“Un ragazzo sveglio” di Stephen King: la scimmia nuda ha creato le parole per comunicare

C’è Dio?

Karl Popper assicura che sia una domanda religiosa e non scientifica, e non falsificabile.

C’è e non c’è.

Stagioni diverse di Stephen King
Stagioni diverse di Stephen King

Questa è l’unica risposta che reputo meno che improbabile. Improbabile, ma meno: vera almeno a metà.

Il linguaggio, e stavolta a parlare è il socio-biologo Edward O. Wilson, quello fatto di parole dette e scritte, e specialmente di queste ultime, è la sesta e al momento ultima grande transizione, o grande nascita-rinascita dell’idea della vita.

Tutti i libri, da “L’Epopea di Gilgamesh” a quelli odierni, non potevano essere letti né da un protozoo, né da un eucariota basta che sia, né da un’eusociale tèrmite, né da un mammifero che, per quanto socialmente progredito, non sia colui che un terzo pensatore, Desmond Morris, definì la scimmia nuda. Di tali bestie immonde tratta il presente libro.

Dio, se aggiungi una o, diventa un folle sentimento: l’odio, mentre, se togli una d diviene un, pur infinitesimale, io. Se aggiungi una o a god si rivela good; ma se ci attacchi una l s’impreziosisce in gold, se invece, per deprecabile errore, la rovesci, si trasforma in un ringhioso dog.

Se un giorno, per caso, magari quando andrò in pensione e avrò più tempo, decidessi di fondare una religione, comincerei a scrivere una parola, simile alle precedenti, e la farei seguire da un’omologa. Le farei poi incrociare fra di loro, e dividere per meiosi e per mitosi. Poi ne cercherei un’altra, ad esempio inferno che, se cambi la f con la v, si congela in un rigido inverno, mentre a hell è consentito  azzeccare una s, per cui si modifica in una calcarea shell, o permutare la h con una w e andrà tutto well, o una b e risuonerà come una bell e, se si ha bisogno di chiamare qualcuno, si userà la c, cell, e quando uno fosse costretto a vendere ogni cosa, che aggreghi una s, sell, ma se si dovesse abbattere qualche nemico, e quale religione non ne ha, di nemici, urgerebbe adoperare una f, fell, e nascondere infine il tutto dietro alla d di dell, e se non si è capito granché: tell me what. Farei poi una mescaa Francesca di ogni genetica varietà e, dopo aver amalgamato con cura le basi azotate, ecco che un nuovo culto apparirebbe sulla faccia da porcu di quest’immondo pianeta: mennett mond!

I romanzi di Stephen King in genere iniziano noiosamente, ma prima o poi si ravvivano e, a un tratto, tutto quel che ti muta appare improvvisamente, il lettore è preso da una certa frenesia evacuatoria, perché vuol capire dove andrà a parare, e se uno nasce frenetico come me (fin da cecc am ciameven pesainpressia) è tutto dire. Prima o poi def… ehm… libererà una reazione.

Questo libro parla di Dio e dei suoi succedanei.

Todd è un ragazzo sveglio, bravino a scuola, buon atleta, che per guadagnare due dollari in più si mette a tagliare l’erba ai vicini, oppure a distribuire i giornali ai residenti del quartiere. È figlio di una coppia di borghesi, gente che fa le ferie alle Hawaii, e che, dice: “non mi hanno mai sculacciato. Sono convinti che la punizione corporale crei più problemi di quanti ne risolva.”

Sono forse steineriani?

Fra i vicini di casa c’è un tipo strano:È vero che assomigliava un po’ ad Albert Einstein ed è vero che assomigliava un po’ a Boris Karloff, ma più che altro assomigliava a uno di quei vecchi avvinazzati che si vedono bighellonare davanti alla stazione.”

Il ragazzo sveglio sa che si tratta di un ex (chissà quanto ex) nazista, uno che ne ha combinate tante, ma tante, in un lager, un sadico di professione, ammirato da Himmler, uno che l’organizzazione di Simon Wiesenthal sta ricercando da vari decenni.

Dove ha fallito Simon, è riuscito Todd.

Tutta colpa della maestra, una certa Bunny Anderson, che vuol mettere in testa ai suoi alunni che prima o poi, nella vita: “Vedete una cosa per la prima volta, e vi rendete conto di aver trovato il Vostro grande interesse. È come una chiave che gira nella serratura. O come innamorarsi per la prima volta” e bla bla bla…

Un bel giorno Todd sente parlare dei lager nazisti e s’infatua come un ragazzino (qual è, del resto) dell’argomento.

