Influencer: la figura professionale che si occupa di pubblicità nel web

“Chiunque può pubblicare contenuti. Questa è la grande rivoluzione della comunicazione digitale. Pochi lo sanno fare, e pochissimi lo sanno fare bene. Il contenuto che sappia coinvolgere e farsi coinvolgere è qualcosa di unico e magico. Questo definisce l’influencer.” – dal web

Influencer Marketing - Photo by Grin
Influencer Marketing – Photo by Grin

È l’accezione con cui viene definita la figura dell’influencer, intesa come persona che opera nel web, a descrivere le sue mansioni e i suoi obiettivi; ovvero, influenzare le opinioni collettive e i gusti del pubblico. Figura che si è diffusa in modo tanto rapido quanto incisivo nella realtà digitale di cui la pluralità delle persone fa parte.

L’influencer può essere un blogger, un videomaker, un fotografo o una fotografa, persone tutte che postano contenuti di grande impatto multimediale sui canali social eletti a propria preferenza.

Dunque, personaggio popolare del mondo virtuale che, come già detto, ha un compito rilevante: influenzare le scelte degli utenti che lo seguono e orientarne le simpatie in ambiti di cui deve avere squisite competenze.

Ma, come è nata questa nuova figura, che dà voce principalmente alla creazione di contenuti pubblicitari, e da definirsi professionale, visto che di vera e propria professione si tratta?

Innanzitutto, è grazie all’enorme crescita raggiunta dai social se oggi l’influencer ricopre un ruolo apprezzabile sviluppatosi grazie a un ‘passaparola’ virtuale, elemento propulsore che dà maggior visibilità a un prodotto rispetto ad un altro. Oppure, è grazie a una nuova tendenza modaiola, la quale orienta verso un comportamento che può diventare collettivo.

Senza dubbio l’influencer deve avere le caratteristiche di un leader e competenze molteplici e specifiche in più ambiti, che devono essere estese anche al mondo dell’informatica; oltre a essere dotato di carisma e autorevolezza. Perché le indicazioni proposte da tale figura vanno a impattare in più campi di interesse di completa attualità. Che possono essere la gastronomia piuttosto che la moda, o tematiche di maggior spessore quali le questioni legate ai rapporti interpersonali.

Esistono infatti spazi in cui alcuni genitori si confrontano descrivendo la propria quotidianità, l’ambiente domestico che hanno costruito e in cui è inserito il loro nucleo familiare. Il tutto, almeno apparentemente, illustrato in maniera sincera e senza i filtri di cui i social a volte sono dotati.

Anche se, rispetto agli inizi, questa figura ha subito delle trasformazioni, occupando sempre più rilievo nel mondo del web, in tempi recenti sono varie le tipologie di influencer che si sono maggiormente affermate. E ciò anche in funzione dell’argomento di discussione messo in campo.

Ma in che cosa si distingue l’influencer rispetto ad altre figure che popolano il web?

Seleziona alcuni degli argomenti che gli sono più consoni in virtù delle sue competenze, e prepara un piano pubblicitario selezionando tematiche attraenti per il pubblico e le conseguenti tipologie di contenuti ad esse connesse. Che si possono declinare in immagini, citazioni, articoli di attualità o di cronaca o foto con didascalie, o ancora con dirette live: il tutto per ottenere il massimo dell’engagement. Altro compito da cui questa persona non può prescindere è quello di visualizzare commenti, likes, condivisioni del suo blog, al fine di una strategia comunicativa che sia ottima, e se necessario si possa migliorare.

“Quale è il colmo per un influencer? Non diventare virale” – Anonimo dal web

Influencer Marketing - Photo by Araneus
Influencer Marketing – Photo by Araneus

La bontà dell’influencer, intesa da un punto di vista professionale, sta poi nella scelta del giorno e dell’ora in cui pubblicare i propri contenuti, in funzione dell’afflusso dei suoi followers sui canali social di cui si serve. Ovviamente, lo scopo ultimo è incoraggiare la partecipazione del pubblico.

In modo che la popolarità di questa figura sia speculare a un’importante valenza economica, che viene stabilita in base alle persone raggiunte la quale, a sua volta, genera un engagement per la propria comunità digitale. Perché, in fondo il vero tratto distintivo della figura in questione è la capacità di interagire con i propri followers e indirizzarne le scelte verso una specifica direzione: modo ottimale per veicolarne la pubblicità.

A dimostrazione di quanto l’influencer abbia il potere di persuadere non solo gli assidui frequentatori del web, ma anche coloro che del web ne fanno un uso più imitato. Infatti, le metriche impiegate per classificare la bontà di un influencer sono principalmente il numero di followers che lo seguono. Perché senza un buon seguito il suo operato è vanificato, e il consenso costruito faticosamente può crollare come un fragile castello di sabbia costruito in modo precario.

Dunque, questo nuovo modo di fare pubblicità è legato al fatto che l’influencer acquista successo in funzione del rapporto che stabilisce con i suoi followers, rapporto che viene ad instaurarsi fra il blogger e coloro che lo seguono in una stessa relazione con cui ci si rivolge a una persona amica.

Rapporto particolarissimo, non c’è che dire; ma che fa parte del modo di comunicare dei nostri tempi che vede una comunità virtuale, all’interno del quale gli appartenenti si sentono legati fra loro, esprimere una totale fiducia nei confronti dell’influencer: elemento trainante della nostra società di cui in molti, giovani e meno giovani, tendono ad emularne il comportamento.

