“Ivan il matto”, racconto di Andrea Castaldi: un uomo ossessionato dalla perdita della sua famiglia

“Su di lui e sulla sua drammatica carambola esistenziale si sono sprecate le chiacchiere più disparate e contraddittorie. L’unica cosa certa, la motivazione sostanziale che sta alla base di un’irreversibile perdita di senno, è l’aver visto una tragedia familiare che avrebbe sconvolto chiunque…”

Ivan il matto di Andrea Castaldi
Ivan il matto di Andrea Castaldi

Andrea Castaldi, autore di Ivan il matto, ha dato vita, in edizione digitale, a un racconto la cui storia è struggente e intensa. Che il lettore può immaginare sia reale, seguendo i tanti fatti di cronaca nera che quotidianamente raggiungono il pubblico.

Pubblicato da Buendia Books nel 2020, nel recente mese di agosto, l’incipit di Ivan il matto ricostruisce i fatti che portano Ivano, il protagonista della narrazione, a cercare disperatamente Anita, sua moglie, e il loro figlioletto Filippo.

Ivano è un uomo a pezzi, che vaga in prossimità della stazione della metropolitana di Porta Genova non ricordando nulla di ciò che è accaduto ai suoi familiari; almeno apparentemente.

L’altro, colui che ha a cuore la sua sorte e vuole andargli in soccorso, vorrebbe stabilire un legame per avvicinarsi a quell’uomo ossessionato dalla perdita della sua famiglia, ma si dibatte fra mille difficoltà per aiutarlo a ricomporre i pezzi del suo disordinato stato emotivo, che lo fanno additare come Ivan il matto da coloro che lo vedono vagare convulsamente in stazione.

Ivano però reagisce in modo aggressivo all’aiuto che l’ospite vorrebbe offrirgli, sputandogli addosso con veemenza una gran quantità di cattiverie. Perché non intenzionato a raccogliere il supporto che gli viene offerto. E ogni giorno torna lì, insistentemente, dove pensa di ritrovare quella parte di sé perduta con la scomparsa della moglie, di cui pare non sapere la ragione.

Che fine hanno fatto Anita e il piccolo Filippo, continua a chiedersi Ivano?

Risposta che però non arriva, almeno fino a un certo punto della narrazione.

Soltanto sul finire del racconto l’autore esaudisce la richiesta del lettore che, sollecitato dalla piacevole lettura, vorrebbe saperne di più per ottenere una conclusione soddisfacente.

“Ivano si voltò lentamente verso di me e si mise a guardarmi con occhi vuoti, grandi e marroni. Erano occhi liquidi, ma non seppi dire se di lacrime o se per effetto degli psicofarmaci. Rimase a guardarmi e basta, come se mi vedesse per la prima volta…”

Un racconto breve, data l’esiguità delle pagine in cui si sviluppa la narrazione, durante il quale l’autore esplora l’universo umano ed esistenziale di Ivano, persona problematica e in evidente stato confusionale.

Ed è grazie all’approfondimento narrativo che Castaldi propone con acume e verosimiglianza le vicende raccontate; le quali, accompagnate dalla giusta tensione propria di un racconto di non largo respiro, offrono un’atmosfera d’ambiente tutt’altro che banale portando il lettore a seguire con trasporto lo sviluppo della narrazione.

Raccontato in prima persona, con un registro narrativo scorrevole e attraente, l’autore dà al racconto la fisionomia di un’esposizione che va oltre la logica dei fatti scanditi cronologicamente, fino ad assumere le sembianze di un’esposizione contenente elementi prossimi al paranormale, soprattutto nel finale che porta un risultato che il lettore non si aspetta.

Un esito che va oltre gli schemi della vita reale, perché in fondo, ciascuna persona custodisce in sé un angolo oscuro dove potersi rifugiare nel momento del bisogno. Ed è forse qui, che il protagonista del racconto di Castaldi, personaggio anche inquietante, per sconfiggere il dolore che gli ha procurato la scomparsa della moglie e del figlio ha trovato riparo nei meandri della sua mente obnubilata.

“Lo si poteva incontrare a tutte le ore del giorno e della sera mentre camminava in lungo e in largo per i marciapiedi d’attesa”.

Andrea Castaldi
Andrea Castaldi

Andrea Castaldi, autore, nonostante abbia intrapreso il percorso di scrittore da un tempo relativamente breve, ha già collezionato qualche successo.

Al Festival Giallo Garda, per esempio, la cui partecipazione gli ha procurato nel 2016 il primo Premio nella sezione inediti. Ha poi dato vita alla figura dell’ispettore Scarlatti, protagonista di due romanzi in ebook, proposti poi in un unicum nel 2018 in formato cartaceo, sempre con Buendia Books.

Ancora con Buendia Books ha pubblicato un racconto e la terza indagine dell’ispettore Scarlatti. Una penna promettente dunque, quella di Andrea Castaldi, i cui racconti si fanno leggere con estremo gradimento.

 “Ne approfittai per fare il punto della situazione. Cercai di legare con un filo di logica le mie domande con il grado di risposta emotiva ricevuto in quei giorni…”

 

Written by Carolina Colombi

 

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