Per caso, facendo due più due meno tre più quattro fratto tre per otto virgola due (lui, che pur odia la matematica, è riuscito senza sforzo a fare i suoi calcoli) ha scoperto che il vecchietto è colui che fu. O almeno lo fu. E intende conoscerlo. Entra in casa sua, lo ricatta, lo costringe a parlare del tempo in cui lo stesso, ora l’innocuo Mr. Denker, era il mortifero Herr Dussander.

Per la cronaca, questo romanzo fa parte di una tetralogia, ma forse non si dovrebbe dire così, in quanto le quattro storie nulla hanno a che fare una con l’altra. Anche se, nella fattispecie, un personaggio che qui non appare, ma di cui si fa menzione (un banchiere corrotto e assassino, che ha passato gran parte della sua vita in un carcere a Shawshank), un tale Andy, amico di un altro ergastolano di nome Red, è uno dei protagonisti del primo, “Rita Hayworth e la redenzione di Shawshank”. Stephen King ne accenna, così, di sfuggita, per due volte.

I due vicini di casa, per quanto non si sopportino affatto, si cercano, più il ragazzo del vecchio, ma questi ormai si è ormai abituato alla sua presenza, senza la quale si annoierebbe e passerebbe la sua vita a fumare e a bere.

Anche con Todd presente, beve e fuma, ma nel frattempo parla tanto, soprattutto lui, perché, se non risponde alle sue domande, il ragazzo lo denuncia. Todd dice che ha consegnato a un amichetto una lettera in cui spiega ogni cosa che riguarda il passato dell’anziano.

Ad un certo punto, anche questi lo minaccia di una cosa simile: Todd sarebbe scoperto se, per caso, lui fosse incriminato come ex nazista.

I due sono come due zoppi che si buttano addosso le stampelle: du sop c’as buten a dree al ferli”. Entrambe le intimidazioni sono basate su delle finzioni: né l’uno né l’altro si è mai coperto le spalle in tal guisa.

Che il ragazzo non sia tanto a posto, il lettore lo viene a sapere da subito, ma se ne convince del tutto quando questi quel giovane manigoldo vede “all’angolo del marciapiede una ghiandaia che apriva e chiudeva continuamente il becco.”

E che fa quel lazzarone?:fece passare la bicicletta sopra la ghiandaia con una lentezza ben studiata, ascoltando lo scricchiolio delle sue penne simile a carta di giornale appallottolata, ed il rumore delle sue piccole ossa cave che si rompevano. Tornò indietro, ripassandoci sopra più volte. Si muoveva ancora. Ci passò sopra ancora, con una penna insanguinata attaccata alla ruota anteriore, andando avanti e indietro, avanti e indietro. L’uccello smise allora di muoversi. L’uccello aveva tirato le cuoia, l’uccello aveva timbrato il cartellino in uscita, l’uccello stava svolazzando nella grande voliera del cielo, ma Todd continuava lo stesso a passare avanti e indietro su quel corpo schiacciato. Continuò per cinque minuti, con quel sorriso sottile sempre sulle labbra. Avete capito com’è la storia, vero?.”

Secondo me avete capito. Abbiamo capito tutti.

Similmente, der onkel Dussander, intendo con simile e fredda ferocia, ma in modo diverso, poche pagine prima (ricordiamolo che è una storia inventata, fatta unicamente di parole, per Dio!) aveva attirato con del latte un micio bastardo e randagio, forse di origine giudea (ma è solo una mia illazione), e lo fa arrosto a 500°.

Il cuore gli batteva con violenza nel petto.” Il cuore del bipede, non del quadrupede, che, nel forno “annaspava e si contorceva impazzito, continuando a urlare.”

Intanto i due genitori del moccioso sono a letto e discutono:

“… Quindi se il ragazzo non vuole parlarti di questi problemi di tipo quotidiano, non forzarlo!”

“Diamine, abbiamo fatto del nostro meglio per farlo crescere senza quegli inutili sensi di colpa!”

“Non puoi evitarli. Li prende a scuola come i raffreddori che si prendeva sempre quand’era in prima…”

Lasciamoli pure parlottare per poi addormentarsi, che domani mattina dovranno alzarsi di buon’ora. Chissà com’era il testo in inglese. In italiano Diamine è uno strano connubio di Dia-volo e Do-mine.

Per Kurt Dussander i barboni rappresentavano un sacrificio semicinico di propiziazione agli dei che egli aveva finalmente accettato… o riapplicato. Ed era divertente con i barboni, lo facevano sentire vivo.”

