Civita di Bagnoregio: l’antico borgo e la Valle dei Calanchi

“Non sarei diventato scrittore se non fossi vissuto alcuni mesi dell’anno nella mia fanciullezza – ogni anno, fra settembre e novembre – nella valle di Civita, con la visione, davanti agli occhi, del tufo dorato, dei ruderi estrosi e luminosi del paese che muore…” – Bonaventura Tecchi

Civita di Bagnoregio - Photo by Eventi della Tuscia
Civita di Bagnoregio – Photo by Eventi della Tuscia

Abitata da un esiguo numero di persone, Civita di Bagnoregio è un antico borgo arroccato su di una rupe tufacea dominante sul paesaggio sottostante.

Ampie distese collinari, le quali si presentano agli occhi del visitatore fin dove l’orizzonte ne disegna la visibilità.

Situata nel cuore della Tuscia viterbese, nell’Alto Lazio, a circa 400 metri sul livello del mare, Civita è stata definita in svariati modi. Alcuni poco edificanti.

Ma, se negli anni passati il paese è stato trascurato da una popolazione attratta da un contesto ambientale più agibile, oggi, Civita è al centro di un’attenzione, anche mediatica, grazie alla singolarità del suo paesaggio considerato uno dei più straordinari d’Italia.

Collocata al centro della Valle dei Calanchi, compresa in un’area occupata da altre due valli: Fossato del Rio Torbido e Fossato del Rio Chiaro, un tempo unica via per raggiungere dalla Valle del Tevere il lago di Bolsena (tappa della via Francigena), è considerata uno dei borghi più belli d’Italia.

“Il sentimento penetra là dove l’intelligenza non arriva”. – San Bonaventura

La sua storia è antica, dilatata in un tempo assai remoto.

Un tempo che risale all’epoca villanoviana. Per entrare poi a far parte della civiltà etrusca, le cui origini sono tutt’oggi argomento di discussione da parte di storici e di critici.

Stanziata in aree del centro Italia, la civiltà etrusca fece di Civita una fiorente città, favorita in questo sia dalla sua posizione strategica sia dalle importanti vie di comunicazione che la attraversavano.

Poi, in epoca romana, diventò una civitas importante.

Civita di Bagnoregio - Photo by Lazio Nascosto
Civita di Bagnoregio – Photo by Lazio Nascosto

Quando sopraggiunge il Medioevo, è questo periodo storico a imprimere all’antico borgo l’aspetto che conserva attualmente; una struttura urbanistica che si sposa felicemente con un’atmosfera d’altri tempi dove il tempo sembra essersi fermato; un clima antico che permette di fruire di una qualità della vita strettamente connessa alla vera essenza dell’uomo.

“La preghiera è madre e origine di ogni elevazione spirituale” – San Bonaventura

La ragione del progressivo esodo da Civita dei suoi cittadini è la morfologia del suo territorio.

Vittima dell’erosione del suolo e delle frane che riducono il centro storico, per secoli gli abitanti di Civita hanno dovuto lottare con condizioni ambientali ostili che li hanno costretti a guadagnare nuove vie d’accesso per addentrarsi nell’antico borgo.

Cause della progressiva erosione del territorio sono gli agenti atmosferici, oltre che il lavorio dei torrenti e non ultimo il disboscamento; elementi, tutti, responsabili dello sgretolamento del suolo.

Motivi che ne hanno trasformato l’assetto geologico dando vita ai calanchi, e che tuttora sembra non accennare ad arrestarsi.

“Sperare è volare” – San Bonaventura

Ma cosa s’intende quando si parla di calanchi?

Di fragili creste d’argilla dalla forma ondulata e aspra, o meglio, originali formazioni che tanto ricordano delle torri limitrofe a pareti diritte e rocciose.

Valle dei Calanchi vista da Civita di Bagnoregio verso nord est - Photo by Fedefabi
Valle dei Calanchi vista da Civita di Bagnoregio verso nord est – Photo by Fedefabi

Minacciato da un dissesto idrogeologico di vasta portata e origine del suo isolamento, il vecchio nucleo è oggi raggiungibile attraverso un ponte pedonale, da cui si può godere una vista suggestiva che si apre su valli e calanchi scavati dall’acqua, i quali da millenni inghiottono la località compresa nella provincia di Viterbo.

