Sirmione, la perla del Lago di Garda

“Ecco: la verde Sirmio nel lucido lago sorride, fiore de le penisole” Giosuè Carducci, Odi barbare, Sirmione 1881

Sirmione - Photo by Riserva Vendicari
Sirmione – Photo by Riserva Vendicari

Definita la ‘perla del lago di Garda’, Sirmione corrisponde perfettamente al giudizio positivo che le hanno attribuito. E ciò, in virtù del suo fascino rimasto immutato nel tempo.

Borgo storico e meta privilegiata di vacanzieri occasionali o di lunga data, grazie alla felice posizione geografica di cui gode, Sirmione, in provincia di Brescia, si trova su di una lunga e sottile lingua di terra posta nella parte meridionale del lago di Garda.

A decantarne la bellezza sono stati anche autorevoli personaggi e scrittori illustri, che hanno attirato su Sirmione l’attenzione di molti visitatori, i quali hanno contribuito ad accrescerne la fama.

Catullo, Stendhal, Goethe fra questi, i quali ne hanno celebrato le bellezze artistiche e ambientali.

Il nome Sirmione trova la sua origine in fonti di diversa interpretazione: dal greco syrma, (coda o strascico), oppure in un termine in commistione con il gallico sirm (albergo) ed one, da cui albergo acquatico.

Confinante con altre località ugualmente attraenti ma non così suggestive, a sud-est si interfaccia con Peschiera del Garda mentre a sud-ovest con Desenzano del Garda.

“Noi siamo isole, ma mai troppo lontane, noi siamo isole, e io ho bisogno della tua luce stanotte…”

Cittadina prossima alla provincia di Verona, Sirmione affonda le sue radici in una storia ricostruita grazie ad attestazioni e ritrovamenti, i quali indicano la presenza dell’uomo in zona addirittura al periodo neolitico.

Si ha contezza poi, durante l’era del Bronzo (III-II millennio a.C.) di insediamenti palafitticoli, documentati non soltanto lungo le sponde del lago, ma anche in alcune aree dell’antico nucleo cittadino.

Centro favorito dall’eccellente geografia del suo territorio, Sirmione è luogo eletto fin da tempi remoti a soggiorni e vacanze dalle ricche famiglie veronesi di un tempo, principalmente verso l’estremità della penisola. Ad una di queste apparteneva il poeta Gaio Valerio Catullo (87-54 a.C.), che in un suo carme magnifica la cittadina.

In epoca romana, grazie alla sua posizione strategica, Sirmione è centro urbano di notevole interesse; a ricordarlo è la via Gallica, che segue la sponda meridionale del lago, ed è sito dove sorge la Sirmione Mansio, primo nucleo di edifici e stazione di sosta per i viaggiatori durante il periodo longobardo.

In epoca tardoromana, IV-V sec. d. C., è luogo fortificato e di controllo del basso lago; periodo in cui viene edificata una cinta muraria di difesa, al cui interno si stabilisce una prima comunità di residenti.

Sirmione - Grotte di Catullo - Photo by Grottedicatullo Beniculturali
Sirmione – Grotte di Catullo – Photo by Grottedicatullo Beniculturali

In seguito, le acque del lago sono teatro di accesi scontri; a ricordarlo, nell’anno 249 d. C., è la presenza degli eserciti di Decio Traiano e Filippo l’Arabo, i quali si affrontano in violentissimi combattimenti. Mentre, nel 312, sono le truppe di Costantino I e di Massenzio a confrontarsi con estrema brutalità, quale prologo della battaglia di Verona.

In epoca longobarda si racconta la presenza di monaci per evangelizzare il territorio, la quale favorisce la diffusione di attività commerciali e agricole.

Superato l’anno Mille, Sirmione è attestato quale dominio del Sacro Romano Impero.

Dopo di che, Federico Barbarossa concede alla città un’ampia autonomia in cambio della fedeltà all’Impero. Ma, a causa della dedizione che il podestà sirmionese assicura a Verona, nel 1197 Sirmione si allea con il comune scaligero.

Sopraggiunto il XIII secolo, la presenza di Federico II e Corradino di Svevia confermano a Sirmione i privilegi fiscali atti ad avvalorare il dominio degli Scaligeri, i quali testimoniano il loro dominio con la costruzione del Castello (o Rocca difensiva), eretto a baluardo e a simbolo della città.

