Ulisse. L’arte e il mito: 250 opere in mostra a Forlì sino al 30 ottobre 2020

Parlami, o Musa, dell’uomo versatile e scaltro che andò vagando tanto a lungo, dopo che ebbe distrutto la sacra roccaforte di Troia. Egli vide le città di molti uomini e ne conobbe i costumi: soffrì molte traversie in mare cercando di salvar la sua vita e il ritorno dei compagni. Ma neppure così i compagni li salvò, sebbene lo desiderasse e volesse. Morirono per le loro colpe e follie, quegli insensati: ché mangiavano i buoi del Sole Iperione. E il dio gli tolse il ritorno.” – Odissea, Omero

Ulisse. L'arte e il mito
Ulisse. L’arte e il mito

Finalmente, ho visitato una delle mostre migliori che io abbia visto negli ultimi anni e, di sicuro, una delle più valide che la cultura italiana propone in questi mesi.

Visitare questa mostra, per tutti, fino almeno al 19 maggio, è stato un viaggio mitico.

Ad aumentare il mio desiderio di visitare la mostra, in virtù del motto e dell’hashtag più in voga durante il lockdown: #laculturanonsiferma, il complesso dei Musei di San Domenico della città di Forlì e tutto il suo staff hanno fatto tutto quello che era in loro potere perché nessuno perdesse di vista la meta: visitare “Ulisse. L’arte e il mito”.

Ulisse non è mai stato qualcuno che permettesse a chi lo incontrava di dimenticarlo, gli dei lo hanno aiutato e il museo che ospita la mostra, a lui dedicata, ha impersonato il ruolo della musa e delle sirene insieme per non abbandonare coloro che non potevano raggiungere Itaca, non per via di Poseidone, ma per via di una pandemia.

Questa volta, solo per questa, ascoltate le Sirene: vi porteranno in un luogo magico.

All’ingresso troverete un simbolo che non si può non riconoscere: Il cavallo di Troia, progettato dallo studio Lucchi & Biserni e realizzato da Defilu’s, che è pronto a prendervi al suo interno (anche se solo in maniera metaforica) e portarvi alla conquista di quello che troverete all’interno dei Musei di San Domenico.

Siete tra le onde del mare, accompagnati dalla voce narrante che vi introduce alle gesta di Ulisse o Odisseo se preferite.

Mimmo Paladino. Senza titolo (cavallo) - Photo by Altea Gardini
Mimmo Paladino. Senza titolo (cavallo) – Photo by Altea Gardini

State per varcare l’ex chiesa di San Giacomo, che ha di suo una presenza scenica da lasciare abbagliati chiunque entri per la prima volta, e il vostro viaggio sta per iniziare.

Il percorso museale parte dal periodo mitologico, quello storico antico per poi dipanarsi fino al ‘900.

250 sono le opere esposte e ad accompagnarvi saranno gli stessi dei.

“Il Concilio degli dei” di Rubens è la prima opera esposta e, nonostante sia un’opera del 1600, sta a ricordarvi che, se siete sfortunati Poseidone si ricorderà di voi, ma che gli dei rimangono i protagonisti di una storia che parla di un uomo ma anche di tutto quello che rappresenta l’umanità.

Le collaborazioni a questa mostra sono di alto livello. Molti sono i musei che hanno aderito al progetto della mostra e deciso di parteciparvi inviando i loro tesori. Qualche nome?

Il Museo D’Orsay di Parigi, la Royal Accademy di Londra, l’Ermitage di San Pietroburgo, Il MOMA di New York tra i musei più famosi.

Senza tralasciare la partecipazione della Regione Sicilia che ha aiutato e collaborato alla prima esposizione della Nave di Gela.

È un reperto favoloso, il simbolo per eccellenza del viaggio.

Ammirare questo eccezionale ritrovamento mi coinvolge da vicino perché, da archeologa, so che il recupero di questa nave è stato non solo faticoso e difficile ma anche costoso e laborioso.

Il legno può sperare ad una conservazione in ambiente acquatico ma riportarlo alla luce del sole non è impresa facile per colpa di molti fattori.

Quindi, come si può immaginare, la tecnologia moderna è una manna per tutti coloro che si occupano di ritrovamenti, anche e soprattutto quelli acquatici.

Prassitele - Dodekatheon I secolo a.C. Marmo grechetto - Ostia - Photo by Altea Gardini
Prassitele – Dodekatheon I secolo a.C. Marmo grechetto – Ostia – Photo by Altea Gardini

Troverete in esposizione anche parte del carico del relitto di Gela, fatto che dona al visitatore la possibilità di entrare nel viaggio in maniera più approfondita.

La mostra si presta ad ogni tipo di interesse, che esso riguardi la statuaria o la pittura; il percorso prende in esame, oltre al periodo di appartenenza delle opere, il tipo di percezione che il mito di Ulisse ha avuto sugli artisti durante i secoli.

Molti sono i modi in cui Ulisse ha solcato i mari, l’immaginazione e l’interpretazione degli artisti. Davanti avrete i nomi più grandi del mondo dell’arte.

