reperti a cura dell’Università di Torino, nonostante le difficoltà a conservare intatti tali siti.

Per foresta fossile s’intende un’area in cui giacciono reperti fossili, per esempio, ciò che resta di alberi millenari, le cui ceppaie, grazie a un processo chimico, sono ancora in piedi.

Un sito, dunque, di notevole interesse geologico e paleobotanico; un luogo, inoltre, dove è possibile avvertire la magnificenza di una natura ricca di un patrimonio ambientale che è bene collettivo, di cui siamo ospiti e non proprietari, in cui non si può smaltire illegalmente rifiuti d’ogni genere, oggi considerati reati ambientali.

A fine libro, per completezza, un’appendice di ordine normativo-giuridico, oltre un’interessante appendice tecnico-scientifica per illustrare al meglio la realtà di cui il libro è testimone.

Come dichiarato dall’autrice, La foresta fossile si è fatto strumento anche di promozione per far conoscere il territorio piemontese. In questo caso, luogo dal fascino indiscusso e ricco di un ecosistema dal valore indiscutibile.

“Tutta quella gente ha saputo perdonare, e avrà cura del proprio territorio, non permetteranno più che qualcuno faccia gli stessi errori, perché loro stessi ora guardano alla loro vita in modo diverso. La bonifica si farà, ci vorranno trenta, cinquant’anni, ma lo faranno per i loro figli!”

 

Written by Carolina Colombi

 

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