La presenza di eretici Patarini, secondo la Chiesa cattolica, spinge gli Scaligeri a imprigionare e poi a metterli al rogo, coloro che non si pentono del loro credo.

Nel 1378 Sirmione passa sotto il potere di Gian Galeazzo Visconti, per diventare in seguito parte della Repubblica di Venezia. Rimanendo però un distaccamento militare; ne è esempio la chiesa di Sant’Anna, collocata all’interno del Castello e adibita a servizi religiosi per la guarnigione.

Dopo la caduta della Repubblica di Venezia, Sirmione è occupata da forze francesi.

Con il trattato di Campoformio, nel 1797, la sponda meridionale del lago di Garda passa alla Repubblica Cisalpina, per essere poi parte nel 1805 del napoleonico Regno d’Italia e del distretto di Brescia.

Con il Congresso di Vienna del 1816 viene istituito il Regno Lombardo Veneto presieduto dagli Asburgo, e Sirmione entra a farne parte.

Quando la città viene occupata da truppe franco-piemontesi, dopo la vittoria di Solferino e San Martino in seguito alla Seconda guerra d’indipendenza italiana è il 1859. Quando poi si compie l’Unità d’Italia, Sirmione è parte del Regno di Sardegna.

“Fai che il tuo cuore sia come un lago, con una superficie calma e silenziosa. E un profumo colmo di gentilezza” – Lao Tzu

Oggi, i molti visitatori che raggiungono Sirmione, ad ospitarli trovano un centro pittoresco e pregno di un’atmosfera senza tempo. Una città accogliente dove, in un tripudio di colori, una moltitudine di fiori che si affacciano ai balconi contribuisce a farne un luogo distante da caotiche realtà urbane, e dal fascino inimitabile.

Qui, viuzze dai muri di pietra, su cui si aprono bottegucce colme di manufatti e oggetti di artigianato di qualità, s’intrecciano l’un l’altra. Ed è grazie al turismo, che con una costante affluenza di ospiti fa di Sirmione una località protagonista del lago di Garda. Protagonismo, dovuto sì all’attraente paesaggio di cui il luogo beneficia con il suo affaccio sul lago più grande d’Italia, ma anche in virtù delle sue antiche vestigia risalenti a tempi lontani.

Un ambiente intimo e accogliente racchiuso fra le sue vetuste mura oppure in angoli prossimi alle sue sponde, ricco di un patrimonio storico e artistico di notevole interesse.

Castello Scaligero - Sirmione - Photo by Manfred Heyde - 2006
Castello Scaligero – Sirmione – Photo by Manfred Heyde – 2006

Non si può dunque raccontare Sirmione trascurando monumenti e bellezze ambientali, pronte ad attestare l’identità del luogo.

Da menzionare, come già riportato, il Castello Scaligero. Imponente architettura che ancora si staglia alta a difesa del luogo. Considerato uno dei castelli meglio conservati d’Italia, la sua edificazione risale alla metà del secolo XIII, in epoca scaligera; dinastia che ha governato Sirmione per oltre cento anni. Originale esempio di fortificazione lacustre il Castello è edificio circondato dal lago su tutti e quattro i suoi lati, con un mastio alto 47 metri.

Unico punto d’accesso via terra al centro storico della città, il Castello è opera urbanistica di grande suggestione e di notevole interesse architettonico, da cui è possibile godere di una vista spettacolare.

Quelle definite le Grotte di Catullo sono altro motivo di richiamo, fino ad accrescere la fama di Sirmione configurandola come una località fra le più attraenti del lago di Garda. Situate sull’estremità della penisola, le Grotte rappresentano una domus romana eretta tra la fine del I secolo a. C e il I secolo d. C.

Considerato un complesso archeologico di rilievo è uno dei pochi esempi di villa romana dell’Italia settentrionale; ed è custode di vicende importanti che hanno impresso al sito una singolare e antica atmosfera. La tradizione vuole che la villa sia stata di proprietà di Gaio Valerio Catullo, anche se a tale proposito non vi è completa certezza. Ma, ugualmente, conferma Sirmione come luogo di sicura testimonianza storica. Definite grotte, perché tempo addietro le rovine della villa avevano le sembianze di caverne.