“Gli influencer sono riusciti a convincerci che gli influencer ci condizionano.” – da Twitter

Sono molti i giovani che aspirano a esercitare il ruolo di persona che ha un’ascendente sugli altri e a farne una vera e propria professione. In certi casi senza aspirare a diventare una celebrità, ma accontentandosi di pubblicizzare prodotti in cambio di un reddito soddisfacente.

Figure queste che vengono definite micro-influencer, per usare un termine in voga. Sono persone radunate attorno a un numero non molto elevato di followers, ma capaci di stabilire un rapporto produttivo e interessante con la loro comunità, che è soprattutto una community di nicchia. Il micro-influencer risponde a coloro che lo interpellano tramite i messaggi che raggiungono il suo profilo, in un dialogo spesso dalle sembianze reali, e ciò grazie a interventi e commenti in un determinato settore di competenza.

Coloro hanno un buon seguito, seppur non straordinario, perché i contenuti pubblicati sono intrisi di sincerità, passione e al contempo hanno un approccio semplice e immediato. L’effetto di questo tipo di relazione con il pubblico è procurare una discreta fortuna alle aziende con cui si interfacciano.

Il top-influencer è invece un personaggio già affermato in tale ambito ed ha un notevole seguito di utenti. Costoro, per il proprio ingaggio richiedono cifre piuttosto rilevanti.

Comunque, non è cosa facile diventare un influencer di successo. È necessario sì selezionare gli argomenti da trattare, ma importante è creare il contenuto giusto, in funzione anche del momento opportuno in cui pubblicarlo. Per raggiungere visibilità e ottenere un alto numero di like la data e l’ora della giornata sono elementi indispensabili e condizione imprescindibile per un influencer importante. Anche perché chi ha un ampio seguito è un influencer in grado di accaparrarsi una commissione importante e promuovere un certo prodotto di un committente altrettanto importante.

Alcuni motori di ricerca, attraverso parole chiave, permettono a coloro che desiderano ottenere i servizi dell’influencer di raggiungere quello più gettonato, o il creativo disposto a pubblicizzare le loro creazioni in modo maggiormente accattivante.

A oggi, dunque, traguardi importanti per gli influencer, e inimmaginabili fino a qualche tempo fa. Nonostante in alcuni casi il successo ottenuto sia pronto a scemare in breve tempo, nello specifico nel momento in cui nuove lusinghe digitali prendono il posto di quelle già affermate.

“Non sono loro ad essere influencer siete voi a essere facilmente influenzabili.” – da Twitter

Influencer Marketing - Photo by Square Media Agency
Influencer Marketing – Photo by Square Media Agency

Alcuni, Chiara Ferragni per esempio, è diventata un’icona grazie a una propria linea di abbigliamento creando di sé un’immagine di imprenditrice digitale e diventando riferimento di un considerevole numero di followers. La sua professione di influencer ha origini lontane collocabili a 10 anni fa circa, con la creazione di un suo blog.

Il suo profilo è fra i più seguiti, e va ad alimentare un successo che si accresce ogni giorno di più. I look proposti sono motivo di interesse e curiosità per i suoi sostenitori grazie ai contenuti postati. Ma è anche un altro l’aspetto che ne ha fatto un riferimento sui social: la curiosità che suscita la sua vita privata.

Oggi, la Ferragni pubblica volentieri ciò che appartiene alla sua sfera privata, in modo che di lei si sa molto, anche se non tutto. Come si consuma la sua quotidianità, come è composta la sua famiglia, la sua abitazione e altri dettagli personali.

Un’altra influencer che ha un seguito assai vasto è Giulia de Lellis. In breve tempo ha conquistato enorme visibilità grazie a proposte legate alla bellezza, e l’ha fatto in video con consigli di make-up e istantanee dove indossa mise fra le più varie che si possa immaginare. In un libro, scritto in collaborazione con un personaggio del mondo virtuale, ha scavalcato le classifiche presso un vasto pubblico dei lettori, al pari di best seller di scrittori famosi.

Dunque, superato l’anno 2000, un nuovo modo di fare pubblicità si è affacciato sullo scenario economico mondiale, un sistema che ha dato e continua a dare risultati sorprendenti.

La durata del fenomeno non è prevedibile, ma è da molto tempo che il mondo della pubblicità occupa una vasta fetta di mercato. E qualsiasi sia l’evoluzione della figura dell’influencer non si può tornare indietro a vecchi modelli pubblicitari, quelli proposti dal Carosello televisivo di antica memoria, per esempio.

Perché la pubblicità è ormai fattore imprescindibile del tipo di società consumistica in cui viviamo. Ed è fonte che incide in termini economici sulla collettività, in quanto motore ed elemento di crescita economica di un paese. Che poi in molti casi si tratti di pubblicità scadenti, che in molti casi offendono l’intelligenza di chi ne è fruitore, è un dato reale.

Ma che sia elemento trainante per il benessere economico di un paese è un fatto accertato.

In conclusione, però, come asseriva qualcuno: la pubblicità non è l’anima del commercio?

“Diventare influencer è molto complesso. Significa intercettare una domanda e rispondere ad essa trasmettendo qualcosa che vada oltre il contenuto puramente informativo. Servono energia, calore, emozioni che non possono essere percepite, assorbite e replicate da chiunque” – dal web

 

Written by Carolina Colombi

 

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