Peccato non averci pensato anche quando abitava a Santo Donato:ora si sentiva molto più giovane di allora”. Mi viene da dire che l’orrore è come il gelo: non fa decomporre.

Nel 1977, a Natale il papà fa un bel regalo a Todd:un Winchester .30-.30, ed aveva un mirino telescopico staccabile.” Todd sentiva un impulso pazzoide di riportare il .30-.30 in casa e a sparare a tutti i due i suoi genitori e dopo di andarsene giù per il pendio che dava sull’autostrada.”

Todd ammira un po’ der onkel, Dussander stima un po’ der erkel.

Dussander aveva ragione – aveva ragione di nuovo e Todd non si fermò a sentire altro. Anche dopo un infarto il vecchio era sempre un pezzo più avanti.”

Non importa indicare il motivo della questione. Questo conta: der erkel riconosce la momentanea superiorità di der onkel, e la faccenda gli rode.

Sì, avete capito bene, der onkel ha avuto un infarto ed è la chiave di volta del racconto.

Vicino di letto di der onkel c’è un tale che si chiama Morris che si è rotto la schiena cadendo da una scala, poveretto, un ebreo scampato da un lager che aveva invece inghiottito la moglie e le due figlie.

Questi si perde in fantasie (del tipo: eppure questo signore mi pare di averlo già visto!) e in strani ragionamenti: “… un giorno sparivano del tutto. Dove? Dove va la fiamma di una torcia in fiamme quando un vento freddo la spegne? In Paradiso? All’Inferno? Luci nell’oscurità, candele nel vento. Quando Giobbe non ce la faceva più iniziava a fare domande e Dio gli domandava: Dov’eri quando ho fatto il mondo? Se Morris fosse stato Giobbe, gli avrebbe risposto: Dov’eri tu quando la mia Ruth stava morendo, stronzo, eh? stavi proteggendo gli yankees e i senatori?se non riesci a fare bene i tuo dovere, sparisci.

Sì, c’era di peggio che rompersi la schiena. Su questo non c’era dubbio. Ma che razza di Dio aveva permesso che si rompesse la schiena e diventasse paralitico a vita dopo aver visto morire la moglie, le figlie e gli amici?

Nessun Dio, questa era la verità.”

Stephen King
Stephen King

Der onkel, a suo modo, riconosce il valore del ragazzino:Potrei distruggerti la vita anche stando in questo letto, se solo volessi. Potrei aprire la bocca con il primo medico che passa, sono tutti ebrei, sanno tutti chi sono o, almeno chi ero. Ma perché dovrei farlo? Sei un bravo studente. Hai una carriera brillante davanti a te… a patto che tu faccia più attenzione con gli ubriaconi.”

Mi ero scordato di dire, me l’ero scordato apposta, che il vizietto di uccidere una tipologia di esseri umani scarsamente utili a questo schifo di società, nacque spontaneamente in entrambi i due Verwandtschaft.

Ognuno per conto suo, per affinità elettiva, Wahlverwandtschaften, direbbe Goethe.

Uno li attira in casa, li fa ubriacare e li accoppa, poi li fa seppellire. L’altro li ammazza, per lo più col coltello, in itinere. L’ultimo viene ucciso dal vecchio pochi minuti prima dell’infarto. Per fortuna, il giovane accorre ad aiutarlo, ammucciando il tutto appena in tempo prima che sopraggiunga il padre.

Ora Todd ha paura, teme che alla morte del vecchio venga coinvolto nel casino che seguirà.

Non era sicuro di poter reggere.

Le dita si serrarono per afferrare il fucile e Todd strinse il pugno e picchiò contro i testicoli. Sentì un dolore soffocante diffondersi nel ventre e rimase disteso per terra, raggomitolato, in posizione di palla, con le labbra distorte dall’urlo soffocato. Il dolore era tremendo, ma coprì l’interminabile serie di pensieri.

Almeno per un po’ di tempo.”

Intanto una congiunta dell’ebreo, non importa quale, si chiama Lydia,era a casa, a letto, non era grave per niente, ringraziamo Dio (quale Dio?) per questo…”

Sì – rispose Morris tra le lacrime – Lo so. Grazie a Dio! Si ricordò di aver detto a Lydia che Dio non esisteva e si sentì il viso rosso, come il fuoco.”

A volte un genitore, più spesso il papà, è ritenuto dal figliolo una specie di Dio. Non è il caso di Todd. Mentre gli risponde educatamente, dentro di sé lo manda il padre a fare in culo.

