“Famiglia” di Natalia Ginzburg: cronaca di un mondo in declino

“La Ninetta non volle più riporre la coperta nell’armadio, la lasciò sopra il letto. Disse che in fondo teneva caldo, e se anche era tanto brutta, non gliene importava. E poi ci si era abituata. Disse: «Ci si abitua a tutto». Lo disse con una voce atona, alzando la spalla”.

Famiglia di Natalia Ginzburg
Famiglia di Natalia Ginzburg

Il cambiamento è un elemento imprescindibile della condizione umana che ne determina il ritmo e ne scandisce il divenire. È quello della vita un variare che procede con repentine sterzate e cambi di rotta con i quali si impara a convivere non senza fatica.

Del resto, infatti, ad ogni mutamento, felice o spiacevole che sia, ci si abitua per forza di cose, sollevando di tanto in tanto una spalla con rassegnazione.

E la vita così scorre incessante e, come un fiume in piena, travolge ogni cosa, talvolta per pura casualità, come emerge dalla raccolta di racconti Famiglia” pubblicata da Natalia Ginzburg nel 1977.

Un caotico susseguirsi di voci, nomi e piccoli avvenimenti di poco conto irrompe nella narrazione di Ginzburg e trascina con sé la musicalità della folla e il ritmo della vita privata e dei suoi labili legami.

Attraverso un linguaggio corporeo e cadenzato l’autrice si fa portavoce di un vissuto che è rappresentativo del contesto culturale in cui è inserita l’opera – gli anni di piombo ed una società italiana radicalmente trasformata – e che allo stesso tempo risulta essere profondamente attuale.

Tragiche cronache familiari, i due racconti che compongono “Famiglia”, infatti, rappresentano in maniera vivida il processo di deterioramento a cui è destinata la società borghese e la sua istituzione familiare, un microcosmo sul punto di scomparire e richiamato antifrasticamente dal titolo dell’opera.

La cancellazione dei valori del mondo borghese – espressa simbolicamente nell’opera dal disfarsi continuo dei rapporti umani e dal conseguente viavai di persone alla ricerca di un qualcosa di imprecisato – è quel che di tale mondo determina la scomparsa: al suo posto non resta che il vuoto.

La narrazione, che risulta apparentemente confusa al lettore col suo groviglio di voci e gesti del quotidiano, segue il lento deflagrare della borghesia fino a sprofondare nel nulla assoluto, ovvero la morte.

La morte, infatti, sopraggiunge improvvisamente nella vita dei protagonisti dei due racconti, Carmine e Ilaria, come irrimediabile prova del distacco dalla realtà borghese e familiare vissuto progressivamente da entrambi. Ed è proprio con la morte dei protagonisti che tale realtà rivela la sua inconsistenza.

“Non ricordava niente di se stesso, allora, né che panni portava, né che scarpe portava, né quali stupori o curiosità s’intrecciassero e si sciogliessero, in quel tempo, nel suo pensiero. Tutto questo, la sua memoria l’aveva buttato via come inutile. Aveva invece conservato a caso un mucchietto di impressioni minime, struggenti ma leggere. Aveva conservato le voci, il fango, gli ombrelli, la gente, la notte”.

Natalia Ginzburg
Natalia Ginzburg

Sul punto di morire Carmine, protagonista del primo racconto, si rende conto di aver dimenticato ogni cosa, o, meglio, di non avere niente da ricordare. Non rimangono che “impressioni minime, struggenti ma leggere”, stille prive di valore di un mondo borghese deteriorato.

La morte, che rappresenta il punto di arrivo della narrazione in entrambi i racconti, non ha però un reale peso e passa in sordina come un fatto ordinario nel confuso susseguirsi di nomi, voci e gesti vacui.

La morte è qualcosa che accade e questo è il dramma dell’esistenza umana che Ginzburg riesce a descrivere in maniera asciutta, netta, senza tinte chiaroscurali in “Famiglia”, attraverso un approccio alla scrittura di tipo fotografico.

Negativi di un mondo in declino, tali racconti restituiscono al lettore il ritratto essenziale di una società fragile, vacillante, che la vita col suo flusso inarrestabile facilmente trascina via, lasciando dietro di sé nient’altro che il nulla.

 

Written by Roberta Di Domenico

 

Bibliografia

Famiglia, Natalia Ginzburg, Einaudi

 

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