“Il costo del Partenone, appalti e affari dell’arte greca” di Giovanni Marginesu: un libro dal titolo fuorviante

“Una svolta fu impressa dalla presa di Siracusa nel 211 a.C. da parte di Marco Claudio Marcello che portò con sé le statue più belle, per esaltare il suo trionfo e abbellire la città di Roma. Si narra che costui collocò nel tempio di Virtus un globo celeste attribuito ad Archimede.” – Giovanni Marginesu

Il costo del Partenone
Il costo del Partenone

Il libro Il costo del Partenone, appalti e affari dell’arte greca, scritto dal professor Giovanni Marginesu e proposto dalla Salerno Editrice nella collana Aculei, diretta da Alessandro Barbero, può far supporre all’ignaro lettore che il testo tratti del Partenone e dell’Acropoli di Atene. Ebbene no, l’argomento “Acropoli” con le sue spese enormi e gli scandali destati in Atene è riassunto in circa 18 pagine nel terzo capitolo del libro.

Sarebbe stato a mio avviso più che sufficiente il sottotitolo “appalti e affari dell’arte greca”, mentre “Il costo del Partenone”, fin dalle prime pagine del libro fa ben intendere come questa sia unicamente una trovata commerciale per attrarre l’attenzione dei lettori.

Il libro si dipana in quattro interessanti capitoli che ripercorrono il legame tra artisti/artigiani, politici e mercato dell’arte dall’età arcaica sino ai saccheggi in Grecia e in Magna Grecia da parte dei Romani, ricchi di aneddoti e citazioni, le cui note sono tuttavia rarefatte nel testo e di non immediata consultazione seppur ricche di utili riferimenti bibliografici.

Se al lettore viene un dubbio o una curiosità su una citazione, risalire all’opera dalla quale è tratta può diventare macchinoso in quanto costringe il lettore ad andare avanti e indietro nel testo sino a trovare il riferimento, sepolto tra tutti gli altri. Di seguito un esempio pratico:

“Panfilo chiedeva ai suoi scolari una tassa minima di un talento l’anno” – Giovanni Marginesu

La citazione proviene dal capitolo I, a pagina 35. Volendo risalire alla nota relativa, il riferimento “7” sta a pagina 36, alla fine del paragrafo. Andando a risalire alla nota 7 del primo capitolo (le note stanno alla fine del libro), questa ripercorre le citazioni toccate nel capitolo sino a giungere a quella su Panfilo:

“7. Per gli ergasteria lungo le strade: Eschine, I 124; al pianterreno di complessi residenziali (synoikia): Aristofane, Cavalieri, 1001; Enea Tattico, Poliocretica, XXX 1-2. Per gli ergasteria di Filocrate: B.D. Meritt, Greek Inscriptions (The American Excavations in the Athenian Agora, 1935), in Hesperia, 5 1936, p.400; e del Pireo, IG, II 2496. Prassitele e la bottega a fuoco: Pausania, I 20 1-2. Conceria di Cleone: Schola Vetera ai Cavalieri di Aristofane, 44c. Attività imprenditoriali di Demostene: Demostene, Contro Afobo, XXVII 9. Peripezie del giovane Lesis: D.R. Jordan, A Personal Letter Found in the Athenian Agora, in Hesperia, 69 2000, pp. 91-103. Apprendistato di Luciano Samosata, Luciano, Il sogno, 1-14. Panfilo e la retta di 1 talento all’anno: Plutarco, Arato, XIII a Laboratorio di Fidia a Olimpia: Pausania, V 151. Per gli spazi produttivi nella città greca: M.Bettalli, Case, botteghe, ergasteria: note sui luoghi di produzione e di vendita dell’Atene classica, in Opus, 4 1985, pp. 29-42; W.-D. Heilmeyer, Arte antica e produzione artistica. Lo studio delle officine nell’archeologia classica, in Quaderni Urbinati di Cultura Classica, 28 1988, pp. 7-26, a p. 35 Per le botteghe come spazio di apprendimento: S. Settis, la trattatistica delle arti figurative, in Lo spazio letterario della Grecia antica, dir. G.Cambiano, L. Canfora, D. Lanza, vol. I/2, Roma, Salerno Editrice, 1993, pp.469,98; G. Cambiano, La nascita dei trattati e dei manuali, ivi, vol. I/1 1992, pp.525-53.” – Giovanni Marginesu

Se operando su un file questa consultazione può essere rapida eseguendo una banale ricerca in pochi click, su un testo cartaceo una strutturazione del genere porta via tempo prezioso allo studio e porta alla perdita di concentrazione.

Per sciogliere le abbreviazioni contenute nelle note, “IG” ad esempio, occorre inoltre andare a consultare lo schema delle abbreviazioni nella bibliografia, che troverete dopo l’appendice, per apprendere che si intende “Inscriptiones Grecae”.

Giovanni Marginesu
Giovanni Marginesu

L’appendice, di chiara consultazione e utilità, riporta diverse tabelle ricche di dati utili sul sistema monetario, sui prezzi del mercato ateniese del V-IV secolo a.C., sui costi di edilizia, monumenti funerari, scultura.

Nel complesso, al lungo e laborioso lavoro del prof. Marginesu va riconosciuto il merito di aver sottratto l’arte greca dalla condizione immaginaria di un mondo artistico di elevata spiritualità – in cui l’autore spiega: “la Grecia classica è rappresentata come un luogo ideale, razionale e acromo […]” – riconducendo l’arte e la professione dell’artista al mondo reale legato alla propaganda politica e militare, all’arricchimento sconsiderato, alla gestione del denaro pubblico e privato nella lotta per il potere sulla poleis, all’alimentazione dell’ego degli artisti giunti al successo.

Una Greciapopolata da astuti e spregiudicati imprenditori: essi erano deformati per somigliare ai mercanti ritratti dai pittori fiamminghi in velluti sfarzosi a lisciare monete d’oro e sfogliare libri contabili.” – Giovanni Marginesu

 

Written by Claudio Fadda

 

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