Lui dice “‘Non hai fame questa mattina, Todd-bello’: ‘Chiamami ancora in quel modo e ti infilo il coltello per il naso… papà bello!’

Gli dice, invece:Credo di non avere molto appetito.”

Interviene nella storia, per la seconda volta, un dirigente scolastico di nome Ed, che s’insospettisce perché una volta aveva parlato con der onkel, che si era spacciato come il nonno di der erkel, d’accordo con quest’ultimo per salvargli il didietro quando stava per essere bocciato. Ma poi s’è imbattuto per caso col vero nonno di Todd, uno yankee grasso e florido anziché un tipo alto e rinsecchito, come invece si ricordava.

E pensa: “… i genitori erano maledettamente orgogliosi di lui. E si convinceva sempre più dell’esistenza di un aspetto vizioso della vita americana, una viscida patina di opportunismo, di smussamento, droghe facili, sesso facile, una moralità sempre più nera…”

Dopo alcune indagini, egli scopre che der onkel non era affatto il nonno di Todd:Che cosa? Il criminale di guerra? Eddie, sei pazzo?

Al grido della moglie, Ed replica, pure lui sbraitando:’Ma è lui!’ – quello di Eddie era quasi un lamento – Gesù Cristo! Dio Onnipotente! È lui!’”

Todd si sdraiò sul letto fissando il soffitto e pensò al suo .30-.30. Riusciva a vederlo molto bene nella sua mente. Pensava di infilare la sbarra di acciaio blu su per la figa ebrea e scarnificata di Betty Trash – era proprio quello di cui aveva bisogno, un cazzo che non avrebbe mai dimenticato.”

Tutto è male quello che comincia male.

Der onkel non c’è più.

E der erkel?

Come se la spassa?

“‘Sono il re del mondo!’gridò vigorosamente al cielo alzando il fucile due spanne sopra la testa per qualche momento.

Poi, lo fece passare nella mano destra e si incamminò verso il posto sopra all’autostrada dove il terreno scivolava via e dove l’albero morto gli avrebbe offerto rifugio.”

Autostrada per l’inferno?

L’investigatore Richle (a proposito, tra i mille propositi di quel diabolicamente sveglio ragazzino, ce n’era uno grandissimo: diventare un nuovo e leggendario Detective Mannix!) era rimasto colpito dalla freddezza che fuoriusciva dagli occhi di Todd, di cui era certo che prima o poi sarebbe stata dimostrata la colpevolezza, intendo quella in toto con il vecchietto, il quale, disgraziata anima, ormai non avrebbe potuto più confessare alcunché a nessuno.

Sì, Todd era una bestia gelida, come un tizzone di lava incandescente sparato su Giove.

Ho provato per der onkel und der erkel lo stesso sentimento che sentivano l’uno per l’altro: non simpatia, anzi, mal li sopportavo, eppure, in cuor mio, vaticinavo per entrambi una loro catarsi e un’improbabile redenzione, con conseguente resurrezione.

Idealisti e ingenui si nasce o si diventa per necessità patologica?

Quando nessuno se lo augurerebbe più, i due loro corpi si sublimano, ognuno in modo diverso. Nel caso di der onkel essa è certa, per der erkel è quasi intuibile, ma anche qui, come sua costumanza, Stephen King lascia sospesa la questione.

E il male in essi racchiuso finalmente riesce a evaporare.

La scimmia nuda ha creato le parole per comunicare, ed anche per organizzare meglio le difese contro le avversità del mondo esterno.

Come dice il proverbio, ne ferisce più la penna che la spada.

A volte ci si odia e ci si ama per motivi entrambi assurdi e spesso bastardi.

Stephen non è mai banale. Sarà forse una banalità, ma è così. Non lo è nemmeno quando si sbrodola in descrizioni apparentemente inutili.

Che non lo sono mai, in quanto, egli, come tanti geni della scrittura, come Balzac, è un immenso visionario.

Vede e racconta il flusso che esce dalla sua anima per entrare nella mia.

E, alla fine…

Dio non è Dio.

Dio è un non Dio.

Ed è anche un Dio non.

Dio è appena una parola.

Come anche Bestemmia lo è.

Si tratta di due armi assai letali

che cessano di esserlo soltanto se

cessa l’empio uomo che se ne avvale.

 

Dal romanzo di Stephen King è stato tratto, nel 1994, il film “L’allievo”, diretto da Bryan Singer, su un soggetto dello stesso King, con Brad Renfro e Ian McKellen.

 

Written by Stefano Pioli

 

Bibliografia

Stephen King, Stagioni diverse, Sperling e Kupfer

 

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