Intervista di Alessia Mocci a Jolanda Pergreffi: vi presentiamo “I rovi di Villa Lucia”

Un giorno qualunque, eppure unico e definitivo: la protagonista di questo romanzo vive proprio questa sensazione mentre le pagine iniziano a scorrere. Il suo sguardo coglie l’emozione, deciso a fissare nella memoria ogni dettaglio e tutti i ricordi. Col tempo Arianna comprenderà bene quanto i giudizi siano dominio degli ottusi, mentre i suoi sogni, tutt’altra cosa, inizieranno a diradare ogni nebbia.Cristina Del Torchio

Jolanda Pergreffi
Jolanda Pergreffi

Sì, è un giorno qualunque nella vita di Arianna, e basta un istante al lettore per trovarsi alla pagina trenta del romanzo “I rovi di Villa Lucia” per poi proseguire con la costante sensazione di voler accarezzare il volto della giovane ragazza, protagonista del libro.

I rovi di Villa Lucia” dell’autrice Jolanda Pergreffi è stato pubblicato nel giugno 2020 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni per la collana editoriale Trasfigurazioni. In copertina troviamo l’opera “Terre dell’Ignoto”, un acquarello dell’artista Mark Drusco.

A metà del vialetto, che portava alla strada, mi fermai. Mi girai verso le finestre chiuse all’ultimo piano e sentii sfuggirmi un singhiozzo. Guardai la riva del Tevere e l’acqua che, come sempre, scorreva verso il mare, noncurante del tempo e ignara delle pene che affliggevano l’umanità. Mi guardavo attorno e percepivo quella nostalgia per i luoghi che avrei lasciato per sempre, nulla di quello che mi circondava avrebbe più fatto parte del mio quotidiano vivere. Con me avrei portato i rari momenti belli e quelli di dolore profondo. “I rovi di Villa Lucia”

 

A.M.: Jolanda la ringrazio per il tempo che ha voluto dedicare a questa nostra intervista per presentare ai lettori il suo romanzo “I rovi di Villa Lucia”. Che cosa significa dedicarsi alla scrittura?

Jolanda Pergreffi: Grazie a te per lo spazio dedicato. Dunque, cominciamo! Ho iniziato a scrivere appena ho imparato a leggere, quindi molto presto. Venendo da una famiglia semplice e considerando quanto poco valore aveva negli anni ‘40 la cultura, con i miei scritti i miei genitori ci accendevano la stufa. La vita che porta ognuno di noi delle strade da scegliere e ha portato me a fare tutt’altro. Avevo circa sessant’anni quando ci ho deciso di dedicarmi nuovamente alla scrittura ed ammetto che il computer mi è stato di grande aiuto. Ho sempre trovato editori disposti a pubblicare i miei scritti compreso il settimanale Confidenze che dal 2011 ad oggi mi ha pubblicato circa settanta piccole storie vere. Scrivo nella solitudine del mio salotto e non importa se in città o in montagna, dove ho una casetta.

 

A.M.: Nello specifico, invece, può illustrarci alcuni dettagli concernenti alla creazione de “I rovi di Villa Lucia”?

Jolanda Pergreffi: “I rovi di Villa Lucia”, come i miei precedenti romanzi, editi da Spunto edizioni, li ho partoriti senza difficoltà alcuna. I miei personaggi mi corrono incontro provenienti da una enorme fantasia. Si posizionano nella mia mente e mi dicono cosa devo fare delle loro vite.

 

A.M.:Vivevo come su un’isola popolata dai dolorosi ricordi dell’infanzia e fanciullezza e dal dramma della morte di mia madre più fortemente sentita perché non ero riuscita a farmi amare da lei.” Una frase di grande impatto emotivo che palesa una sofferenza che ha causato problematiche psicologiche: perché una madre abbandona e non ama la propria figlia?

I rovi di Villa Lucia
I rovi di Villa Lucia

Jolanda Pergreffi: Se i personaggi sono di fantasia le storie prendono spunto da situazioni che la vita propone e dispone. Nei sentimenti umani tutto è possibile perché è la società stessa che molto spesso manovra i destini.

Arianna, che nasce dal rapporto di sua madre giovanissima e poverissima con un ricco industriale, viene lasciata alle cure di Ida, una bambinaia che le dedicherà la vita.

 

A.M.: Com’è, invece, il rapporto tra Arianna ed Ida?

Jolanda Pergreffi: Ida, nubile, al servizio della ricca famiglia di Arianna ama quella bimba problematica e infelice come fosse sua figlia. Il grande amore che cresce nel tempo porterà la donna a sacrificarsi per poterla accudire quando Arianna rimane povera e sola.

 

A.M.: Facciamo un salto indietro e prendiamo in mano l’incipit del romanzo: “Avevo sempre fatto confusione tra fatalità, destino e libero arbitrio quindi, in quella piovosa mattinata di giugno, intenta com’ero ad affrontare la nuova situazione, evitai di pormi il problema.” Perché l’essere umano si interroga sul futuro interpellando il destino ma, talvolta, augurandosi di poter agire secondo libero arbitrio?

Jolanda Pergreffi: Arianna, da giovane donna che tanto ha sofferto, si affida al destino perché non sa più trovare in sé la forza di togliere dalla sua anima il ricordo dello zio che abusava di lei, della mamma che assumeva sostanze stupefacenti e della morte di quello che sempre ha considerato padre. 

 

A.M.: Nella nota dell’Editore troviamo: “Un romanzo da assaporare in ogni sua sfumatura, in ogni piega della memoria, mentre ci insegna a non farci calpestare mai dalle difficoltà, da qualsiasi ostacolo, così da superare con gratuità e benevolenza ogni buio pensiero, liberando la nostra Essenza.” Ritiene che ogni essere umano sia capace di portar fuori una forza tale da superare qualsiasi ostacolo oppure, è una dota innata insita in alcuni piuttosto che in altri?

Jolanda Pergreffi: Sì, la forza è quasi sempre una dote innata ma credo che, comunque, le troppe traversie possono far vacillare anche una forza saldissima.

 

A.M.: Causa pandemia le presentazioni letterarie non sono praticabili ma ho notato che in tanti hanno ben pensato di utilizzare i social network ed il video come alternativa.

Jolanda Pergreffi: Essendo io una persona con pochissima esperienza di tutto ciò che è informatico dubito fortemente di riuscirci.

 

A.M.: Salutiamoci con una citazione…

Jolanda Pergreffi
Jolanda Pergreffi

Jolanda Pergreffi: Ho tanto amato Vasco Pratolini per il suo verismo. In particolare ho amato Metello. Archibald Joseph Cronin per la sua capacità di conciliare la sua professione di medico con la capacità di scrivere capolavori come “E le stelle stanno a guardare”.

 

A.M.: Jolanda, ringrazio nuovamente per il tempo dedicato. La saluto con le parole dello scrittore scozzese che ha nominato, Archibald Joseph Cronin: “Di tutti gli elementi che contribuiscono all’equilibrio famigliare, nessuno è più utile e opportuno del senso dell’umorismo.”

 

Written by Alessia Mocci

 

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