Inoltre, Jamaica Beach, una delle spiagge più alla moda di Sirmione, trova spazio sulle sponde del lago. Il nome invitante porta inevitabilmente ad accostare la spiaggia a una esotica e tropicale, anche se l’ambiente è lacustre e non marino. Ugualmente però, l’arenile è adeguato affinché i turisti assaporino l’aria idilliaca di cui si può godere.

Un’escursione in barca per i visitatori che da Sirmione desiderano addentrarsi nei luoghi limitrofi, solcando le acque temperate del lago, è d’obbligo. Dopo circa quindici minuti di navigazione, dalla riva del lago si possono raggiungere delle isole le quali offrono un ulteriore elemento di pregio paesaggistico alla zona, e regalano scorci romantici e suggestivi ai visitatori.

L’isola di san Biagio, per esempio, conosciuta anche come isola dei Conigli. Oltre alla presenza di una ricca vegetazione, caratteristica di quest’angolo di paradiso è una comunità di coniglietti residenti sull’isola e abituati al contatto con l’uomo, da qui, l’appellativo che le è stato correttamente assegnato.

L’isola del Garda è una delle più grandi isole del lago; di proprietà privata è però aperta al turismo e alle visite degli ospiti, spesso numerosi, i quali possono beneficiare della magnifica villa in stile neogotico veneziano circondata da un fascinoso parco.

Elemento non ultimo, semmai prevalente, è la presenza delle acque termali, motivo di grande benessere fisico e opportunità di relax. La presenza a Sirmione di una fonte d’acqua termale è nota fin dal Rinascimento, anche se la vera scoperta risale al 1889, quando un palombaro veneziano si è immerso nel lago di Garda andando alla scoperta della fonte di acqua calda di cui si parlava.

L’impresa ha segnato l’inizio di una nuova epoca per Sirmione e per i suoi abitanti; in conseguenza del quale l’anno seguente è stato attivato il primo stabilimento termale.

Nel 1921 nasce poi la Società delle Terme e nel 1994 viene lanciata la linea Acqua di Sirmione; mentre nel 2003 viene inaugurata la Aquaria Thermal. Anche qui, una lussureggiante vegetazione circonda il parco dove trovano posto le piscine termali, da cui poter assaporare un incantevole tramonto sul lago, magari immersi in una rilassante piscina con lo sguardo rivolto al lago di Garda.

“Vecchie signorili dimore, coi giardini gonfi di verzura… tutte con le facciate verso il lago, la gran parte chiuse e silenziose” – Piero Chiara

Sirmione - Castello Scaligero
Sirmione – Castello Scaligero

Valore aggiunto di un luogo che non si può non apprezzare è la gastronomia. Ogni zona d’Italia è custode di piatti tipici che fanno parte dell’identità di ciascun territorio; in qualche caso con ricette da tenere in segretezza per non svelare il prestigio culinario del luogo.

In Sirmione, protagonista della tavola è il pesce di lago, nelle sue diverse specie ittiche, di cui alcune autoctone, altre invece dovute al ripopolamento.

Il coregone, il luccio e la trota fra questi; i quali, preparati in numerose varianti, si accostano in un connubio estremamente gradevole con i primi, quale pasta o risotti, o in alternativa la polenta; il tutto condito con l’ottimo olio extravergine, orgoglio dei produttori del posto grazie alle coltivazioni di olive di eccellente qualità.

Ancora, le tagliatelle alla trota e asparagi o il carpaccio alla trota, quali eccellenti piatti da portare sulle tavole degli ospiti che affollano i diversi punti di ristoro di Sirmione.

Altri piatti tipici lombardi sono i pizzoccheri della Valtellina, portata golosa e nutriente, e il risotto allo zafferano. Da non dimenticare l’ottimo Grana Padano, rinomato prodotto del luogo, che figura sulle tavole come elemento di indiscutibile pregio culinario.

Il tutto accompagnato da vini eccellenti, il Franciacorta o il Lugana, innanzitutto.

E, a completezza di un pasto succulento, pesche e mele del luogo, o dolci tipici.

Il panettone di Milano è il dolce per definizione della tradizione dolciaria lombarda, affiancato inoltre da altre prelibatezze tipiche del luogo.

“E non era più un lago, ma un attonito specchio di me, una lacuna nel cuore”. – Vittorio Sereni

 

Written by Carolina Colombi

 

 

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