“Lola Igna”, commedia di Eduardo Roy Jr.: cosa si prova a vivere troppo a lungo

Durante le giornate della diciassettesima edizione dell’Asian Film Festival di Roma, diretto da Antonio Termenini, tra i 27 lungometraggi presentati c’era anche “Lola Igna”.

Lola Igna di Eduardo Roy Jr.
Lola Igna di Eduardo Roy Jr.

In una remota provincia delle Filippine, nella sua spoglia abitazione in legno circondata da coltivazioni di riso vive Lola Igna, protagonista dell’omonima commedia del 2019 diretta dal regista filippino Eduardo Roy Jr.

Diversi i premi vinti in occasione della terza edizione del Filipino Film Festival – Miglior film, Miglior sceneggiatura, Miglior colonna sonora e Miglior attrice protagonista alla settantunenne Angie Ferro – dall’ultima fatica di Roy Jr. che entra in punta di piedi in una realtà poco raccontata cinematograficamente – quella rurale delle campagne filippine – ed affronta con toccante delicatezza il tema della morte e della vecchiaia attraverso l’intimo ritratto della protagonista, Lola Igna (trad. “Nonna Igna”) e la descrizione, dal tratto documentaristico, della sua quotidianità.

La vita di Lola Igna può apparire forse poco interessante: le sue giornate, infatti, procedono sempre uguali, scandite dal ripetersi costante delle medesime attività, ovvero scacciare gli uccelli dal campo, provvedere al raccolto e preparare da mangiare per due, prendendosi cura di un marito che da tempo non c’è più.

A quest’ultimo Lola Igna riserva ancora parole affettuose e, ormai rimasta sola, lascia che i fantasmi della memoria le tengano compagnia. Del resto, Lola Igna ha 118 anni e molti sono i fantasmi che albergano i suoi ricordi e il tempo, col suo incessante scorrere, di volta in volta ne aggiunge di nuovi.

La morte sembra essersi dimenticata di lei e la vita la costringe così a sostenere sulle sue fragili spalle l’ingente peso dei numerosi lutti a cui i suoi occhi hanno assistito.

L’immortalità, dall’alba dei tempi vagheggiata da molti, è per Lola Igna una condizione estremamente dolorosa in quanto condanna alla solitudine e all’alienazione di chi ha vissuto troppo e non appartiene più al suo tempo.

Eppure, con forza cercano di tenerla aggrappata al presente i pochi cari che le sono rimasti, i suoi bisnipoti, i quali si impegnano per far sì che venga dato a Lola Igna il prestigioso riconoscimento di “nonna più anziana del mondo”.

Sebbene questo non sia possibile, in quanto nel mondo esiste qualcuno più anziano di lei, la fama di Lola Igna cresce a dismisura in tutto il paese ed un grande numero di turisti inizia a farle visita.

Tra questi vi è il giovane Tim, il quale riesce ad avvicinarsi all’anziana donna nonostante quest’ultima, infastidita, tenti di allontanare i visitatori. Il ragazzo, desideroso di conoscere meglio Lola Igna, rivelerà soltanto in seguito la sua identità: è il nipote della donna, giunto da lontano perché ignaro della parentela fino a quel momento. Ed è proprio a questo punto che il racconto subisce un’interessante evoluzione poiché la narrazione della vita di Lola Igna e dei suoi turbamenti procede dal punto di vista di Tim, che con gli occhi di un nipote che osserva da vicino sua nonna fa tesoro di ogni momento condiviso nel presente per conoscere un passato altrimenti sconosciuto.

Lola Igna di Eduardo Roy Jr.
Lola Igna di Eduardo Roy Jr.

Riscoprirsi nonna dà nuova linfa alla vita dell’anziana Igna, eppure questo non basta ad impedirle di desiderare con tutto il cuore la sua morte.

Il solo evento che attendo con ansia è la mia morte.

Il legame della donna col presente è del tutto reciso poiché tutto ciò che conosceva del mondo è ormai alle sue spalle. Di questo la donna non fa mistero, ma nessuno sembra comprendere nel profondo le sue ragioni, ad eccezione di Tim, che al contrario, seppur addolorato all’idea di perdere una nonna che aveva appena iniziato a conoscere, l’aiuta a realizzare le sue ultime volontà.

Alla lucida analisi del tema della vecchiaia e della morte dona leggerezza e preziose sfumature, dunque, il racconto di un amore – di un nipote per la nonna e viceversa –, che è colonna portante del film nonché suo elemento autobiografico in quanto espressione dell’amore che legava il regista a sua nonna.

Col tono della commedia, “Lola Igna” indaga sul significato della vita e della morte, risultando mai banale o stucchevole e accompagnando lo spettatore in un emozionante viaggio che difficilmente può lasciare indifferenti.

 

Written by Roberta Di Domenico

 

 

Info

Sito Asian Film Festival

 

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