Come vi dicevo, sono ospitate 250 opere ed esse sono suddivise in 16 sezioni, il percorso museale comprende scultura, pittura, miniature, mosaici, ceramiche, arazzi e opere grafiche.

Citare tutti i nomi dell’arte presente sarebbe lungo ma ve ne offro alcuni: Prassitele, il pittore di Licurgo, Paladino, i miniatori che si occuparono della Divina Commedia di Dante, opere del Guercino e del Grechetto.

Per poi aggiungere De Chirico e Waterhouse.

Di quest’ultimo, per la prima volta, ho potuto ammirare dal vivo le opere e ne sono rimasta estasiata.

Se mai avete avuto il dubbio in merito al fatto che vedere una raffigurazione sia la stessa cosa che vedere l’opera, sappiate che l’opera dal vivo ha un fascino che non potete sperare di estrapolare dalla sua fotografia.

L’esposizione museale non ospita solo Ulisse ma anche tutti i personaggi della sua storia e, con l’aiuto degli artisti e delle opere presenti, potrete ascoltare la loro storia in controcanto alla principale.

Potete scoprire le opere della mostra con i vostri occhi e vi ricordo che è stata prorogata fino al 30 ottobre 2020.

Ulisse. L’arte e il mito” è ospitata dai Musei di San Domenico di Forlì (FC).

Interno del rostro Egadi 6 della Battaglia delle Egadi. III secolo a.C. Bronzo. Favignana - Photo by Altea Gardini
Interno del rostro Egadi 6 della Battaglia delle Egadi. III secolo a.C. Bronzo. Favignana – Photo by Altea Gardini

La sua realizzazione è a cura della Fondazione Cassa di Risparmio di Forlì e ha preso forma sotto l’egida di Gianfranco Brunelli, il direttore dei progetti espositivi e del Comitato Scientifico presieduto dal professor Antonio Paolucci. Il maggior sostenitore di questa impresa è Intesa Sanpaolo ma a lei si affiancano altre realtà private quali: Elfi Spa, IMA Spa, Mapei Spa.

Inoltre tutti i musei, con il prestito dei loro inestimabili tesori, e la collaborazione con la Regione Sicilia hanno reso tutto questo possibile.

La mostra è splendida e ne ho già cantato le lodi ma non ho finito, perché una mostra non esiste da sola. Soprattutto non in un periodo come quello da cui siamo appena usciti.

La mostra aveva già una copertura multimediale e solidale con la collaborazione di Sky Arte e di Mediafriends, Mondadori e Medusa ma nel periodo del Lockdown hanno fatto molto di più.

La mostra è rimasta “aperta”: è stato possibile un tour virtuale, la pagina Facebook e quella Instagram hanno messo in pratica formule di coinvolgimento con giochi e filtri innovativi per avere un’interazione diretta con il visitatore.

I Musei di San Domenico e tutte le persone che lavorano ai suoi progetti e all’accoglienza hanno fatto quello che chi lavora con l’arte dovrebbe fare: hanno lavorato sodo e duro, hanno cantato la loro storia e hanno giocato con il visitatore indicandogli la via di Itaca.

Atena avrà convinto suo padre a farci arrivare sani e salvi?

Il risultato di questo lavoro? Una mostra che merita ogni visitatore e ogni lode che gli sarà fatta.

Come c’è da aspettarsi, il museo opera in piena sicurezza e in accordo con le norme sanitarie vigenti.

Il personale vi accoglierà e vi spiegherà come approcciarsi alla visita. Avrete la possibilità di scaricare l’app gratuitamente vi sarà da audio guida: ascoltatela, anche per i più esperti, vi aiuterà a seguire anche il filo conduttore con cui la figura di Ulisse vi viene narrata e trarre i vostri spunti di riflessione.

Urna Etrusca con Ulisse e le sirene. seconda metà del II secolo a.C. Volterra - Photo by Altea Gardini
Urna Etrusca con Ulisse e le sirene. seconda metà del II secolo a.C. Volterra – Photo by Altea Gardini

Ho un’ulteriore lode da fare: mentre in altri luoghi si ha la sensazione di dover subire le norme, con “Ulisse. L’arte e il mito” avete l’impressione di essere accolti in casa. Una casa che è della mostra ma anche di coloro che, con amore, fanno il proprio lavoro anche tra le difficoltà imposte.

L’ho già detto ma mi ripeto: la mostra è prorogata fino al 30 ottobre 2020, andateci!

Gli rispose la dea dagli occhi lucenti, Atena: «O padre nostro Cronide, sommo tra i sovrani, se davvero sta a cuore agli dei beati che Odisseo torni a casa, mandiamo allora Ermes messaggero nell’isola Ogigia. E annunzi al più presto alla ninfa la nostra precisa volontà, il ritorno di Odisseo: intendiamo che vada in patria.” – Odisseo, Omero

 

Written by Altea Gardini

Photo by Altea Gardini

 

 

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