Oggi, Civita è un borgo pieno di fascino che si apre a un turismo lento, lontano dal caotico via vai di centri più affollati e noti.

Ricco di scorsi suggestivi e di anfratti segreti, il paese di Civita ha una bellezza che va oltre il tempo; offrendo ai visitatori l’opportunità di riconoscere in ogni suo angolo testimonianze atte a raccontare una storia che nel corso dei secoli l’ha vista protagonista di alterne vicende.

La cui struttura urbanistica, in parte medievale e in parte rinascimentale, accoglie gli ospiti con un centro storico di sicura attrattiva artistica e storica, così stretto fra viuzze, piazzette e palazzi nobiliari immersi in un silenzio quasi religioso.

Tra questi, il palazzo dei Colesanti, dei Bocca e degli Alemanni, costruiti da importanti famiglie del luogo in epoca rinascimentale.

All’interno del palazzo degli Alemanni si trova il Museo geologico e delle frane, polo museale che riunisce diverse discipline.

Dalla geologia alla sismologia per arrivare all’archeologia, illustrando il rapporto che è intercorso tra Civita e il suo territorio, e soffermandosi sull’atavica questione del dissesto idrogeologico.

“Chi dunque vuol salire, deve evitare il peccato che deforma la natura”. – San Bonaventura

In passato Civita aveva ben cinque porte d’accesso, in seguito inutilizzate a causa dello smottamento e dell’erosione di cui è vittima il suo territorio.

Civita di Bagnoregio - Photo by Valle del Marta
Civita di Bagnoregio – Photo by Valle del Marta

Oggi, l’unico accesso al borgo avviene tramite la Porta medievale di Santa Maria, ornata con decorazioni di leoni che schiacciano figure umane: simbolo degli abitanti di Bagnoregio che schiacciano i tiranni.

Piazza San Donato è la piazza principale del paese dove si trova la chiesa di San Donato, costruita sul sito di un antico tempio etrusco e affiancata dal campanile romanico.

Esempio di architettura cinquecentesca viterbese, al suo interno si trova un pregevole crocifisso in legno di scuola donatelliana, che il Venerdì Santo viene portato in processione.

Il Belvedere è uno scorcio fra i più scenografici offerti dal territorio della Valle dei Calanchi, che al tramonto si tinge di spettacolari tonalità di giallo e di aranci, atti a ricreare un’insolita atmosfera.

Seppur di dimensioni ridotte, è terrazza panoramica che si affaccia su di uno strapiombo da cui si può godere di una vista suggestiva della Valle dei Calanchi.

“L’impegno costante delle piccole cose è una virtù grande ed eroica”. – San Bonaventura

Accanto a bellezze naturali e di memoria storica, nel centro di Civita si possono trovare trattorie e luoghi di ristoro dove assaporare prodotti tipici della zona.

Da non dimenticare, che nel 1221 Civita ha dato i natali a San Bonaventura.

A ricordare la figura del filosofo e teologo, entrato nell’ordine dei francescani, è una grotta, definita appunto grotta di San Bonaventura. In origine era una tomba etrusca, oggi è il simbolo della città.

Una leggenda racconta che proprio in quella grotta sarebbe avvenuta la guarigione miracolosa di un fanciullo per mano di San Francesco.

Civita di Bagnoreggio - San Bonaventura
Civita di Bagnoreggio – San Bonaventura

Si narra che San Francesco, una volta che il ragazzino fu risanato, lo abbia esortato con una frase significativa: bona ventura!

Diventato grande, il giovinetto prese i voti con il nome di Bonaventura da Bagnoregio.

Inoltre, sono svariati i film ambientati in questo luogo, teatro anche di eventi spettacolari per far rivivere le antiche tradizioni.

“Pur vivendo nel mondo, egli (Francesco) imitò talmente la purezza degli angeli, da essere proposto ad esempio ai perfetti imitatori di Cristo.” – San Bonaventura

 

Written by Carolina Colombi

 

 

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